Il panorama del reporting di sostenibilità in Europa sta vivendo una fase cruciale. In questo periodo (inizio 2026), molte aziende italiane ed europee stanno finalizzando o pubblicando il bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio finanziario 2025, guidate dall’entrata in vigore della normativa CSRD. Sebbene l’obbligo sia ormai una realtà operativa per molte aziende, la Commissione Europea ha avviato una profonda revisione degli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) con l’obiettivo di ridurre l’onere amministrativo del 25%.
Questo processo, guidato dal pacchetto legislativo “Omnibus”, mira a semplificare gli obblighi senza rinunciare agli obiettivi climatici del Green Deal. Per le aziende, la transizione tra il primo set di standard e i nuovi “Amended ESRS” genera spesso dubbi su scadenze e modalità di applicazione. Ecco tre risposte a domande ricorrenti, definitive (a oggi), per fare chiarezza.
1. Esiste una versione finale degli ESRS emendati e quando si dovranno applicare?
Non ancora. Attualmente disponiamo del parere tecnico (Technical Advice) che l’EFRAG ha consegnato alla Commissione Europea alla fine di novembre 2025 che contiene gli emendamenti ai precedenti ESRS (Amended ESRS). Questo testo propone una drastica semplificazione, riducendo i datapoint obbligatori del 61%.
Il cronoprogramma previsto è il seguente:
- Adozione ufficiale: La Commissione Europea dovrebbe adottare l’Atto Delegato con il testo finale intorno alla metà del 2026.
- Applicazione obbligatoria: I nuovi standard si applicheranno agli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2027 o dopo.
- Applicazione anticipata: Le aziende avranno comunque la facoltà di applicarli volontariamente già per l’esercizio 2026.
2. Quali standard bisogna applicare ora per il reporting 2025 e come funzionano i “quick-fix”?
Per la rendicontazione dell’esercizio 2025, le aziende devono continuare a utilizzare il Set 1 originale (del 2023). Tuttavia, possono già beneficiare dei cosiddetti “quick-fix” (misure di alleggerimento) introdotti nel luglio 2025.
Questi correttivi permettono di omettere temporaneamente (fino all’esercizio 2026) alcune informazioni complesse, tra cui:
- Effetti finanziari anticipati: È possibile omettere i dati quantitativi sugli impatti finanziari attesi da rischi fisici e di transizione (salvo alcune eccezioni sul clima).
- Dati sulla forza lavoro (S1): Si possono omettere dettagli sui lavoratori esterni (non dipendenti), sulla contrattazione collettiva fuori dall’area SEE e sulle disabilità.
- Catena del valore: Se i dati dei fornitori non sono disponibili, l’azienda può limitarsi a spiegare gli sforzi compiuti per ottenerli invece di rendicontare il dato puntuale.
I quick-fix previsti per il reporting 2025 sono misure di alleggerimento (relief measures) e disposizioni di introduzione graduale (phase-in provisions) introdotte dal Regolamento Delegato del luglio 2025 per ridurre l’onere amministrativo delle imprese durante i primi anni di applicazione della CSRD.
3. Quali aziende rientrano nella Wave 1 e nella Wave 2?
Le Wave 1 e 2 sono stabilite dalla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e rappresentano le diverse fasi (“ondate”) con cui le aziende europee entrano progressivamente nell’obbligo di rendicontazione secondo i nuovi standard ESRS. La distinzione è fondamentale perché determina le date di scadenza e il tipo di standard da utilizzare:
- Wave 1: Include le grandi società quotate e gli enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti che erano già soggetti alla precedente direttiva NFRD. Queste aziende stanno già rendicontando per l’anno 2024 e useranno il Set 1 (con i quick-fix) fino al 2026, passando agli Amended ESRS nel 2027.
- Wave 2: Comprende le altre grandi imprese dell’UE. A seguito del pacchetto Omnibus, la soglia è stata elevata: ne fanno parte le società con almeno 1.000 dipendenti e ricavi superiori a 450 milioni di euro. Grazie alla decisione “stop the clock”, la loro prima rendicontazione è stata posticipata all’esercizio 2027 (bilancio pubblicato nel 2028), e si prevede che applicheranno direttamente gli standard emendati semplificati.
Ecco alcune aziende che hanno già fatto il bilancio di sosteninibilità 2024 utilizzando gli ESRS:
Fonti e riferimenti normativi:
- EY, EU Sustainability Developments: EFRAG proposes major ESRS simplifications, Issue 11 (Gennaio 2026).
- EFRAG, Basis for Conclusions accompanying EFRAG Technical Advice on draft amended ESRS (Dicembre 2025).
- EFRAG, Draft Simplified ESRS – Technical Advice to the European Commission (Novembre/Dicembre 2025).
- ESG Today, EU Platform on Sustainable Finance Warns ESRS Simplification Risks Placing EU Below Global Sustainability Reporting Baseline (18 Marzo 2026).
- Commissione Europea, Omnibus I Simplification Package (Proposta di Febbraio 2025 e successivi aggiornamenti).
- Regolamento Delegato (UE) del luglio 2025 relativo alle misure di alleggerimento (“Quick-fix”) per il primo set di ESRS








