Chi sono davvero gli innovatori sociali? La mappa italiana secondo Ashoka

Dal rugby inclusivo alla salute mentale: le storie dei nuovi innovatori sociali selezionati da Ashoka che cambiano il Paese

Come si cambia il mondo? Secondo Ashoka, organizzazione internazionale nata nel 1980 e attiva oggi in 98 Paesi tra cui l’Italia, la risposta è: grazie a innovatori sociali capaci di scardinare i modelli esistenti e promuovere un cambiamento concreto e sistemico. Non si tratta solo di “fare del bene”, ma di trasformare in profondità il modo in cui rispondiamo ai bisogni collettivi. Questi changemaker, come li chiama Ashoka, sono persone che immaginano soluzioni nuove, le realizzano con determinazione e coinvolgono la comunità per generare impatti duraturi. A loro è dedicata la nuova mappatura italiana dell’innovazione sociale, presentata in questi giorni a Milano in occasione dei 10 anni di Ashoka Italia: un ritratto inedito di chi oggi sta cambiando il Paese dal basso, spesso lontano dai riflettori.

A loro è dedicata la nuova mappatura italiana promossa da Ashoka, la più grande rete globale di imprenditori sociali, che da oltre quarant’anni individua e sostiene i changemaker più visionari del pianeta.

Il rapporto presentato a Milano nel corso dei ChangeMakers Day 2025 traccia l’identikit di chi oggi guida il cambiamento sociale nel nostro Paese: età media 37 anni, per il 64% donne, per il 78% residenti in piccoli comuni del nord e centro Italia. Persone coraggiose, che spesso sfidano molte difficoltà per realizzare il proprio progetto ma capaci di pensare a un futuro che ‘non si aspetta, ma si costruisce’.

Arianna de Marco

“La ricerca che abbiamo condotto insieme ai Dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e all’associazione Forwardto ci invita a guardare al 2035 con occhi nuovi – spiega Arianna De Mario, co-direttrice di Ashoka Italia -. Immaginiamo un’Italia in cui ogni persona, giovane o adulta, si sente protagonista del cambiamento: scuole che diventano laboratori di cittadinanza attiva, imprese che mettono l’impatto sociale al centro, città che si rigenerano grazie alla creatività e alla collaborazione di tutti”.

Innovazione sociale: molto più di una buona idea

L’innovazione sociale, secondo Ashoka, non è solo un nuovo servizio o un progetto solidale. È una risposta strutturale a problemi complessi: “un cambiamento sistemico”, capace cioè di modificare le regole del gioco, influenzare politiche pubbliche, aprire nuovi mercati e generare impatto duraturo.

In Italia, questa rivoluzione silenziosa parla già con i numeri: oltre 2 milioni di euro investiti da Ashoka in dieci anni, 32 Ashoka Fellows selezionati, decine di migliaia di beneficiari. E soprattutto una convinzione: “Ogni persona può essere un agente del cambiamento”, come ripetono i fondatori. Tra i progetti sostenuti ci sono stati: AddioPizzo, fondato da Dario Riccobono con altri giovani siciliani, una rete di oltre 270 imprese che rifiutano il pizzo; La Repubblica degli Stagisti, di Eleonora Voltolina, che ha scelto invece di dedicarsi alla disoccupazione giovanile e al precariato under35; CiaoLapo, organizzazione fondata dalla psichiatra Claudia Ravaldi che ha introdotto in Italia le Linee guida internazionali per l’assistenza alla morte in utero e ha diffuso strumenti come la MemoryBox, oggi presente in circa il 25% degli ospedali italiani; Francesca Fedeli Fight the Stroke Foundation – che ha sviluppato soluzioni per il supporto ai bambini colpiti da ictus perinatale, promuovendo la neuroplasticità e l’inclusione attraverso la tecnologia.

Fderico Mento

“A livello globale, il 95% degli innovatori sociali sostenuti da Ashoka ha creato posti di lavoro nelle proprie comunità, il 64% di essi ha influito sulle scelte dei governi per l’allocazione di risorse in progetti di innovazione sociale, il 60% ha creato nuovi mercati. Lavoriamo perché i progetti degli innovatori sociali che sosteniamo siano replicabili e quindi che il cambiamento che essi producono diventi sistemico, cioè capace di intervenire sulle cause profonde dei problemi sociali, andando oltre la risposta ai sintomi visibili. Per dare un numero, abbiamo rilevato che ciascuno dei 4mila innovatori sociali supportati da Ashoka nel mondo è in grado, con la sua attività, di migliorare la vita di 600mila persone. Si tratta di cambiamenti realizzati dalle persone per migliorare la vita delle persone, rispondendo a bisogni sociali concreti e urgenti con soluzioni altrettanto concrete, originali ed efficaci”. – spiega Federico Mento, co-direttore di Ashoka Italia.

