Transizione ecologica e digitale, nasce la European Green Digital Coalition

Firmata a Porto una super alleanza: 26 Ceo di grandi aziende e 45 PMI firmano la dichiarazione d'impegno a rendere il digitale più sostenibile

Si parla molto di transizione ecologica e digitale, il nostro Governo Draghi ha dedicato al tema due distinti Ministeri, l’Europa è già da tempo che se ne occupa, con l’accordo di Parigi l’Unione si è impegnata a diventare climaticamente neutrale entro il 2050 e questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso una trasformazione globale verso un’economia verde e digitale. Di conseguenza, negli ultimi anni l’Europa ha orientato praticamente tutte le strategie, le politiche, gli interventi verso questi obiettivi ritenuti, giustamente, prioritari e sinergici: il digitale ci aiuta nello sviluppo sostenibile e deve esso stesso essere orientato in chiave di sostenibilità.

Green Deal e il Digital Decade sono due delle priorità su cui lavora l’Europa per realizzare questa transizione. Per inquadrare in che modo si muoveranno le politiche da qui ai prossimi anni può essere utile guardare al Digital Decade Compass, una bussola che indica le direttrici dello sviluppo del digitale, recentemente presentato.

La European Green Digital Coalition

Il coinvolgimento del mondo economico è naturalmente molto importante per portare avanti gli obiettivi di sviluppo ecologico e digitale, ed è fondamentale che a ‘fare squadra’ siano prima di tutto le aziende, grandi e piccole, che lavorano nel digitale.

E’ da questa esigenza che nasce la European Green Digital Coalition, un’alleanza tra aziende con l’obiettivo comune di essere al servizio della transizione ecologica e digitale. In particolare, dice una comunicazione ufficiale, aiuterà non solo il settore tecnologico a diventare più sostenibile, circolare e non inquinante, ma anche a sostenere gli obiettivi di sostenibilità di altri settori prioritari come l’energia, i trasporti, l’agricoltura e l’edilizia, contribuendo nel contempo a un e una società resiliente.

Al momento è già stata firmata da 26 Amministratori Delegati di altrettante grandi aziende tech europee, molte del settore telecomunicazioni, come Vodafone, Telecom AG e Orange; del settore IT, come Microsoft, IBM, Aruba e da 45 Piccole e Medie Imprese, che hanno firmato una vera e propria dichiarazione.

Scarica la dichiarazione.

L’unica grande aziende tutta italiana tech che ha aderito è Aruba, firmataria con il Ceo Stefano Cecconi, che ha dichiarato: “L’impegno per un futuro e un IT sostenibile sono da sempre cardini della nostra visione aziendale. Da anni portiamo avanti un piano che ci ha consentito di essere già oggi un’azienda Carbon Footprint Negative grazie all’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili, agli investimenti in centrali idroelettriche e fotovoltaiche di proprietà e alla progettazione e costruzione di data center ad impatto zero. È con orgoglio che Aruba aderisce alla European Green Digital Coalition per contribuire ad una transizione al digitale che si realizzi nel rispetto dell’ambiente”.

Altre società PMI italiane firmatarie sono Blockchain Italia, X23 Srl, Prosphera Srl, MFSD Srl, Area Etica Srl, SmartFab Srl, Betacom Srl.

Cosa faranno esattamente le aziende firmatarie?

I buoni propositi riguardano in particolare:

  • gli investimenti nello sviluppo e nella diffusione di tecnologie e servizi digitali più verdi e più efficienti dal punto di vista energetico e materiale;
  • lo sviluppo di metodi e strumenti per misurare l’impatto netto delle tecnologie digitali verdi sull’ambiente e sul clima, unendo le forze con le ONG e le organizzazioni di esperti pertinenti
  • la co-creazione con i rappresentanti di altri settori di raccomandazioni e linee guida per la trasformazione digitale verde di questi settori a beneficio dell’ambiente, della società e dell’economia.

Nel 2022 verranno presentati i primi risultati disponibili e le relazioni sullo stato di avanzamento.

Il Gruppo delle PMI (European Digital SME Alliance) ha raccolto l’invito di aderire alla coalizione e non intende vivere questo impegno all’ombra delle grandi aziende. “Mentre le grandi multinazionali spesso sono sostenibili ‘a parole’ – dicono – molte delle loro iniziative si rivelano essere greenwashing piuttosto che soluzioni realmente impattanti rispetto alla catastrofe climatica. Inoltre, l’Europa è la patria di molte PMI e startup innovative che hanno la sostenibilità al centro della propria filosofia aziendale’.

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