Il guardiano dello storico ribelle: Valli del Bitto SB

Buono, pulito e giusto: il patrimonio del formaggio Bitto tutelato con una società benefit

Anche un formaggio può essere un patrimonio da preservare, quando la sua tradizione è strettamente legata alla cultura e alla storia di un territorio. È così peri Bitto, lo “storico ribelle”, formaggio da latte crudo vaccino e caprino di tradizioni secolari, prodotto nei soli mesi estivi in alcuni pascoli alpini della Bassa Valtellina (Valli del Bitto di Gerola e Albaredo) e delle limitrofe province di Bergamo e Lecco.

Un’eccellenza italiana che è anche diventata Presidio Slow Food perché incarna tutti i principi del cibo “buono, pulito, giusto”.
Nel 2003, proprio a Gerola è nata la società Valli del Bitto Trading spa, su iniziativa di Paolo Ciapparelli, già Presidente del Consorzio Salvaguardia Bitto Storico, insieme con altri dieci imprenditori locali, proprio per preservare il valore e il potenziale della produzione di questo formaggio.

Nel corso degli anni si sono aggiunti altri soci ed è stata ampliata l’attività dell’associazione, tanto che è nato il Centro del Bitto di Gerola Alta con una Casèra che riesce a stagionare le forme di formaggio, fino a dieci anni. Nel 2016, Valli del Bitto Trading ha lasciato il posto a Valli del Bitto società benefit ed è stata inserita anche tra le aziende italiane con certificazione B-Corp.


Oltre a difendere la sopravvivenza del formaggio “storico ribelle” (ex bitto storico) con tutto il suo sistema di produzione in alpeggio che rappresenta un monumento di cultura e di biodiversità, la società promuove il ripopolamento dei paesi di montagna, la creazione di posti di lavoro e di un circuito produttivo incentrato sulla sostenibilità.

La società Valli del Bitto è a metà strada tra l’impresa sociale, la cooperativa di comunità, la fondazione privata e l’associazione culturale. È una realtà particolare che riunisce tanti produttori, consumatori, ma anche tante persone interessate alla promozione della cultura casearia della Valtellina. In questi anni è stata anche fucina di innovazioni: da quella sociale (come co-produzione, ovvero la partecipazione di vari soggetti al progetto agroalimentare), alla retro-innovazione, dalle reti rurali alla creatività commerciale.
Il modello innovativo di Valli del Bitto prevede anche una capillare e continuativa distribuzione dei prodotti presso i punti vendita coinvolti e un’attività di comunicazione integrata, utilizzando tutti gli strumenti multimediali.

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