Sinapsi urbane. L’arte non arreda. Attiva.

Dall'installazione Synapse al programma europeo 'One Building, One Piece of Art': quando l'arte diventa infrastruttura del benessere

Un’opera d’arte può cambiare il modo in cui si ‘vive’ un luogo?
 A Milanofiori, alle porte di Milano, c’è un edificio che prova a rispondere sì. 
Si chiama Meridian, è firmato Covivio, e dentro – o meglio, attraverso – i suoi spazi si sviluppa Synapse, l’installazione dell’artista Pietro Giromini. Una scultura site-specific che attraversa il corridoio al piano terra con movimenti fluidi e materici, come un sistema nervoso urbano, attivando connessioni tra corpi, funzioni e percezioni.
Synapse è un’opera che invita a sentire, rallentare, osservare, e quindi a vivere gli spazi in modo più consapevole. Per Covivio, rappresenta, anche, una dichiarazione d’intenti.

La bellezza come infrastruttura

L’arte è parte integrante del modello di rigenerazione urbana promosso da Covivio. 
Dal 2015, grazie al programma europeo “One Building, One Piece of Art”, ogni nuovo sviluppo immobiliare del Gruppo include un’opera site-specific commissionata ad artisti emergenti, in dialogo con architetti, progettisti e contesto. Non un gesto formale, ma un modo per rendere vivi e umani i luoghi costruiti.

L’Enigma della Giostra


Promuovendo l’arte contemporanea emergente, intendiamo valorizzare i nostri spazi, caratterizzandoli con un elemento artistico che non è meramente decorativo, ma che diventa costitutivo e integrante dell’identità stessa del nostro immobile”, spiega il team Covivio.
Ad oggi sono 16 le opere realizzate in Francia, Germania e Italia, molte accessibili al pubblico. Synapse è l’ultima delle quattro realizzate in Italia negli ultimi anni, inaugurata nel 2025 nel cuore del nuovo business district di Milanofiori.


Synapse: un’opera che “pensa” come un edificio

Synapse nasce proprio con questo intento: non “stare dentro” all’edificio, ma essere un’estensione sensibile della sua funzione. L’opera, costituita da oltre 500 piccole sculture modulari in cemento e cellulosa riciclati, posizionata lungo 90 metri di corridoio che collega i due corpi dell’edificio, si ispira al sistema delle sinapsi neuronali, e trasforma un luogo di passaggio in una trama di colori e forme che rompe la linearità, la piattezza, risveglia l’attenzione come un organismo vivente che interagisce con i flussi e i gesti quotidiani delle persone.

“Ho immaginato il corridoio come una sinapsi architettonica: un luogo in cui avvengono scambi invisibili”, racconta Pietro Giromini, artista multidisciplinare attivo tra scultura, videoarte e installazioni.
 “Synapse vuole accompagnare chi lo attraversa, stimolando pensieri e percezioni. Ogni scultura è un nodo di una rete più grande, che cresce insieme alle persone e alle idee che abitano Meridian”.

Rigenerazione culturale e partecipata

L’arte è una forma di cura. Lo è per le persone, perché accoglie e stimola; lo è per i luoghi, perché restituisce carattere e profondità.
 Integrare arte e architettura significa creare ambienti che fanno bene: belli da vedere, e capaci di generare benessere, di invitare alla relazione, alla presenza, alla partecipazione.

Altra Natura di Pamela Diamante

Nel 2022, ad esempio, è stata realizzata l’opera site specific “Altra Naturadi Pamela Diamante nel quartiere Symbiosis a Milano. La posizione dell’opera, all’ingresso della corte di un edificio del distretto in un’area privata aperta al pubblico, è stata scelta per arricchire l’esperienza di fruizione degli uffici da parte delle aziende che popolano Symbiosis, consentendo allo stesso tempo di rendere l’intero spazio più godibile anche per la cittadinanza, in continuità con la logica di apertura e permeabilità adottata da Covivio in tutti i suoi progetti di sviluppo immobiliare. Allo stesso modo, i due spazi Wellio Dante e Wellio Duomo, a Milano, hanno accolto rispettivamente nel 2021 e 2023 le opere d’arte “L’Enigma della Giostra”, realizzata dal duo artistico milanese bn+BRINANOVARA, e “Days” di Lorenza Longhi.

Il rapporto tra Covivio e l’arte non si esaurisce, però, nelle installazioni permanenti, ma si estende ai festival culturali promossi nei propri spazi, o nei laboratori creativi organizzati con associazioni e scuole del territorio: l’arte si fa linguaggio comune, leva di inclusione, fattore di rigenerazione sociale.
In questi progetti l’immobiliare incontra davvero il tessuto urbano. E lo fa con modalità capaci di costruire relazioni, che restituiscono senso e possibilità a spazi che erano – o rischiavano di diventare – neutri.

Quando l’arte incontra la sostenibilità

Il legame tra arte e costruzione non è nuovo, ma è oggi è forse più urgente che mai. Oggi, chiediamo agli spazi di essere più che funzionali – capaci di accogliere, ispirare, far star bene – e in tale contesto l’arte torna ad essere ciò che è sempre stata: una forma di infrastruttura invisibile, ma essenziale.
Da Platone a John Dewey, da Hannah Arendt a Juhani Pallasmaa, filosofi, pedagogisti e architetti hanno riconosciuto nella bellezza e nell’esperienza estetica un elemento fondativo del benessere umano.
 “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”, diceva Paul Klee.
 Negli spazi costruiti, l’arte ci permette di entrare in molteplici dimensioni, ci cattura e ci aiuta a soffermare il nostro sguardo, a sentire di più, a relazionarci con ciò che ci circonda.
Numerosi studi lo confermano: la presenza di opere d’arte nei luoghi di lavoro e nelle città migliora il clima relazionale, riduce lo stress, stimola la creatività. 
Ma al di là delle misure, l’arte contribuisce a creare spazi che si prendono cura delle persone. Ed è qui che incontra la sostenibilità: quando migliora la qualità della vita, attiva comunità e genera senso.
Covivio ha scelto di valorizzare questo potenziale, portando l’arte fuori dai musei e dentro la quotidianità. Non come ornamento, ma come segno di un’architettura che sa ascoltare. Un’architettura che si apre alla cultura, e quindi alla vita.

L’arte nel modello Covivio

One Building, One Piece of Art. One Building, One Piece of Art. Un programma attivo dal 2015 che prevede l’integrazione di un’opera d’arte site-specific in ogni nuovo sviluppo immobiliare Covivio. Ad oggi sono state realizzate 16 opere in Europa, molte delle quali in collaborazione con COAL, organizzazione francese che promuove il dialogo tra arte, ecologia e società.

Synapse di Pietro Giromini – Immobile Meridian, Milanofiori, 2025. 
Un’opera scultorea organica che attraversa l’edificio Meridian, generando un’esperienza percettiva multisensoriale. Realizzata in resina e materiali compositi, è il quarto intervento artistico permanente di Covivio in Italia. (Immagine di copertina)

Arte, ESG e cultura aziendale
. L’integrazione dell’arte negli edifici Covivio si inserisce nella visione ESG del Gruppo, in particolare nel pilastro “S” (Social), contribuendo alla qualità dell’ambiente di lavoro, al benessere delle persone e alla valorizzazione del territorio.

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