Berchidda, il paese di Paolo Fresu, diventa comunità energetica

Rete elettrica comunale, smart grid e cinque progetti europei: così il piccolo centro gallurese ha costruito le basi della comunità energetica oggi in via di costituzione

Berchidda non è una località che tutti conoscono. Piccolo comune della Gallura con una storia lunga che parte dal neolitico, oggi ha circa 3mila abitanti, ed è noto soprattutto per aver dato i natali al trombettista di fama internazionale Paolo Fresu e per il vermentino. Eppure, da alcuni anni, questo centro del nord Sardegna, grazie a un’intraprendente amministrazione comunale guidata dal Andrea Nieddu, si sta ritagliando un ruolo interessante anche su un altro fronte: quello della transizione energetica locale.

Il motivo è semplice. Berchidda sta creando una comunità energetica, che presto si costituirà come CER, con un percorso che può fare scuola, costruito attorno alla gestione dell’energia, all’ammodernamento della rete e alla partecipazione a progetti europei che hanno trasformato il paese in un laboratorio di sperimentazione. È in questa traiettoria che si inserisce la CER Limbara, oggi in via di costituzione.

Una rete comunale che apre la strada

Il punto di partenza è una caratteristica rara in Italia: Berchidda possiede l’intera rete elettrica locale, una scelta fatta nel 2015 dall’amministrazione comunale. La gestisce attraverso il Servizio elettrico comunale, che si occupa del trasporto e della vendita di energia a una parte degli abitanti. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma dell’elemento che ha reso possibile un lavoro continuativo su infrastrutture, innovazione e controllo dei flussi energetici, un piano chiamato il progetto “Berchidda 4.0”.

Essere proprietari della rete ha dato al Comune la possibilità di candidarsi come sito pilota in diversi progetti, grazie anche a un contesto già favorevole alla sperimentazione. Sul territorio sono presenti oltre cento impianti fotovoltaici, e negli anni il sistema locale si è evoluto con cabine elettriche rinnovate e rese intelligenti, smart meter, sistemi di accumulo, pompe di calore nelle abitazioni e colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.

Questa base infrastrutturale ha permesso a Berchidda di lavorare sulle smart grid, reti intelligenti capaci di monitorare e gestire in modo più efficiente produzione, distribuzione e consumi. Ed è proprio qui che il caso diventa interessante anche per il dibattito sulle comunità energetiche: la CER non si innesta su un terreno improvvisato, ma su un ecosistema energetico locale costruito negli anni.

Va ricordato, che a Berchidda il tema delle rinnovabili si accompagna anche a una posizione critica verso i grandi parchi eolici promossi da privati: il Comune ha contestato alcuni progetti sul territorio, scegliendo di concentrarsi proprio su una transizione più distribuita, fondata su rete locale, fotovoltaico e comunità energetiche.

Cinque progetti europei e una CER in costruzione

Il percorso europeo di Berchidda si è sviluppato in modo progressivo. Il primo progetto richiamato dal Comune è HESTIA (2020-2023), dedicato allo sviluppo di soluzioni per la condivisione dell’energia nelle comunità energetiche. È seguito CYBERSEAS (2021-2024), centrato sulla sicurezza informatica dei sistemi energetici, con simulazioni di attacchi hacker alle cabine elettriche per verificarne la vulnerabilità e rafforzarne la resilienza.

A questi si affianca LocalRES (2021-2026), ancora in corso, che lavora sul ruolo delle comunità energetiche rinnovabili come motori di decarbonizzazione locale. In questo caso il legame con il percorso di Berchidda è diretto: il progetto contribuisce a rafforzare l’idea della CER come strumento territoriale, non soltanto come formula normativa.

Un altro tassello importante è MASTERPIECE, progetto europeo finanziato nell’ambito di Horizon Europe, che vede Berchidda coinvolta come sito pilota nello sviluppo di una piattaforma digitale modulare per la creazione e la gestione delle comunità energetiche rinnovabili. Il progetto si concluderà a fine giugno 2026, ma si inserisce in una traiettoria che per il comune sardo era già cominciata da tempo.

Più recente è invece ICONIC (2025-2028), che lavora su tre assi — mobilità, energia e acqua — e che nel caso di Berchidda prevede anche l’introduzione del microbiogas negli allevamenti locali, per trasformare gli scarti zootecnici in energia rinnovabile. In parallelo, il Comune guarda anche oltre il solo ambito energetico con EcomedIslands, progetto del programma Interreg Euro-Med dedicato alla riduzione e alla gestione dei rifiuti nelle isole del Mediterraneo, insieme a Mikonos, Creta e all’isola croata di Cres.

Nel complesso, in cinque anni questo lavoro ha portato a Berchidda oltre un milione di euro di finanziamenti europei. Per un comune di meno di tremila abitanti è un dato che racconta una capacità precisa: quella di trasformare una dimensione ridotta in una condizione favorevole alla sperimentazione, senza rinunciare a una progettualità di scala europea.

In questo quadro prende forma la CER Limbara, oggi in via di costituzione. È il passaggio che rende leggibile tutto il resto: la comunità energetica non è il primo atto, ma il risultato di una strategia costruita nel tempo, fatta di infrastrutture, competenze, test tecnologici e governance locale. Per questo Berchidda può essere considerato un caso scuola: perché mostra che anche un piccolo centro può preparare in modo concreto le condizioni per una comunità energetica, lavorando prima sulla gestione dell’energia e poi sulla condivisione dei benefici.

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