Il Manifesto per l’accesso alla psicoterapia punta sull’autodeterminazione e sulla rimozione delle disparità, con il supporto delle istituzioni.
Il documento nasce dalla survey lanciata da Serenis e FISH sullo stato di benessere psicologico delle persone con disabilità e i loro caregiver, da cui emerge che quasi un quarto delle persone con disabilità rinuncia alla terapia a causa di ostacoli fisici, logistici o culturali.
Roma, 3 marzo 2026 – Si è tenuta questa mattina presso la Camera dei Deputati, su iniziativa dell’On. Ciocchetti, e con la partecipazione dell’On. Malavasi, la conferenza stampa di presentazione del Manifesto per l’accesso alla psicoterapia promosso da Serenis, centro medico online per il benessere mentale e fisico, e FISH, Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie.
Il documento nasce dai risultati di una survey congiunta che mette in luce dati che meritano attenzione: quasi il 25% delle persone con disabilità intervistate1 ha dichiarato di aver rinunciato a intraprendere un percorso psicologico. Le ragioni risiedono in barriere fisiche, logistiche, comunicative e culturali che di fatto negano il diritto fondamentale alla salute mentale. Anche lato caregiver emerge un’urgente necessità di supporto: infatti circa la metà dei rispondenti (43%) ritiene che il supporto psicologico fornito non sia adeguatamente offerto o accessibile. Un segnale chiaro, che viene confermato dal fatto che il 50.4% dei caregiver, pur non avendo mai usufruito di un servizio di psicoterapia online, dichiara di volerlo provare.
Un problema che potenzialmente potrebbe coinvolgere 2,9 milioni di persone con disabilità2 in Italia e i 12,7 milioni di caregiver tra i 18 e i 64 anni (34,6% della popolazione)3 che si prendono cura dei figli minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani. Il Manifesto: l’autodeterminazione al centro
Il cuore del Manifesto presentato è il principio di autodeterminazione. L’obiettivo è sollecitare le istituzioni a garantire percorsi di assistenza personalizzati, scelti liberamente dalla persona e integrati nel proprio progetto di vita. Non si tratta solo di accessibilità architettonica per le persone affette da disabilità, ma di una rivoluzione culturale che possa rimuovere ogni forma di pregiudizio e disparità nel sistema di cura.
“Non può esserci vera salute senza un adeguato benessere psicologico. Eppure, oggi, l’accesso alla psicoterapia è ancora un privilegio per pochi, non un diritto garantito per tutti. Il Manifesto condiviso con Serenis mette in luce una realtà allarmante: il 25% delle persone con disabilità rinuncia alla psicoterapia a causa di barriere fisiche, economiche e culturali. Il supporto psicologico deve, invece, diventare parte integrante del Progetto di Vita, come strumento concreto di autodeterminazione e piena partecipazione sociale. Senza un sostegno adeguato, infatti, il diritto all’autonomia resta incompleto. Garantire un accesso equo e universale alla psicoterapia significa rafforzare non solo le persone, ma l’intera comunità. Vuol dire investire nella coesione sociale, prevenire situazioni di maggiore fragilità, sostenere il benessere di milioni di cittadini”, dichiara Vincenzo Falabella, Presidente di FISH.
“Per una persona con disabilità, il nodo non è solo trovare uno psicoterapeuta: è trovare il professionista giusto, con competenze specifiche e strumenti di comunicazione adeguati. Il digitale può abbattere barriere territoriali e logistiche, ma solo se è progettato in modo accessibile e se facilita l’incontro con terapeuti specializzati. Con FISH, attraverso questo Manifesto, vogliamo mettere a sistema soluzioni concrete, perché la psicoterapia diventi una possibilità reale per persone con disabilità e caregiver”, dichiara Daniele Francescon, Co-founder di Serenis.
