Dall’amore per il Piave l’impegno per proteggere il territorio e le persone

L’Azienda Agricola Cecchetto ha trasformato la sostenibilità in una strategia misurabile, tra certificazioni ambientali, inclusione sociale e progetti di upcycling

Probabilmente tutti hanno studiato il Piave nei libri di storia, tant’è vero che viene definito fiume sacro alla patria, per il ruolo fondamentale che ebbe nella difesa del territorio italiano durante la Prima guerra mondiale. Ma questo fiume che attraversa il Veneto da nord a sud conserva una tradizione agricola e vitivinicola che affonda le radici in secoli di storia: fra le numerose realtà produttive l’Azienda Agricola Cecchetto Giorgio, presso Vazzola (TV), ha trasformato il mestiere del vignaiolo in un impegno concreto per custodire e valorizzare il territorio.

I filari dell’azienda che ha sede a Vazzola (TV), sono distrubuiti fra le vigne di Tezze di Piave a quelle di Motta di Livenza, fino ai colli di Cornuda: nella visione portata avanti oggi da Marco, Sara e Alberto Cecchetto, la terza generazione, la qualità di eccellenze come il Raboso del Piave o il Prosecco, si deve accompagnare all’impegno a produrre benefici per la comunità e il territorioma. Coltivare questa idea di futuro è confermata dalla consapevolezza di avere scelto nel 2023 lo statuto di Società Benefit.
L’affascinante storia familiare inizia con i nonni Sante e Bruna, che nel 1968 iniziarono questa avventura partendo dalla mezzadria. Quella fatica antica, legata al rispetto profondo per la terra, è diventata il motore che nel 1986 ha portato il figlio Giorgio a scommettere sul Raboso, quel vitigno autoctono che era una volta definito il “vino della Serenissima”.

Fotografia di Giorgio Cecchetto tra i figli Marco e Alberto
Giorgio Cecchetto tra i figli Marco e Alberto

Raccontare il territorio con i numeri e il cuore

Se il Raboso resta il riferimento imprescindibile, varietà come il Manzoni Bianco e il Carmenère completano un mosaico di sapori che parlano di radici solide. “Valorizzare la complessità del Piave continua a guidare le scelte aziendali”, spiega Marco Cecchetto, Responsabile Produttivo dell’azienda: “poiché qui abbiamo una variabilità di terreni molto importante”.
In questa logica, la scelta di puntare sulla sostenibilità si traduce in molti ambiti, oltre che in una misurazione scientifica e costante: “è un tema complesso e molto ampio”, continua il giovane enologo, “che è anche un po’ difficile da portare al consumatore, in tutte le sue sfaccettature”. Un impegno che però sta dando i suoi risultati, sia a livello aziendale che personale: Marco è stato infatti inserito nella prestigiosa guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia 2026” redatta dal Corriere della Sera, così come il Raboso spicca all’interno del progetto “Le vigne storiche – 10 vigneti resilienti” di Marco Simonit (Simonit & Sirch) che valorizza antichi vigneti italiani, simbolo di memoria, identità e capacità di adattamento.

Il 2017 ha rappresentato un cambio di passo fondamentale, con l’ottenimento delle prime certificazioni: SQNPI per la gestione del vigneto e V.I.V.A. per l’impatto globale dell’azienda. Oggi vengono monitorati costantemente oltre 200 ettari di superficie vitata attraverso quattro indicatori scientifici.

  • Aria (Carbon Footprint): l’impronta climatica di ogni bottiglia.
  • Acqua (Water Footprint): il consumo idrico in vigna e in cantina.
  • Vigneto: la fertilità del suolo e la tutela della biodiversità.
  • Territorio: l’impatto sociale, economico e paesaggistico.
Fotografia di Sara Cecchetto
Sara Cecchetto

 “Solo ¼ dell’impatto di una bottiglia deriva dalla campagna”, aggiunge Marco, “mentre i restanti ¾ sono legati a packaging, pesi e trasporti: è qui che si gioca la vera sfida del futuro”. Insieme al primogenito l’azienda agricola è diretta da Alberto, che segue la parte commerciale, e dalla sorella Sara che, come Responsabile Sostenibilità, ne traccia la rotta etica, trasformando l’intuizione dei nonni in una strategia d’avanguardia.
“Penso che la sostenibilità si debba poter toccare con mano”, ci dice Sara Cecchetto, che ricorda come una serie di valori facciano parte della cultura aziendale fin dall’inizio: “il rispetto del territorio, l’attenzione a evitare gli sprechi e a riciclare, li vivevano già i nostri nonni”.