Secondo i dati globali raccolti da Ashoka, ogni Fellow migliora la vita di circa 600.000 persone nel mondo. In Italia, l’ecosistema dell’imprenditoria sociale è in forte espansione: 14.709 imprese sociali attive (dato 2024), un valore di produzione di oltre 18,5 miliardi di euro e un ruolo sempre più rilevante nelle politiche di coesione, educazione e sostenibilità.

Il profilo degli innovatori sociali in Italia

Il Rapporto Ashoka 2025, realizzato con l’Università di Torino e l’associazione Forwardto, fotografa una generazione di changemaker preparata, radicata e visionaria:

  • 93% ha una laurea o post-laurea
  • 64% sono donne
  • 78% opera in provincia o piccoli comuni
  • I settori più attivi: salute, clima, diritti, educazione, partecipazione civica.

Eppure, non mancano le difficoltà: accesso alle risorse, vincoli normativi, resistenze culturali. È qui che Ashoka interviene: sostegno economico triennale, formazione, connessioni internazionali, accesso a partner e mentori. Il tutto con una selezione severissima, basata su cinque criteri: innovazione, impatto sistemico, integrità, leadership e dedizione.

I nuovi Ashoka Fellow 2025: tre storie di cambiamento

In occasione dei Changemaker Days 2025 a Milano, sono stati presentati i tre nuovi Fellow italiani: Martino Corazza, Aurora Caporossi e Hannes Goetsch. Tre percorsi molto diversi, ma uniti da una visione comune: rendere la società più giusta e inclusiva.

Martino Corazza – Inclusione senza etichette, con lo sport

Torinese, ex insegnante e rugbista, è il fondatore di IMAS – International Mixed Ability Sports, un’organizzazione che promuove squadre inclusive dove persone con e senza disabilità giocano insieme. Il modello “Mixed Ability”, già adottato in 30 Paesi da oltre 275.000 partecipanti, mette in crisi la logica dell’assistenzialismo per affermare un nuovo paradigma: lo sport come diritto per tutti. Con Ashoka, IMAS punta ora a espandere il suo impatto anche nelle scuole, nella filantropia e nel terzo settore, collegando lo sport all’inclusione sociale a 360 gradi.

Aurora Caporossi – Dare voce a chi soffre (e guarire insieme)

A 28 anni, Aurora Caporossi è già una leader riconosciuta nella lotta ai disturbi alimentari. Dopo aver affrontato per dieci anni l’anoressia, ha fondato Animenta, un’organizzazione che unisce testimonianze, supporto clinico e sensibilizzazione.

Oggi Animenta ha incontrato oltre 40.000 studenti, coinvolto 300 volontari (in gran parte ex pazienti) e avviato “Come stai”, una start-up che offre percorsi terapeutici accessibili e non medicalizzati. Grazie ad Ashoka, punta a diffondere una cultura del supporto integrato e aprire nuovi centri in tutta Italia.

Hannes Goetsch – Rinascere dai margini, con cultura e impresa

Hannes Goetsch, altoatesino, ha trasformato un’ex caserma dismessa in Val Venosta in un hub di innovazione sociale: è nato così BASIS, uno spazio ibrido che unisce coworking, cultura, economia circolare e attivismo giovanile. BASIS ha creato la prima comunità energetica della Val Venosta, supporta progetti artigianali e musicali, ospita eventi internazionali e aiuta centinaia di giovani a esprimersi. L’obiettivo? Ripensare la rigenerazione territoriale dal basso, e superare il divario tra città e aree interne.

Il futuro è changemaker

Che l’Italia si muova a due velocità non è una novità, e anche sotto questo aspetto l’innovazione sociale rappresenta una delle leve più concrete per ricucire le fratture e generare valore condiviso. Come ha affermato Arianna De Mario, co-direttrice di Ashoka Italia:

“Il futuro non è qualcosa che si aspetta. È qualcosa che costruiamo insieme, ogni giorno, attraverso le nostre azioni e il coraggio di essere changemaker”.


