Inter, questa è la partita tra i coralli

Calcio d'inizio per il progetto di responsabilità sociale di Inter Campus che formerà 200 adolescenti maldiviani all' educazione ambientale e sportiva

Si chiama “Playing with Corals: football as a gateway toward climate action and marine awareness” il progetto che ha portato Inter Campus, il braccio di responsabilità sociale di FC Internazionale Milano, a collaborare con il MaRHE Center — Centro di Ricerca Marina e di Alta Formazione, situato sull’atollo di Faafu.

Sostenuto dalla UEFA Foundation for Children e dai Ministeri dello Sport, Fitness and Recreation e dell’Educazione delle Maldive, il progetto mira a impiegare il calcio come strumento per sensibilizzare i giovani all’importanza della protezione ambientale e della conservazione marina.

Dopo la formalizzazione dell’accordo nel febbraio 2024, il progetto si è attivato con l’obiettivo di formare 20 educatori locali in un periodo di due anni. Questi educatori, una volta formati, terranno sessioni settimanali nelle loro isole, con il supporto a distanza del team di ricercatori del MaRHE Center e degli esperti di Inter Campus. Le attività includeranno sia sessioni di calcio che iniziative di ripristino delle barriere coralline, creando un collegamento diretto tra sport e conservazione marina.

«Col progetto Inter Campus operiamo da quasi 30 anni nel mondo cercando di mettere lo sport al servizio di una progettualità educativa che accompagni i nostri bimbi nel raggiungimento di obiettivi importanti e formativi – dichiara Carlotta Moratti, Presidentessa di Inter Campus – Con grande felicità e attenzione abbiamo aderito a questa splendida sfida insieme a ottimi compagni di viaggio, come l’Università degli Studi di Milano-Bicocca col MaRHE Center e la UEFA Foundation for Children.»

Come funziona il progetto

Il progetto ha come beneficiari diretti circa 200 adolescenti e preadolescenti, e si propone di formare una nuova generazione di custodi dei coralli attraverso un programma che integra educazione ambientale e attività sportiva. Si prevede che i giovani partecipanti restaurino approssimativamente 2500 metri quadri di barriera corallina distribuiti su cinque isole dell’atollo di Faafu.

Simone Montano, ricercatore di ecologia di Milano-Bicocca e ideatore del progetto, spiega: «Verranno trattati argomenti come l’ecologia marina tropicale con approfondimenti sulla biodiversità, servizi ecosistemici e le minacce che mettono in pericolo le scogliere coralline, la tassonomia e l’identificazione dei coralli, fino al concetto di ripristino delle porzioni di scogliera danneggiate tramite la coral restoration

Quest’ultimo punto è dedicato nello specifico all’utilizzo di una tecnica particolarmente adatta anche ai più piccoli che sfrutta l’utilizzo di strutture metalliche di piccole dimensioni dove verranno attaccati i coralli. Di questa tecnica si affronteranno gradualmente tutte le fasi, come la costruzione della struttura, la raccolta o frammentazione delle colonie di corallo da utilizzare, il trattamento e la posa delle strutture, l’attaccamento dei frammenti e il loro monitoraggio a lungo termine.

«Il progetto, – prosegue Montano – oltre a permettere il ripristino di diverse centinaia di metri quadri di scogliera, risulta fondamentale per permettere alle nuove generazioni di comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici su ecosistemi tanto fragili quanto importanti, e permettergli di adottare nuove strategie di conservazione che possano garantire alle generazioni future di poter contare sulle risorse che questi habitat sono e forse saranno in grado di fornire.»

Questa iniziativa, quindi, non solo contribuirà significativamente alla protezione dei coralli, ma fornirà anche agli adolescenti delle Maldive le conoscenze e le competenze per affrontare e mitigare gli impatti del cambiamento climatico sui loro fragili ecosistemi marini, tra i più minacciati dal cambiamento climatico. Inoltre, il coinvolgimento di figure autorevoli e organizzazioni di spicco amplifica l’importanza e l’efficacia del progetto, offrendo una risposta concreta alla necessità di pratiche più sostenibili e di una maggiore consapevolezza ambientale tra le giovani generazioni.

«La protezione ambientale – prosegue Moratti – è una necessità a cui non possiamo non rispondere. La terra ha bisogno di generazioni che la proteggano meglio di come l’abbiamo trattata noi finora. Investiamo quindi tutte le nostre risorse e attenzioni in questi bimbi, che potranno formarsi una coscienza e un’abilità molto attenta e pratica nel salvaguardare i coralli e l’ambiente di queste splendide isole. Quando parliamo di “Giocare coi Coralli“ assumiamo la stessa prospettiva dei bambini, e per loro giocare è una cosa seria, molto seria. Noi oggi ci mettiamo al loro servizio e li ringraziamo immensamente per ciò che faranno da grandi per le loro isole.»

A supporto delle attività descritte, verrà condotta un’analisi di impatto, frutto del lavoro congiunto tra gli psicologi dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e di Inter Campus, per valutare l’efficacia del progetto rispetto agli obiettivi.

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