È stata volutamente scelta la data del 1° maggio per rendere pienamente operativo il progetto UpWithDown, ideato da AIPD (Associazione italiana persone con sindrome di Down). La data che celebra i lavoratori si rivolge proprio a quel mondo del lavoro che talvolta fa fatica a guardare oltre il limite: c’è però chi ha deciso di cambiare prospettiva, trasformando il concetto di assistenza in quello di investimento.
Il progetto è promosso da AIPD in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Anema District e Produzioni Dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation e nasce con un obiettivo molto ambizioso. Non ci si vuole infatti accontentare di cercare un impiego per le persone con sindrome di Down, ma li si vuole aiutare a diventare imprenditori di se stessi.
Scommettere sul talento, oltre il pregiudizio
Troppo spesso, quando si parla di disabilità e lavoro, il pensiero corre a mansioni semplici, ripetitive, quasi “protette”: UpWithDown scardina decisamente questo luogo comune. Qui il centro del discorso è l’idea imprenditoriale: si parla di business plan, di marketing, di crowdfunding e di sostenibilità economica.
Il progetto agisce come un incubatore: AIPD seleziona le proposte, le perfeziona insieme ai proponenti e le lancia sulla piattaforma di crowdfunding. Da quel momento, chiunque di noi, cittadini o aziende, può scegliere di diventare parte del cambiamento, finanziando concretamente la nascita di una nuova impresa.
“UpWithDown è la nostra nuova scommessa”, spiega Gianfranco Salbini, presidente di AIPD Nazionale, “ma non è un gioco d’azzardo”. È una scommessa basata sulla fiducia e sulla consapevolezza che il lavoro sia il principale motore di dignità e cittadinanza attiva. Il progetto non nasconde le difficoltà: il timore del fallimento o la tendenza delle famiglie a voler proteggere eccessivamente i propri figli sono ostacoli culturali ancora presenti.
Ma, come ricorda Salbini, la strada per l’indipendenza si costruisce uscendo dalla propria zona di comfort. Il supporto del Comune di Roma, che sosterrà la piattaforma con una campagna di comunicazione capillare a metà maggio, dimostra come la sinergia tra terzo settore, istituzioni e privati possa creare un ecosistema favorevole all’innovazione sociale.
Paolo e Alice: quando il sogno si fa progetto

Tuttavia l’obiettivo primario resta l’avere sempre più proposte di progetti che trovino spazio sulla piattaforma in modo da poter trovare, sia l’aiuto, il supporto e il sostegno di AIPD, ma anche e soprattutto il coinvolgimento di sostenitori singoli, come pure di aziende, disposti a scommettere e finanziare queste idee in modo da trasformarle in realtà concrete.
In circa sei mesi (da ottobre 2025 ad aprile 2026), sono state condivise 12 proposte con lo staff di AIPD dedicato alla piattaforma: per due di queste è stato fatto un passo ulteriore e hanno preso la forma di progetto. Sono infatti visibili sul sito di Produzioni dal Basso, con tutte le indicazioni necessarie per chi volesse aiutarle e sostenerle economicamente.
Pertanto, per capire in profondità l’impatto di UpWithDown, è certamente utile conoscere le storie che lo animano. Come quella di Paolo Catinari che, dopo anni di esperienza nella pasta fresca, ha deciso che il suo futuro doveva avere il profumo della terra e dell’accoglienza.
Paolo comunica in modo speciale, non usa le parole, ma durante il lockdown ha disegnato il suo sogno su un foglio: un agriturismo con animali, camere e un ristorante. Un desiderio di autonomia che la sua famiglia ha sostenuto acquistando il terreno, e che ora AIPD sta aiutando a trasformare in una solida realtà imprenditoriale.
E poi c’è Alice Gennaro, che la stoffa dell’imprenditrice l’ha già dimostrata sul campo: partendo da un garage e da un profilo Vinted, ha costruito una community di 35.000 follower su Instagram. Quello che poteva essere all’inizio solo un passatempo, è poi diventata una passione vera e propria, a cui si unisce il suo buon gusto e le competenze acquisite nel tempo.
Alice infatti segue la moda e sa esattamente quali sono gli ingredienti per rendere soddisfatti i suoi clienti: “grazie anche all’aiuto di mia mamma e di alcune amiche”, ci racconta, “ho uno spazio dove tengo i vestiti, li lavo e li preparo per la spedizione”. Alice è organizzata, usa il computer, gestisce magazzino, lavaggi, spedizioni e comunicazione con una professionalità che farebbe invidia a molti social media manager. Con UpWithDown, la sua passione per il vintage è pronta a compiere il salto di qualità, diventando un’azienda strutturata.

Un sostegno che genera valore per tutti
Si può certamente parlare di cooperazione e anche un po’ di coraggio, che possono emergere come le basi di un nuovo welfare: ma il sostegno ad UpWithDown non è affatto un atto di carità, ma un gesto di cooperazione sociale che non può che arricchire l’intera comunità. Valorizzare le capacità di ogni singola persona significa immettere nel mercato nuove energie, nuove visioni e, soprattutto, dimostrare che l’inclusione non è un costo, ma un valore prezioso, che genera a sua volta valore.
La piattaforma è dunque come una piazza aperta: è un invito a guardare alle persone con sindrome di Down, e in generale a quanti vengono definiti disabili, per l’incredibile potenziale che possono offrire se messe nelle condizioni di agire. Un sogno che diventa impresa è una vittoria per chi lo realizza, ma anche per la società che ha avuto il coraggio di crederci. AIPD ricorda che chiunque abbia un’idea, o se si vuole sostenere quella di qualcun altro, la porta di UpWithDown è aperta: dopotutto, il futuro è un progetto da costruire insieme.