Le dichiarazioni istituzionali
L’evento ha visto un forte coinvolgimento delle istituzioni, a conferma della rilevanza del tema nell’agenda politica:
“Garantire un supporto psicologico realmente accessibile significa riconoscere la centralità della salute ambientale nei percorsi di vita delle persone con disabilità e sostenere concretamente le famiglie che quotidianamente affrontano carichi di cura complessi. In questa direzione si inserisce anche il lavoro che il Ministero per le Disabilità sta portando avanti sul riconoscimento e sul sostegno dei cari familiari. Il recente avvio dell’iter del disegno di legge dedicato rappresenta un passaggio atteso da anni, con l’obiettivo di assicurare tutele più adeguate e servizi di supporto a un riconoscimento concreto del ruolo insostituibile svolto da chi ogni giorno si prende cura dei propri cari. In questa prospettiva il lavoro congiunto tra istituzioni, sistema sanitario, professionisti e mondo associativo è fondamentale per individuare e superare le barriere economiche, organizzative e culturali che ancora oggi limitano l’accesso ai servizi.” afferma Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità.
“Non può esserci inclusione senza attenzione al benessere psicologico. Per le persone con disabilità il punto non è solo avere accesso alla psicoterapia, ma poter incontrare il professionista più adeguato, con competenze specifiche e percorsi coerenti con il progetto di vita. Il Manifesto di FISH e Serenis offre indicazioni operative per rimuovere barriere fisiche, logistiche e informative, valorizzando anche le opportunità del digitale. È un contributo utileper rafforzare l’integrazione tra servizi, rete associativa e istituzioni”, dichiara l’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera.
“I dati emersi anche da questa survey ci pongono di fronte a una realtà che, troppo spesso, continua a essere ignorata: il diritto alla salute mentale, in Italia, non è garantito e sapere, per esempio, che quasi il 25% delle persone con disabilità rinuncia alla psicoterapia a causa di barriere fisiche, logistiche o culturali rappresenta un’evidente ferita per il nostro sistema di welfare. Le istituzioni hanno dunque il dovere di favorire un percorso che faccia sì che il supporto psicologico sia parte dei “progetti di vita” delle persone, attraverso il riconoscimento del benessere mentale come un diritto universale e accessibile. È inoltre fondamentale dare risposte concrete ai milioni di caregiver che, spesso in solitudine, sostengono carichi emotivi enormi: questo Manifesto può certamente rappresentare un passo importante per orientarci concretamente verso l’obiettivo di garantire che nessuno, a causa della propria condizione o del luogo in cui vive, si trovi a dover rinunciare a curare e proteggere la propria salute”, dichiara l’On. Ilenia Malavasi, Capogruppo Commissione Affari sociali della Camera.
Serenis
Serenis è una piattaforma digitale e un centro medico autorizzato. Oggi offre percorsi di psicoterapia, psichiatria, nutrizione, coaching e supporto psicologico, medicina generale tutti online, insieme a oltre 3000 professionisti selezionati e specializzati (psicoterapeuti, nutrizionisti, medici). Lo fa con una missione: rendere più accessibile il benessere fisico e mentale affrontando gli ostacoli economici, tecnologici, sociali e culturali che allontanano le persone dal ricevere aiuto. Attraverso l’app è possibile gestire per intero il proprio percorso, dalla prenotazione delle singole visite, alla chat con il proprio professionista, fino a servizi come il journaling, piani nutrizionali personalizzati, il dossier sanitario.
Contatti Serenis per la stampa: Press press@serenis.it Alessandra Petruzzella
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FISH
La FISH (Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) è una organizzazione ombrello cui aderiscono alcune tra le più rappresentative associazioni impegnate, a livello nazionale e locale, in politiche mirate all’inclusione sociale delle persone con differenti disabilità. Partendo dalla nuova visione bio-psico-sociale, contrapposta ad un modello medico che per decenni ha reiterato pregiudizi e segregazioni, la FISH interviene per garantire la non discriminazione e le pari opportunità, in ogni ambito della vita delle persone con disabilità. Per raggiungere questo obiettivo, la FISH opera con il coinvolgimento delle associazioni aderenti, per favorire il consolidamento di collaborazioni strutturate con istituzioni, enti, università, sulle diverse tematiche attinenti alla disabilità.
Contatti FISH per la stampa: Rachele Anziutti (ufficiostampa@fishets.it) +39 3514835151








