Un’azienda agricola nata su terreni abbandonati nel cuore di Roma e un allevamento ligure che protegge una razza autoctona in via d’estinzione: ecco chi sono i vincitori della seconda edizione del “The Good Farmer Award”, il primo premio italiano dedicato all’agricoltura biologica rigenerativa per under 35.
Il 1° dicembre 2025, nella cornice del Davines Group Village di Parma, sono stati premiati Alessia Mazzù, della Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio, e Luca Quirini, fondatore dell’Azienda Agricola Quira. Due giovani che incarnano una visione evolutiva dell’agricoltura: più attenta al suolo, alla biodiversità, al benessere animale e all’impatto sociale.
Il premio, promosso dalla società benefit e B Corp Davines Group in collaborazione con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, sostiene con 10.000 euro ciascuno progetti agricoli già avviati che adottano pratiche agroecologiche rigenerative. Una visione che va oltre il biologico, puntando a ripristinare gli equilibri ecologici e la salute dei suoli.
Da terre pubbliche abbandonate a laboratorio di rigenerazione
Alessia Mazzù, classe 1990, ha contribuito alla nascita della Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio a Roma, trasformando 22 ettari di terreni pubblici abbandonati nel Parco di Veio in una realtà agricola multifunzionale. La cooperativa coltiva cereali rari, ortaggi, legumi e antiche varietà frutticole in un contesto che unisce sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Il premio le permetterà di realizzare un sistema integrato per la raccolta e gestione delle acque piovane, fondamentale in un contesto climatico sempre più incerto.
Pastori rigenerativi e guardiani del territorio
Luca Quirini, 31 anni, guida l’Azienda Agricola Quira sull’Appennino ligure, vicino a Borzonasca (GE). Con passione e visione, alleva 60 bovini Cabannini – una razza autoctona a rischio estinzione – praticando transumanza e pascolo razionale. Il suo allevamento estensivo non solo tutela la biodiversità, ma previene incendi, rigenera il suolo e diventa evento culturale. Il premio contribuirà alla costruzione di una “stalla nel bosco” e all’acquisto di un furgone laboratorio per attività multifunzionali.
Un’agricoltura che rigenera, dimostrata dalla scienza
I due vincitori sono esempi tangibili di ciò che il centro di ricerca EROC (European Regenerative Organic Center) – fondato da Davines con Rodale Institute – sta confermando con dati scientifici: terreni coltivati con pratiche rigenerative raggiungono rese paragonabili all’agricoltura convenzionale, ma con maggiore biodiversità, più nutrienti e resilienza climatica.
“Il futuro del pianeta è legato alla salute del suolo, il nostro capitale più prezioso”, ha dichiarato Davide Bollati, Presidente di Davines Group.
Premi come il Good Farmer Award non sono semplici riconoscimenti, ma catalizzatori di cambiamento. Attraverso le storie di Alessia e Luca, si dimostra che un’agricoltura diversa non solo è possibile, ma è già in atto. Rigenerare la terra significa anche rigenerare comunità, economie e speranze. E chi coltiva oggi con visione, sta già seminando il futuro.








