Una stanza al piano terra, il rumore ovattato del traffico, un gruppo di ragazzi e ragazze che restano.
Succede a Milano, quartiere Symbiosis. Due volte a settimana, una trentina di adolescenti con difficoltà scolastiche si ritrova in un’aula con pareti colorate, computer, materiali per imparare. Alcuni hanno disturbi specifici dell’apprendimento, altri fanno fatica a stare nei tempi e nei ritmi della scuola tradizionale. Tutti, però, hanno qualcosa in comune: qui vengono ascoltati. E, forse per la prima volta, rimangono.
Questo spazio è parte di un nuovo progetto avviato nel 2025 da Fondazione Covivio insieme a Fondazione Snam e alla Cooperativa La Strada, realtà storica del terzo settore milanese. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: accompagnare giovani in difficoltà verso l’autonomia, scolastica e personale.
Negli ultimi anni, la questione educativa è tornata al centro del dibattito pubblico. In Italia, secondo Save the Children, quasi 1 adolescente su 7 abbandona precocemente il percorso scolastico. Le cause sono molteplici: disuguaglianze socio-economiche, mancanza di servizi di supporto, contesti familiari fragili.
Eppure, è proprio la scuola – insieme allo sport e al lavoro – a rappresentare uno dei luoghi chiave per ricucire le fratture urbane e sociali.
Le imprese che operano sul territorio possono giocare un ruolo attivo in questa direzione. Non solo finanziando interventi, ma co-progettando soluzioni con chi ogni giorno lavora con e per le persone.

Una fondazione che costruisce relazioni, prima che progetti
Nata nel 2020 per rafforzare l’impegno sociale di Covivio in Europa, la Fondazione opera in Italia, Francia e Germania con l’obiettivo di promuovere pari opportunità nei territori in cui il Gruppo è presente.
Lo fa sostenendo iniziative annuali o triennali promosse da realtà del terzo settore, coinvolgendo anche i dipendenti in attività di volontariato operativo e di competenza.
In Italia, uno dei temi centrali di questo approccio è stato quello dell’educazione come leva di emancipazione, dando vita a una rete articolata di collaborazioni.
Progetti che fanno la differenza
Fondazione Covivio si rivolge ai giovani dei territori in cui opera attraverso una pluralità di progetti, tra cui:
▪ Scuola Bottega promosso dalla Cooperativa La Strada
Attivo dal 2022 a Milano, il progetto sostiene adolescenti a rischio dispersione in un percorso integrato tra scuola, orientamento e laboratori pratici accompagnandoli alla licenza media.
Nel 2025 Covivio ha rinnovato il proprio sostegno al progetto per altri tre anni, garantendo una borsa di studio annuale per ciascuno dei 7 ragazzi accompagnati durante l’anno scolastico. Il progetto ha già permesso a decine di giovani di portare a termine il percorso scolastico e iniziare un’esperienza lavorativa.
“Abbiamo visto ragazzi cambiare radicalmente, acquisire fiducia, tornare a progettare il futuro”, racconta un’educatrice de La Strada.
▪ Questo spazio è parte di un nuovo progetto, Spazio Educativo Municipio 5, avviato nel 2025 da Fondazione Covivio insieme a Fondazione Snam e alla Cooperativa La Strada.
Nel Municipio 5 di Milano, dove sorge Symbiosis, il quartiere a firma di Covivio, il progetto offre supporto pomeridiano a studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES). Un’équipe di 3 educatori specializzati, 4 volontari e un coordinatore segue circa 30 ragazzi, favorendo lo sviluppo di autonomia, metodo di studio e fiducia nelle proprie capacità.
“Non ci limitiamo ad aiutare con i compiti. Qui si lavora sull’autostima, sul sapere chiedere, sull’imparare a restare”, spiega una delle operatrici coinvolte.