La cura dell’ambiente con le sentinelle del territorio e l’upcycling

A tale proposito un esempio affascinante è il piccolo apiario aziendale gestito direttamente dalla famiglia in collaborazione con l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto. “Le api sono le migliori sentinelle che potessimo avere”, racconta Sara, “dato che la loro salute ci dice, meglio di qualsiasi analisi di laboratorio, come la nostra conduzione agricola stia impattando sulla biodiversità del territorio”.

Per fronteggiare poi le problematiche idriche dovute ai cambiamenti climatici, Cecchetto ha integrato nel terreno un polimero biodegradabile nei rimpiazzi delle viti: questo agisce come riserva d’acqua in periodi di scarse precipitazioni e come drenante in caso di eccesso di acqua in stagioni piovose.
Si tratta di soluzione innovativa, in grado di assorbire acqua fino a 100 volte il suo peso, rilasciandola gradualmente nel tempo per un periodo massimo di 20 giorni, in relazione al fabbisogno della vite.

Seguendo la logica che niente si spreca, ma tutto si trasforma, si vuole arrivare fino alle case dei consumatori attraverso il riuso creativo; Sara sottolinea l’importanza dell’economia circolare attraverso altri due esempi. Vengono realizzate candele d’autore: recuperando le bottiglie usate durante le degustazioni in cantina; i tappi di sughero diventano portachiavi o materiali per la bioedilizia, mentre le vecchie barrique sono trasformate in taglieri per l’accoglienza dei visitatori.

L’azienda agricola si pone nuovi obiettivi di miglioramento, verificando ogni due anni i progressi prima di ogni rinnovo: dal 2020, tutta l’energia utilizzata deriva da fonti rinnovabili, integrando l’impianto fotovoltaico aziendale da 300 kW con forniture certificate.
L’ambizioso traguardo è diventare nature positive entro il 2040: “la gestione dei boschi secondo i principi FSC”, prosegue Sara, “e l’adesione a progetti di riforestazione nazionali e internazionali per compensare la CO2 vanno esattamente in questa direzione. Analogamente, la ricerca di nuovi materiali per le confezioni mira a ridurre i rifiuti e a facilitare il riciclo o il riutilizzo da parte del consumatore finale.

La vendemmia inclusiva e i progetti per educare al futuro

L’impegno di Cecchetto non si limita all’ambiente: oltre 20 anni fa, un gruppo di genitori della provincia di Treviso ha deciso di unire le forze per costruire opportunità di socialità e futuro per i propri figli. Dal 2005, l’azienda è impegnata in un progetto che è diventato un pilastro della loro identità, ovvero la Vendemmia Inclusiva con i ragazzi dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).
I tre fratelli ricordano bene l’avvio di questo progetto, quando il papà Giorgio ha aperto le porte della cantina, trasformando la vendemmia del Raboso del Piave un appuntamento annuale e un’attività di inclusione e solidarietà. Non è solo un evento simbolico di raccolta dell’uva: i ragazzi tornano in azienda durante l’anno per partecipare all’imbottigliamento del vino nato dal loro lavoro.

fotografia dei ragazzi dell’AIPD presso la cantina Cecchetto
Alcune persone dell’AIPD in cantina durante la vendemmia del 2025

Dal 2021 viene redatto il Bilancio di Sostenibilità, che Sara utilizza soprattutto con le scuole e i visitatori: “vogliamo spiegare in modo semplice cosa fa un’azienda agricola per ridurre i propri impatti. Per noi la sostenibilità è una scelta etica che è diventata cultura aziendale”. La volontà di essere una Società Benefit ha proprio lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera: da cui nasce l’impegno sociale di Cecchetto e il coinvolgimento della comunità locale.

Sorseggiare un calice di vino diventa allora quasi l’ultimo atto di un percorso profondo: dove il profitto non è separato dalla tutela della terra e dalla valorizzazione delle persone. In un messaggio di rispetto, di recupero delle tradizioni e, in fondo, nella dichiarazione che un vino è buono se fa bene anche al mondo che lo circonda.

Azienda Agricola Cecchetto Giorgio

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