Congratulazioni Malala, un’eroina, una di noi

Si è laureata a Oxford, festeggia con la famiglia e ora vuole guardare Netflix

L’attivista Malala Yousafzai, nota per le sue battaglie a favore del diritto allo studio e le pari opportunità per le donne, ha coronato il suo sogno laureandosi alla prestigiosa Università di Oxford in Politica, Filosofia ed Economia.

Questa straordinaria giovane donna nata il 12 luglio 1997 (22), a Mingora, Pakistan, è diventata nota all’ampio pubblico quando nel 2014 a soli 17 anni ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, diventando la più giovane vincitrice di sempre del prestigioso riconoscimento.

Questo fatto ha accresciuto la sua popolarità e la visibilità delle battaglie che porta avanti da quando aveva soli 11 anni.

Malala oggi vive con la sua famiglia in Inghilterra, Paese che l’ha ospitata quando è dovuta scappare dal suo Paese di origine, il Pakistan, dove negli anni bui del regime talebano, contrario ai diritti delle donne e all’istruzione, aveva subito un attentato nel pullmino che la riportava da scuola. Colpita da un colpo di pistola alla testa, si è salvata per miracolo grazie alla rimozione chirurgica dei proiettili. I talebani rivendicarono l’attentato, dipingendo la ragazza come “il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”; i terroristi minacciarono che sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati se fosse sopravvissuta e pertanto la ragazza fu trasferita all’ospedale di Birmingham che si è offri di curarla e tutta la famiglia riusci a trasferirsi in UK.

Figlia di un insegnante che aveva realizzato delle scuole, Malala e la sua famiglia con l’arrivo dei talebani al potere, avevano sofferto molto per la progressiva e sistematica chiusura delle scuole operata, spesso con modalità violente, dagli integralisti.

Animata da un coraggio fuori dell’ordinario e un senso dei diritti civili molto maturo per la sua età, tramite una serie di circostanze si ritrovò all’età di 11 anni a tenere un blog per la BBC, nel quale raccontava quello che il regime dei talebani pakistani stava facendo nel Paese. Così racconta tali circostanze la stessa Malala nel suo libro ‘Io sono Malala – La mia battaglia per la libertà e l’istruzione delle donne’.

Fu durante quei giorni bui che mio padre ricevette la telefonata del suo amico Abdul Hai Kakar, corrispondente radiofonico della BBC con sede a Peshawar. Stava cercando un’insegnante ouna studentessa che volesse scrivere un diario raccontando la vita sotto i talebani. Voleva mostrare il lato umano della catastrofe in corso nello Swat. Quando sentii mio padre parlarne dissi “Perché non io? L’istruzione è un nostro diritto”. Io sì che volevo far sapere al mondo cosa ci stava succedendo. La mia prima pagina di diario fu pubblicata il 3 gennaio 2009. Il titolo era Ho paura.

Comincia così l’attivismo di Malala, dall’autentica disperazione. E la sua spinta, il suo desiderio di portare impatto non si sono mai più fermate, nemmeno dopo aver rischiato la vita, nemmeno dopo essere resuscitata e aver conquistato una vita più comfortevole nella quale la maggior parte delle persone avrebbero tranquillamente detto ‘va bene, ho fatto la mia parte, adesso faccio altro’.

In questi anni ha continuato incessantemente a far sentire la sua voce ed è stata insignita di diversi riconoscimenti e dal 2017 è Messaggero di pace dell’ONU, con particolare attenzione all’educazione delle bambine.

Con suo padre, che lei definisce una fonte di ispirazione e un fedele alleato, ha istituito il Fondo Malala, un’associazione di beneficenza che si dedica a dare a ogni ragazza l’opportunità di realizzare il suo futuro. Il premio Nobel le è stato conferito anche per questa attività.

Il Malala Fund vuole aiutare 130 milioni di ragazze in tutto il mondo, in particolare nei Paesi più svantaggiati, ad accedere all’istruzione e all’istruzione superiore.

‘L’istruzione secondaria per le ragazze può trasformare le comunità, i paesi e il nostro mondo’ si dice nel sito.

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Nei giorni scorsi Malala ha annunciato sui social di essersi laureata, pubblicando foto che la mostravano mentre festeggiava (a casa, visto che l’università è chiusa per la pandemia) con una torta e dei palloncini, e coperta di schiuma, vernice e coriandoli come da tradizione per gli studenti di Oxford l’ultimo giorno degli esami finali.

“Difficile esprimere la mia gioia e la mia gratitudine ora che ho completato la mia laurea in Filosofia, Politica ed Economia a Oxford”, ha detto sui suoi feed di Twitter e Instagram. “Non so cosa mi aspetta adesso. Per ora, voglio leggere, dormire e guardare Netflix”.

Grazie Malala, da parte di tante ragazze alle quali hai dato voce e a cui doni un futuro. Ma anche per questo tweet, sei un’eroina, ma anche una di noi.

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