Aboca, non c’è cura del corpo senza benessere dell’ambiente

Il gruppo healthcare italiano è in prima fila nello sviluppo e sostegno del bene comune come valore aziendale

Sarà il “Cigno verde” a condurci fuori dalla crisi economica e sociale, un nuovo paradigma che cambierà il sistema produttivo mondiale, orientato al benessere delle persone e dell’ambiente, ma anche a generare profitti. Parola di John Elkington, imprenditore inglese e autorità indiscussa a livello internazionale nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa, autore di ben 19 libri, considerato un po’ il padre dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il suo ultimo saggio, “Per un nuovo capitalismo”, è edito in Italia da Aboca Edizioni e delinea uno scenario in cui un nuovo ordine mondiale sta emergendo da un sistema economico distrutto che non è più adatto allo scopo. Quello di Elkington è soltanto uno dei testi di Aboca Edizioni, che offre un catalogo tutto improntato su tematiche legate alla salute, al benessere, a nuovi modelli di impresa sostenibili che vanno dall’agricoltura all’arte e alla letteratura.

Un progetto editoriale al quale l’azienda healthcare italiana, che si occupa di ricercare soluzioni per la cura dell’uomo attraverso dispositivi medici e integratori alimentari a base di complessi molecolari vegetali del tutto naturali, lavora dal 2012, con lo scopo di aiutare a sviluppare un vero pensiero ecologico e una visione sistemica del mondo e del futuro. “L’editoria è un modo per fare ricerca. Editare un volume significa portare avanti non solo un messaggio imprenditoriale, ma anche e soprattutto un messaggio di tipo sociale”, ha spiegato Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, fondatore di Aboca Edizioni. Ad affiancare la casa editrice c’è anche l’Aboca Museum, l’originale e unico Museo delle erbe che ha sede a Sansepolcro (Arezzo).

Sono due dei tasselli di quello che la società ha definito un “Green Deal”, al pari di quello europeo, intorno al quale ha sviluppato oltre 40 anni di storia aziendale. Dalla sua fondazione, nel 1978, nei terreni al confine tra Toscana e Umbria, a Pistrino (provincia di Perugia), ha portato avanti un sistema integrato che va dalla coltivazione cento per cento biologica, alla ricerca metabolomica e biologica fino alla produzione, per ottenere dalle piante, senza l’utilizzo di sostanze artificiali, complessi molecolari naturali capaci di curare le persone. Ma il benessere per Aboca non è soltanto quello del corpo, ma anche quello dello spirito e dell’ambiente, a 360 gradi, come dimostrano le attività culturali e di divulgazione portate avanti negli anni.

Particolare dall’Aboca Museum, il Museo delle erbe che ha sede a Sansepolcro (Arezzo)

Aboca, tra le più virtuose B Corp al mondo

Avere a cuore il bene comune non è soltanto un elemento essenziale dell’azienda e dei prodotti, ma anche un importante fattore di competitività che ha permesso alla società di essere presente in 16 Paesi, con 1500 dipendenti e un fatturato di 228,9 milioni di euro al 2019. L’attività commerciale va, quindi, in parallelo con il modello di business sostenibile, che si è concretizzato con lo statuto di società benefit, nel 2018, e di B-Corp, nel 2019. Con un punteggio elevato, 116,2 su un massimo di 200, l’azienda italiana di healthcare è entrata a far parte del ventaglio di circa 110 mila società virtuose (delle quali soltanto il tre per cento ha superato 80 punti, soglia minima per affrontare il processo di verifica), che vengono censite con il Benefit Impact Assessment (BIA), il sistema di valutazione di riferimento sviluppato dall’ente statunitense B Lab.

Il beneficio comune per Aboca

L’impegno a coniugare crescita economica, giustizia sociale e rispetto della natura è stato messo nero su bianco anche nello Statuto, caratterizzato da sei finalità di beneficio comune: promozione della salute, benessere delle persone, ricerca e sviluppo di complessi molecolari naturali e scientificamente evoluti, nuovi modelli di filiera basati sulla condivisione dei valori, diffusione di pratiche che rispettino e tutelino i delicati equilibri e le diversità dell’ambiente, sostegno dello sviluppo culturale, sociale ed economico delle comunità in cui operiamo, valorizzazione delle persone che lavorano nell’azienda.

Come società benefit questi propositi sono attentamente misurati e vengono dettagliati nella Relazione di Impatto, attraverso la quale si fa il punto dei risultati raggiunti e di quelli da perseguire nell’anno successivo.
Mai come oggi appare chiaro che non vi potrà essere una crescita illimitata in un sistema finitodice l’amministratore delegato Massimo Mercati -. In un mondo dove lo sviluppo tecnologico e la ricerca più moderna consentono all’uomo di iniziare a comprendere la complessità biologica del mondo in cui vive, si impone la necessità di ripensare i paradigmi riduzionisti che ancorano la nostra economia al passato e oscurano il futuro”. Si deve, dunque, passare da un’ottica incentrata soltanto sul benessere di alcune categorie a un paradigma inclusivo che consideri lo stare bene come un sistema globale nel quale sono compresi tutti gli aspetti della vita.

Se vuoi saperne di più su Aboca, leggi la sua Relazione di Impatto.

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