La Commissione europea ha aperto una nuova consultazione pubblica di un mese sulle versioni aggiornate degli ESRS, gli standard europei per la rendicontazione di sostenibilità, e sullo standard volontario destinato alle imprese più piccole, ispirato al VSME. La consultazione è stata lanciata il 6 maggio 2026 e resterà aperta fino al 3 giugno 2026.
Il passaggio arriva dopo il lavoro tecnico dell’EFRAG, l’organismo che supporta la Commissione nella definizione degli standard di reporting, e si inserisce nel percorso di semplificazione avviato con il pacchetto Omnibus. L’obiettivo dichiarato è alleggerire gli obblighi amministrativi per le imprese, mantenendo però la funzione centrale della rendicontazione: rendere leggibili, confrontabili e verificabili gli impatti ambientali, sociali e di governance.
Tra le novità più rilevanti c’è la riduzione dei datapoint obbligatori e il rafforzamento del cosiddetto value chain cap, pensato per limitare le richieste informative lungo la catena del valore, in particolare verso le aziende più piccole. Secondo l’Osservatorio Bilanci di Sostenibilità, la proposta punta a tagliare oltre il 60% dei datapoint obbligatori.
Accanto agli ESRS rivisti, la Commissione ha messo in consultazione anche lo standard volontario per le imprese escluse dall’obbligo CSRD, basato sul VSME elaborato da EFRAG. È un punto importante perché molte PMI, pur non essendo direttamente soggette alla rendicontazione obbligatoria, ricevono già richieste di dati ESG da banche, clienti e grandi aziende. Uno schema volontario più semplice potrebbe aiutarle a rispondere in modo ordinato, evitando duplicazioni e richieste poco proporzionate.
Partecipare alla consultazione non è così semplice, suggeriamo di prendere visione su questa pagina:
vi sono in realtà due consultazioni aperte, la prima è appunto sugli ESRS ; la seconda riguarda l‘applicabilità nella filiera degli standard volontari (VSME).