Ashoka crede fermamente che il cambiamento cominci fin dai banchi di scuola. Per questo, ha sviluppato in Italia due programmi strategici: Educazione Trasformativa, rivolto a scuole, docenti e dirigenti per promuovere una didattica fondata su empatia, collaborazione e iniziativa personale; e il Programma Giovani, che sostiene il protagonismo delle nuove generazioni attraverso percorsi di changemaking e advisory board giovanili. Dal 2017 sono nate oltre 11 Scuole Changemaker, coinvolti più di 5.000 ragazzi, e formata una rete di leader educativi attivi su tutto il territorio.L’obiettivo? Costruire una società in cui ogni giovane si senta parte della soluzione, capace di leggere la complessità del mondo e agire con strumenti concreti. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare l’energia dei singoli in ecosistemi cooperativi, capaci di unire scuola, imprese, istituzioni e cittadini attivi. Ashoka, con la sua rete globale e la visione del “Everyone a Changemaker”, continuerà a essere un acceleratore di questo cambiamento.

Per capire meglio cosa fa Ashoka, ecco le risposte a domande frequenti.

Chi sono gli innovatori sociali?

Gli innovatori sociali sono persone che sviluppano soluzioni nuove ed efficaci per affrontare problemi sociali, ambientali o culturali. A differenza dei volontari o degli attivisti, agiscono in modo strutturato e imprenditoriale, creando modelli replicabili che generano impatto positivo nella società.

Secondo Ashoka, gli innovatori sociali hanno un’idea originale, un forte senso etico e la capacità di mobilitare altri per realizzare il cambiamento. Non si limitano a rispondere a un bisogno: cambiano il sistema che genera quel bisogno.

Che cos’è l’innovazione sociale?

L’innovazione sociale è l’insieme di idee, servizi, modelli o soluzioni che rispondono a bisogni sociali in modo più efficace rispetto alle alternative esistenti.
Il suo valore aggiunto? Oltre a risolvere un problema, rafforza la capacità della società di agire, creando nuove relazioni, reti e consapevolezza collettiva.

Un esempio? Il microcredito: una soluzione che ha rivoluzionato l’accesso al credito per le persone escluse dal sistema bancario, con impatti concreti su povertà e occupazione.

Cosa fa Ashoka per gli innovatori sociali?

Ashoka è una rete globale che individua, sostiene e connette gli innovatori sociali più promettenti. Attraverso la selezione degli Ashoka Fellows, fornisce:

  • supporto economico triennale
  • formazione e mentorship
  • accesso a una community internazionale

Ogni Fellow è scelto per la capacità di generare cambiamento sistemico: trasformare non solo una realtà locale, ma l’intero approccio a un problema.

Cosa significa cambiamento sistemico?

Il cambiamento sistemico è un cambiamento profondo e duraturo che agisce sulle cause strutturali di un problema, non solo sui sintomi.
Un innovatore sociale che genera cambiamento sistemico modifica regole, istituzioni, narrazioni o comportamenti, ispirando politiche pubbliche o modelli economici alternativi.

In che settori operano gli innovatori sociali?

Gli innovatori sociali possono agire in moltissimi ambiti:

  • salute e benessere
  • educazione
  • ambiente e clima
  • partecipazione civica
  • diritti umani
  • sviluppo economico sostenibile
  • tecnologia a impatto sociale

In Italia, Ashoka ha sostenuto innovatori che lavorano su disabilità, lotta ai disturbi alimentari, rigenerazione urbana, economia circolare, inclusione giovanile e molto altro.

Un innovatore sociale guadagna?

Sì, ma con una logica diversa rispetto all’imprenditoria tradizionale, il loro obiettivo principale non è il profitto, ma il cambiamento.
Ashoka li sostiene anche economicamente (es. in Italia circa 20.000€/anno per tre anni) per permettere loro di concentrarsi sul progetto senza dover cercare fonti alternative di reddito.

Come si diventa Ashoka Fellow?

Il percorso di selezione è rigoroso e si basa su cinque criteri chiave:

  1. Innovatività dell’idea
  2. Impatto sistemico
  3. Spirito imprenditoriale
  4. Integrità personale
  5. Dedizione totale alla causa

Chi viene selezionato entra in una rete globale di oltre 4.000 innovatori attivi in 98 Paesi, con accesso a risorse, partnership e visibilità.

Cosa significa “Everyone a Changemaker”?

È la visione di Ashoka: un mondo in cui tutti possono essere protagonisti del cambiamento, a qualsiasi età o condizione.
Per realizzarla, l’organizzazione promuove programmi educativi che sviluppano competenze chiave come empatia, iniziativa e collaborazione, a partire da scuole e università.

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