Roma e le Benefit Cities: quando la sostenibilità diventa un progetto di città

Dal convegno “Benefit Cities” emerge il ruolo della Capitale come laboratorio nazionale di economia a impatto

Dieci anni fa l’Italia introduceva le Società Benefit, una novità che metteva nero su bianco un’idea semplice ma potente: fare impresa creando valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale. Oggi quel modello si evolve e cambia scala. Non riguarda più solo le aziende, ma interi territori.

È il caso di Roma, dove il concetto di Benefit Cities sta prendendo forma: città in cui istituzioni e imprese collaborano per migliorare la qualità della vita e rendere lo sviluppo più equilibrato e duraturo.

Roma laboratorio di economia a impatto

Il percorso della Capitale è stato al centro dell’evento “Benefit Cities: un modello di sviluppo sostenibile dei territori”, promosso da Roma Capitale e NATIVA (24 marzo 2026). Negli ultimi due anni, grazie al programma Roma Impresa Comune, è nato uno degli ecosistemi Benefit più attivi in Italia.

I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno:

  • 624 Società Benefit attive nella provincia di Roma (2025)
  • +30% di crescita negli ultimi due anni
  • oltre 300 imprese coinvolte nel programma
  • più di 100 aziende accompagnate nella trasformazione

Il programma, da solo, ha contribuito a circa il 30% della crescita totale delle Società Benefit sul territorio tra il 2023 e il 2025.

Si tratta in gran parte di realtà piccole e dinamiche: il 60% sono microimprese e il 12% startup nate già con questo modello. I settori più rappresentati sono i servizi (56%), seguiti da tecnologia (9%), infrastrutture (8%) e beni di consumo.

Il ruolo nuovo delle istituzioni

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il cambio di ruolo della Pubblica Amministrazione. Non più solo regole e controlli, ma un’azione concreta per favorire nuove forme di economia.

“Le città sono oggi uno dei luoghi in cui si gioca la qualità dello sviluppo economico, sociale e ambientale dei prossimi anni. Roma ha scelto di non limitarsi a regolare i processi economici, ma di creare le condizioni perché l’innovazione si sviluppi, favorendo la collaborazione tra imprese, ricerca, territorio e società civile”, ha dichiarato Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale.

Una visione condivisa anche a livello nazionale. Come ha ricordato il Presidente ANCI Gaetano Manfredi: “Solo da una grande alleanza tra azione pubblica e partecipazione privata si possono trovare le risorse per dare risposte concrete e fare in modo che il futuro sia più sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale. Le città sono le palestre reali di questa sfida.”

Imprese più forti e più attente alle persone

Le Società Benefit non sono solo una scelta etica, ma anche una leva di crescita. I dati nazionali lo confermano: queste imprese crescono di più e distribuiscono meglio il valore.

“A dieci anni dalla loro introduzione in Italia, le Società Benefit sono ormai quasi 6000 e registrano performance economiche superiori alle imprese tradizionali, con una crescita del fatturato del +14,6% contro il +5,3% e pagano in media 3000 euro in più le persone, ridistribuendo valore alle famiglie”, ha spiegato Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA, società che accompagna le imprese nel percorso benefit.

A questo si aggiungono altri effetti concreti: oltre il 60% delle Società Benefit ha aumentato l’organico e molte investono di più nella formazione, nella parità di genere e nel coinvolgimento dei dipendenti.

Impatto reale sul territorio

Il caso di Roma mostra come questo modello possa avere ricadute tangibili. Le aziende coinvolte nel programma hanno avviato collaborazioni tra loro e con il settore pubblico, ridotto l’uso di materie prime, migliorato i processi interni e sviluppato iniziative rivolte ai cittadini.

Non è solo una questione di reputazione: il percorso Roma Impresa Comune registra un livello di soddisfazione molto alto, pari a 9,6 su 10 tra le imprese partecipanti.

Anche il mondo imprenditoriale riconosce il valore di questo approccio. Andrea Illy, Presidente di illycaffè, ha sottolineato: “il modello delle Benefit Cities dimostra che quando istituzioni e imprese collaborano, è possibile rigenerare il capitale naturale, migliorare il benessere delle persone e creare valore duraturo per la società.”

Roma sta mostrando che un altro modo di fare economia, più attento alle persone e all’ambiente, non solo è possibile ma è già in corso. La vera sfida ora sarà portare questo modello anche in altre città e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato.

Le Benefit Cities rappresentano un passo avanti importante: non più singole esperienze virtuose, ma un approccio condiviso allo sviluppo. Un percorso ancora in costruzione, ma che indica con chiarezza una direzione: quella di città capaci di crescere creando valore per tutti.

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