L’Italia taglia il traguardo Pnrr anche nel 2022

Siamo al terzo traguardo dei dieci previsti dal Pnrr: l’Italia raggiunge tutti i 55 obiettivi previsti per l'attuazione del Recovery Plan entro il 31 dicembre 2022

Erano 55 i risultati da raggiungere entro il 31 dicembre 2022, una tappa cruciale per il completamento delle rilevanti riforme di sistema già avviate dal Governo: dalla giustizia civile e penale alle misure per la promozione della concorrenza, dalle semplificazioni amministrative alla riforma dell’istruzione professionale, dell’istruzione tecnica superiore e dell’orientamento.

Cinquantacinque risultati (39 traguardi e 16 obiettivi), dopo i 96 già conseguiti in precedenza, entro il secondo semestre 2022 per sbloccare la terza rata dei fondi europei del Pnrr di 21,8 miliardi di euro (19 miliardi di erogazione, al netto del prefinanziamento già corrisposto).

Alla data di insediamento del Governo (23 ottobre 2022) ne risultavano conseguiti 25, in poco più di 60 giorni sono stati adottati:

– 2 decreti legislativi (adottati i pareri delle Camere e della Conferenza Stato-Regioni e Unificata);

– 12 decreti ministeriali;

– 3 interventi normativi in Legge di Bilancio;

L’azione di impulso e coordinamento ha consentito di:

– Istituire e rendere operativa l’agenzia Cybersecurity;

– Completare il Polo Strategico Nazionale destinato ad ospitare i dati e i servizi strategici di P.A. centrali, locali e strutture sanitarie (transizione digitale);

– Adottare gli atti attuativi della riforma dei servizi idrici;

– Costituire e rendere operativa la società 3I (INPS, INAIL e ISTAT);

– Completare l’approvazione della riforma dei servizi pubblici locali;

– Ridurre gli oneri di sistema impropri dalle bollette energetiche;

– Completare la riforma della scuola;

– Convocare 2 riunioni della Conferenza Stato-Regioni e Unificata per acquisire tutti i pareri necessari all’adozione degli atti e dei decreti;

– Adottare in Consiglio del Ministri il nuovo Codice dei Contratti pubblici;

– Completare tutti gli adempimenti connessi alla riforma dell’amministrazione fiscale;

– Adottare il Piano nazionale e una road map attuativa per la lotta al lavoro sommerso.

Ora sarà la Commissione Europea a verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi. In caso di parere positivo, l’Ue provvederà all’erogazione della terza tranche di finanziamenti del valore complessivo di 21,8 miliardi di euro.

“Questo risultato è il frutto di un importante lavoro di squadra impostato anche sulla base di un dialogo costruttivo attivato a livello politico con la Commissione Europea” ha dichiarato Raffaele Fitto Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione.

Pnrr: un percorso a tappe

Sin dall’inizio il Governo ha raccolto con impegno la sfida lanciata dal Pnrr e d’intesa con gli enti territoriali ha adottato le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano con la messa a terra di migliaia di progetti che stanno provando a cambiare il nostro Paese.

“Il PNRR è un’occasione unica per il rilancio dell’Italia, per il superamento delle diseguaglianze territoriali, di genere e generazionali. La sua piena attuazione è fondamentale per la credibilità del nostro Paese verso i cittadini e i partner internazionali. Occorre mantenere gli impegni presi e, per farlo, c’è bisogno del sostegno di tutti.”

Mario Draghi

Un lavoro di attivazione e attuazione che deve proseguire nei prossimi anni con la stessa forza ed efficacia, seguendo puntuali metodi di monitoraggio e tempistiche di realizzazione, in un contesto di leale e fattiva collaborazione.

Per le scadenze previste entro il 31 dicembre 2021, il Piano richiedeva il conseguimento di 51 risultati (49 traguardi e 2 obiettivi), dei quali 27 riferibili a riforme e 24 a investimenti. 44 traguardi e 1 obiettivo (riferito all’investimento 1.8 della M1C1, relativo alle assunzioni di personale nei tribunali amministrativi) era la scadenza conquistata a metà 2022. 55 i risultati (39 traguardi e 16 obiettivi) entro il 31 dicembre 2022. Nel tempo aumentano gli obiettivi.

A partire dal prossimo anno infatti e, in particolare dal secondo semestre del 2023, gli obiettivi saranno prevalenti rispetto ai traguardi (milestone) e il loro peso nell’ambito dei risultati da realizzare crescerà progressivamente.

Traguardi e Obiettivi Pnrr e Obiettivi SDGs

In linea con l’obiettivo di perseguire nel nostro Paese uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale il PNRR concorre alla realizzazione degli SDGs tramite riforme e investimenti.

Confrontando i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 con i tre assi strategici attorno cui ruota il Pnrr (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) e i principi che lo ispirano (parità di genere, riduzione del divario di cittadinanza, sostegno alle giovani generazioni), si coglie facilmente l’impatto che il piano vuole e può avere sulla maggior parte degli SDGs.

Ogni misura del Piano, soprattutto quelle di più ampia portata, può essere collegata in modo più o meno diretto a diversi SDGs, viceversa a ciascun SDG possono fare riferimento più misure del Pnrr.

Utile argomento di relazione tra i due strumenti può essere anche considerato il contributo finanziario che misura l’apporto del Piano agli SDGs.

Ricordiamo infine che tutti gli investimenti del Piano devono garantire il rispetto del principio del non arrecare danno significativo all’ambiente (“Do No Significant Harm”, DNSH), che rafforza la valenza del contributo del PNRR agli obiettivi ambientali declinati in sei criteri:

1. mitigazione dei cambiamenti climatici;

2. adattamento ai cambiamenti climatici;

3. uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;

4. transizione verso l’economia circolare;

5. con riferimento anche a riduzione e riciclo dei rifiuti;

6. prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua o del suolo;

7. protezione e ripristino della biodiversità e della saluta degli ecosistemi.

(Immagine di copertina: Christopher Czermak su Unsplash)

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