▪ Be Good Be Young promosso da Cooperativa Equa
Frutto della collaborazione nata da un’esperienza di volontariato dei dipendenti Covivio nel 2024, il progetto è oggi sostenuto direttamente dalla Fondazione con un contributo annuale ed è anch’esso dedicato agli studenti con difficoltà di apprendimento e bisogni educativi speciali. Coinvolge circa 80 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 14 anni, provenienti dall’Istituto Comprensivo Margherita Hack di Assago, in laboratori di supporto allo studio e di discussione guidata su temi di attualità. in laboratori di educazione civica, attività sportive, incontri con testimonial.
L’approccio è partecipativo e punta a rafforzare l’identità e il senso critico, anche in contesti sociali complessi.
“I ragazzi non vogliono regole: vogliono strumenti per capire chi sono e cosa possono fare”, racconta un educatore.
Investire nell’impegno sociale
Dal momento della sua nascita, nel 2020, fino a questo momento, la Fondazione Covivio ha investito oltre 1,7 milioni di euro in progetti sociali in Italia, Francia e Germania. Nel 2025, sono stati stanziati altri 1,5 milioni per i prossimi 5 anni di attività della Fondazione.
Questi numeri raccontano una scelta strategica.
La Fondazione è infatti uno dei veicoli attraverso cui Covivio implementa il proprio piano ESG, in particolare nel pilastro “S” di Social, che include l’attenzione al benessere, all’equità, all’inclusione e al dialogo con le comunità.
All’interno del framework ESG aziendale, la Fondazione agisce come laboratorio di prossimità: esplora bisogni reali, testa soluzioni, crea alleanze. E in questo modo rafforza anche la cultura organizzativa interna, portando il tema dell’impatto sociale al centro del purpose aziendale: “Build sustainable relationships and wellbeing”.
“L’impatto sociale non può essere delegato: va progettato insieme e sostenuto nel tempo, con risorse, ascolto e responsabilità. Noi lo facciamo coinvolgendo in primo luogo le nostre persone e creando un punto di contatto con il territorio e le realtà del terzo settore. Il punto di forza di questo approccio è da un lato la capacità di stimolare la motivazione del singolo individuo, permettendo di sviluppare competenze interpersonali e trasversali e rafforzando il senso di appartenenza all’azienda e lo spirito di gruppo tra i vari team; dall’altro, l’accesso alla conoscenza delle realtà del terzo settore, che spesso porta i colleghi a partecipare attivamente anche al di fuori delle giornate di volontariato aziendale, coinvolgendo amici e familiari o proponendoci, al termine delle attività, nuove idee di collaborazione o di progettualità con le associazioni no profit.”, sottolineano dal team Fondazione Covivio.
Il valore delle connessioni
In ciascuno dei suoi progetti, il ruolo della Fondazione va oltre il contributo economico, perché è in grado di attivare sinergie, collaborazioni e accompagnare nella sua interezza le diverse fasi che portano dalla ideazione, alla progettazione, la realizzazione e anche la misurazione degli impatti.
E questo vale anche all’interno della stessa Covivio: ogni anno, centinaia di dipendenti partecipano ai Socovivio Days, giornate di volontariato che si trasformano in esperienze di formazione civica e coesione aziendale.
“Andare sul campo ci ha cambiato. Abbiamo imparato a guardare con occhi nuovi la città e le comunità”, racconta un dipendente dopo aver partecipato a un laboratorio con Equa Cooperativa Sociale.
Costruire luoghi, accompagnare persone
L’esperienza della Fondazione Covivio dimostra che l’impatto sociale può essere generato solo se si radica nei contesti, e questo succede ascoltando le fragilità e costruendo risposte condivise.
Ogni progetto diventa così un tassello di una rete sociale che cresce nel tempo, tenuta insieme da fiducia, competenze, relazioni.
In questo senso, la Fondazione non agisce “a fianco” dell’azienda, ma ne riflette la visione: una città che include, accompagna, si prende cura.
E ogni luogo costruito, se messo in relazione ‘pulsante’ con chi lo abita, diventa pilastro di una città davvero sostenibile.

Covivio, un luogo di lavoro che genera impatto.
Con oltre 1.000 risorse in Europa e la certificazione Great Place to Work, Covivio, tra i principali gruppi immobiliari europei, promuove un ambiente dove benessere, partecipazione e solidarietà sono parte integrante della cultura aziendale. Il volontariato è solo uno dei modi con cui l’azienda mette in pratica ogni giorno la sua missione: costruire relazioni sostenibili.








