La dolce qualità artigianale che cresce in un business sostenibile

La filosofia della famiglia Filippi abbraccia l’idea del giusto “tempo” richiesto per fare ogni cosa con rispetto, cura e passione

Fare impresa in modo sostenibile è un tema che ricorre sempre più spesso: ma questo aspetto assume tanto più valore quando segue la strada della misurazione e della trasparenza. È la scelta che ha intrapreso la Pasticceria Filippi, storica B Corp italiana (la prima nel suo settore) che ha la sua sede nel piccolo comune di Zanè (VI): il loro approccio artigianale che li ha guidati fin dalla fondazione non è mai venuto meno e, in maniera del tutto naturale, li ha fatti crescere fino a raggiungere le dimensioni attuali.
Abbiamo incontrato il titolare Andrea Filippi, che ci ha raccontato come il successo dei loro prodotti non sia solamente legato alla scelta di materie prime eccellenti ma comprenda anche uno stile etico che permea ogni scelta aziendale. “Non basta dire di essere buoni, bisogna dimostrarlo, numeri alla mano”, esordisce Andrea: “per questo abbiamo scelto la strada della misurazione e della trasparenza”. Che viene vissuta ogni giorno tra i banchi di produzione.

È d’altronde il cuore delle Società Benefit che, accanto all’obiettivo del profitto, integrano nel proprio statuto la volontà di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente: “il profitto è solo uno strumento per creare benessere collettivo”.

Collaborare con altre realtà virtuose

Un incontro da cui è nata una collaborazione estremamente proficua è stato quello con la Famiglia Carli, del celebre Olio Carli: “partecipando ai loro eventi sulla filiera, ho capito che volevo intraprendere lo stesso percorso”, spiega Andrea Filippi. Nel 2017, la Pasticceria è diventata B Corp, una scelta che era da sempre nel DNA dell’azienda, ma che la certificazione ha permesso di strutturare.
“La sensibilità verso certi valori ci è stata tramandata dai nonni e dai genitori”, ricorda il titolare, “ma le certificazioni aiutano a misurare le intenzioni”: è anche la differenza tra l’avere qualche pannello fotovoltaico sul tetto e il ripensare l’intera catena del valore.

Il rendersi conto che non bastava fare le cose bene, ma occorreva un sistema per misurarle è legato alla mente matematica di Andrea: la sostenibilità non può restare un concetto astratto o un’operazione di marketing. “La certificazione ci ha imposto di analizzare tutto, dalla provenienza della frutta per i canditi a come gestiamo ogni singola risorsa.”
Si tratta di scelte produttive spesso difficili e costose: come il volere utilizzare uova da galline allevate a terra, una scelta fatta da decenni, quando il mercato guardava solo al prezzo, oppure nella ricerca meticolosa di canditi e aromi naturali. Tutto ciò non risponde solo a un criterio di gusto, ma di etica: “noi stessi andiamo a vedere come vivono le galline, come lavorano i fornitori”.

fotografia di Andrea e Lorenzo Filippi
Andrea e Lorenzo Filippi

L’impatto sociale: dai corsi di autodifesa alle scuole

Il rapporto con le persone rappresenta sicuramente uno dei punti di maggiore attenzione dell’azienda che, per Andrea e il fratello Lorenzo Filippi, è come un organismo vivente che deve nutrire la comunità che la ospita. La pasticceria investe migliaia di ore in formazione per i dipendenti, team building e progetti che coinvolgono la comunità locale.
Uno degli esempi più originali è il progetto di autodifesa per le donne organizzato in azienda: non un semplice corso fisico, ma un percorso psicologico profondo. “Abbiamo coinvolto una ventina di donne, comprese persone della comunità esterna”, racconta Andrea: “è stato incredibile vedere come il lavoro possa diventare uno spazio di consapevolezza e protezione”.

fotografia della pasticceria Filippi per Women for Freedom

Un altro elemento che sottolinea la centralità della figura femminile per l’azienda è il sostegno a Women for Freedom, un’organizzazione no-profit di Bassano del Grappa: ia pasticceria finanzia progetti che aiutano donne e bambini in situazioni di emergenza, povertà, sfruttamento, sia in Italia che all’estero (in paesi come Nepal, Togo, Camerun e altri).
Il legame con il territorio passa anche attraverso le nuove generazioni: Andrea Filippi si è fatto coinvolgere dalle scuole elementari per rispondere ai bambini sul tema della sostenibilità. Da questo dialogo è nato un progetto di packaging innovativo: i ragazzini hanno realizzato le grafiche per un panettone il cui involucro non si butta, ma si trasforma in un gioco. “Sentire un bambino di seconda elementare che definisce la sostenibilità come fare scelte consapevoli”, riprende il titolare, “fa capire che siamo sulla strada giusta”.

Altra collaborazione di cui l’azienda parla volentieri è quella con la onlus Da Spreco a Risorsa. Invece di vedere come un peso le eccedenze o i prodotti esteticamente imperfetti, la pasticceria ha creato una rete logistica che in 24 ore distribuisce questi panettoni in tutto il Veneto a chi ne ha più bisogno.
Non meno importante è infine il rapporto con la cooperativa sociale I Graticolati, di San Giorgio delle Pertiche, che impiega persone fragili o svantaggiate. “Quando abbiamo mandato una nostra operatrice, Lara, a insegnare loro come incartare i panettoni a mano”, ricorda Andrea, “è stata accolta con una gioia indescrivibile”. Quel clima di benessere non è solo etico, ma è contagioso e rende il prodotto finale più buono, nel senso più ampio del termine.

Crescere, restando artigiani

Oggi la Pasticceria Filippi è una realtà da 14,2 milioni di euro di fatturato e 90 dipendenti: viene da chiedersi come si coniuga la cura del piccolo laboratorio con numeri così importanti e una forte presenza sui mercati esteri che, da Dubai a Singapore, da Seul a Birmingham, oggi rappresenta il 15% del fatturato. La risposta di Andrea sta nell’innovazione costante degli impianti, che però restano sempre al servizio della mano umana.
L’incarto, ad esempio, resta un gesto manuale, un rito che nessuna macchina può replicare con la stessa cura. “Crescere ci permette di avere più risorse da investire in progetti sociali e ambientali. Più l’azienda sta bene, più possiamo fare del bene. È un cerchio che si chiude.”

Per la Pasticceria Filippi, si può dire che il dolce non sia solo un fine, ma un mezzo: “la vera dolcezza, oggi, non può che essere sostenibile”, conclude Andrea. Una bontà a tutto tondo, che porta nelle case la gioia di stare insieme, attraverso sapori autentici e una catena di fornitura che ha cura del futuro del nostro pianeta.

Pasticceria Filippi

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