Terra di tutti, progetto di economia circolare

In Toscana, a Capannori (LU) nacse nel 2008 questa impresa sociale, un 'crocevia di impronte artistiche e geografiche, una comunità in movimento'. Un progetto di economia circolare davvero interessante, come ci racconta una delle sue fondatrici

La terra è di tutti. Come nei sistemi viventi, nulla si spreca, tutto si rielabora e torna nel ciclo della vita. Ogni cosa, quando ha una storia da raccontare non è più solo una semplice cosa, ma diventa un oggetto utile, portatore di significato, come quelli creati da Terra di tutti.

Il tuo materiale di scarto è la nostra materia prima” è il motto di Terra di tutti, un’impresa sociale nata alla fine del 2018 in Toscana. Dall’esperienza di laboratori artigianali sul riuso creativo realizzati nelle case di accoglienza sul territorio è nata l’idea di creare impresa e confrontarsi sul mercato per valorizzare il desiderio di “fare” con le mani, di trasmettere e recuperare il valore dell’artigianato come sistema di produzione da non disperdere.

Minimizzare gli scarti vuol dire rendere minimo il nostro impatto sull’ambiente. La Toscana è una terra che fa della bellezza, della creatività e della manualità i suoi tratti distintivi: sono proprio queste le caratteristiche che hanno ispirato la nascita di Terra di tutti.

Terra di tutti oggi è un’impresa sociale che si occupa di produzione artigianale artistica in economia circolare. Si distingue per essere inclusiva e aperta a culture diverse, a persone di altri luoghi che portano con sé un sapere da valorizzare, ricostruendo percorsi volti alla dignità e al riconoscimento delle abilità manuali. Al suo interno lavorano ospiti di strutture di accoglienza insieme a persone fragili del territorio.

All’inizio era un unico laboratorio e oggi Terra di tutti conta tre aree distinte di produzione: la sartoria, la stamperia con serigrafia e il restauro del legno e dal 2019 ha iniziato una collaborazione con il Laboratorio di Design per la Sostenibilità dell’Università di Firenze.

Terra di tutti: un esempio di economia circolare a filiera corta

Terra di tutti si rivolge ad aziende profit e no profit per creare insieme a loro un nuovo esempio di economia circolare a filiera corta. Mi ha colpito molto questa idea di economia circolare a chilometro zero. Molte materie di scarto possono tornare ad essere materia prima nella stessa azienda nella quale sono state prodotte. Basta fare rete con aziende del territorio che hanno scarti di produzione, ritirarli e lavorarli artigianalmente per creare un nuovo prodotto.

Giulia Giorgetti, incaricata a dare ordine all’esplosione di idee, progetti ed emozioni che nascono a Terra di tutti un giorno si è trovata a comprare del caffè nel negozio della vicina torrefazione. Ha notato i sacchi di juta a terra, pronti per essere portati in discarica e ha chiesto di poterli portare al laboratorio artigianale dell’impresa sociale Terra di tutti. Da questo scarto sono nate delle bellissime borse ecologiche per il mare e il tempo libero.

Ma l’esempio più interessante di economia davvero circolare, a cerchio chiuso, è quello dei sacchi di farina: Giulia, ci racconti di cosa si tratta?

“Siamo stati contattati dal Forno di San Leo, della provincia di Rimini, riaperto grazie ad un percorso partecipato tra i cittadini e la Cooperativa di Comunità Fer-Menti Leontine che stanno dando nuova vita al borgo abbandonato. I sacchi utilizzati per la farina artigianale del forno sono molto resistenti perché hanno una pellicola interna ma dopo il loro utilizzo diventano rifiuti in carta da smaltire. Allora abbiamo pensato di riutilizzarli. Dopo un lavoro di progettazione e design, gli artigiani di Terra di tutti hanno trasformato i sacchi in pratiche shopper rinforzate da tessuto recuperato, inserendo altre parti fatte di materiali di scarto. Le borse tornano in negozio per essere vendute come borse per la spesa riutilizzabili al Forno di San Leo”.

terra di tutti



Allo stesso modo Terra di tutti collabora con aziende e industrie locali per trasformare le tute da lavoro delle aziende in borse e gadget aziendali per i dipendenti e da dare in omaggio a clienti in occasione di fiere ed eventi.

Terra di tutti vuole coinvolgere anche associazioni, scuole, singoli cittadini che possono portare cose che non utilizzano più e che verranno trasformate “da rifiuti in oggetti utili, portatori di significato”.

Al momento Terra di tutti lavora legno, carta, sedie, jeans e ombrelli: Giulia, quale di questi materiali vi sta dando più soddisfazioni?

“Di sicuro gli ombrelli. In primo luogo perché, in accordo con i Comuni, abbiamo distribuito appositi raccoglitori per la raccolta degli ombrelli usati in diverse zone della provincia, dai negozi che ci hanno voluto ospitare, alle biblioteche, alla piscina. La nostra raccolta ombrelli è così innovativa che risulta mappata dal servizio di raccolta differenziata. E poi perché, pochi giorni fa, abbiamo ricevuto conferma della nostra partecipazione al Fuori Salone di Milano per presentare la nostra idea di Borsa a banana creata a partire da questi scarti. L’ombrello viene diviso nelle sue componenti, il tessuto viene rinforzato e si crea una borsa dal design unico”.

Culture diverse, diverse vite agli oggetti

Ogni cultura è diversa, così come ogni individuo. Quando diverse culture convivono, ci sono maggiori possibilità di vedere le cose da diversi punti di vista. Terra di tutti lo sa bene: qui ogni oggetto nasce grazie all’idea della persona che lo pensa e lo lavora. In questo modo si mette in pratica un percorso di valorizzazione delle abilità del singolo individuo, un percorso che porta a creare oggetti unici e genuini.

Artigianato interculturale, vuol dire incontro di persone di diverse culture e di diverse generazioni e sostegno al territorio e all’artigianato locale.

Giulia, ci racconti di un oggetto particolare che ci dimostra come culture diverse hanno punti di vista diversi spesso con una radice comune?

“C’è un oggetto a Terra di tutti che mette tutti d’accordo: le sedie impagliate. Nella nostra zona di Lucca sono rimasti pochi artigiani a fare questo bellissimo lavoro manuale. Le persone di origine africana conoscono molto bene quest’arte, che si tramanda da anni. Alle volte succede che un ragazzo o una ragazza arriva qui e si mette a lavorare una sedia, intrecciando paglia e materiali di riciclo. Ecco che questa non è più una sedia qualunque, ma un nuovo oggetto di valore, nato dalla fusione di diversi saperi.

L’artigianato in sé è un linguaggio universale. Qui a Terra di tutti, nuovi arrivati e persone che seguono dei percorsi da diverso tempo, si siedono vicini e cominciano a lavorare sapendo già cosa fare, senza bisogno di spiegazioni.

Anche nella stamperia, i bellissimi decori sui nostri oggetti sono creati dai ragazzi volontari e da coloro che seguono i nostri percorsi: ognuno è unico e originale, proprio come chi lo ha realizzato”.

Artigianato interculturale, recupero dei mestieri e delle persone fragili, insieme alla sostenibilità e all’economia circolare rendono Terra di tutti un progetto unico.

Il territorio, le tradizioni della Toscana come punto di partenza per un nuovo modo di vedere l’economia circolare: attraverso le mani degli artigiani e le diverse culture e generazioni che si confrontano.

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