Arte come presidio ambientale, il nuovo Parco sottomarino dell’Argentario

Il progetto del Comune di Monte Argentario con Casa dei Pesci e Accademia Mare Ambiente porta cinque sculture in marmo sui fondali tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Non solo museo sommerso: reef artificiali e strutture per la Posidonia puntano a favorire biodiversità e rigenerazione dell’habitat marino

Il nuovo Parco sottomarino dell’Argentario, progetto del Comune di Monte Argentario con l’Associazione Casa dei Pesci – ETS e l’Accademia Mare Ambiente, nasce nelle acque tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano con un obiettivo preciso: usare l’arte come presidio ambientale, non come semplice attrazione turistica. Le cinque sculture in marmo previste dal progetto saranno immerse il 2 luglio 2026, dopo l’esposizione a terra inaugurata il 12 giugno.

Le opere, realizzate da giovani artisti italiani e internazionali provenienti dal distretto artistico di Carrara, saranno collocate a circa dieci metri di profondità, in un’area dove si alternano tratti sabbiosi e praterie di Posidonia oceanica. Accanto alle sculture saranno installati reef artificiali stampati in 3D e mattonelle pentagonali forate, pensate per favorire la ricrescita della Posidonia e offrire rifugio alla fauna marina. L’ambizione dichiarata è costruire nel tempo un “giardino sommerso” visitabile con snorkeling e immersioni.

Il progetto si inserisce in una linea internazionale ormai riconoscibile. Il caso più noto è il MUSA, Museo Subacuático de Arte di Cancún, in Messico, avviato nel 2009: oltre 500 sculture sommerse tra Cancún e Isla Mujeres, create in larga parte da Jason deCaires Taylor e pensate anche per favorire la vita corallina.

Lo stesso artista ha firmato il Museo Atlántico di Lanzarote, nelle Canarie, indicato come il primo museo d’arte sottomarino d’Europa e dell’Atlantico. Inaugurato ufficialmente nel gennaio 2017, ospita oltre 300 figure a grandezza naturale in un’area del fondale della riserva della biosfera UNESCO di Lanzarote. Le sculture sono realizzate con materiali a pH neutro, così da diventare nel tempo substrati per la vita marina.

Altri esempi confermano la stessa logica. A Cipro, non in Turchia, MUSAN, il Museum of Underwater Sculpture Ayia Napa, presenta oltre 90 opere di deCaires Taylor e si definisce una foresta sottomarina. Alle Maldive, il Coralarium di Sirru Fen Fushi è una galleria semi-sommersa installata tra i 3 e i 5 metri di profondità, con sculture visibili tra acqua e fondale.

Il filo comune è chiaro: spostare parte della pressione turistica dai reef naturali verso strutture artificiali, e allo stesso tempo creare superfici colonizzabili da organismi marini. L’arte diventa così un dispositivo ecologico. Non risolve da sola il problema della perdita di biodiversità, ma può contribuire a proteggere aree fragili, rendere visibile il degrado dei fondali e coinvolgere un pubblico che spesso incontra il mare solo come paesaggio.

All’Argentario questa impostazione riprende e amplia il lavoro di Casa dei Pesci, fondata nel 2012 dal pescatore maremmano Paolo Fanciulli per contrastare la pesca a strascico illegale. Il precedente è il Museo sottomarino di Talamone, dove 29 sculture sono già state collocate nelle acque davanti al borgo antico. Il nuovo Parco porta quel modello su un altro tratto della costa maremmana.

“Il nuovo Parco sottomarino, realizzato su impulso e con la decisiva partecipazione del Comune di Monte Argentario, costituisce un passo ulteriore nell’azione che da anni Casa dei Pesci sta portando avanti per la difesa dei fondali marini. L’iniziativa, infatti, amplia alla costa dell’Argentario l’area di intervento dell’Associazione, sino ad oggi concentrata nella zona compresa tra la spiaggia della Giannella e Marina di Grosseto. Affiancando alle sculture i nuovi reef artificiali, che avranno la funzione di promuovere il ripopolamento ittico e arricchire la biodiversità, puntiamo a realizzare una sorta di ‘acquario sottomarino’ dove i visitatori, nell’ammirare la magia delle sculture sommerse, potranno fare esperienza di quello che era, e dovrebbe tornare a essere, un mare vivo e vitale”, dichiara Giovanni Contardi, presidente di Casa dei Pesci.

La poltrona – Echinos, firmata da Corrado Levi, Andrea Marini Leandri e Francesca Bonanni

Tra le opere previste c’è La poltrona – Echinos, firmata da Corrado Levi, Andrea Marini Leandri e Francesca Bonanni e sostenuta da Miramis, società internazionale di ospitalità attiva tra Italia e Svezia, molto attiva nella sostenibilità ambientale e sociale. La scultura raffigura una poltrona in marmo con poggiapiedi e un riccio di mare posato su un libro aperto. Il contributo dell’azienda entra come sostegno a una delle opere per la realizzazione di questo Parco: un’infrastruttura culturale e ambientale che prova a mettere insieme tutela del mare, rigenerazione dell’habitat e fruizione responsabile.

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