ColorAid, il progetto sociale di ‘riqualificazione cromatica’

A Milano, una collaborazione fra professionisti del colore, scuola e aziende per abbellire gli spazi per gli anziani del Centro Diurno Integrato (CDI) di via Giolli

Che i colori possano portare benessere alle persone, soprattutto per quanto riguarda l’umore e gli aspetti relazionali, è un tema studiato e applicato da decenni con diverse sfumatura, dalla cromoterapia alla psicologia dei colori. Da questo presupposto nasce nel 2017 ColorAid, un progetto di edilizia etica che coinvolge una serie di imprese che operano nel settore, con l’obiettivo di ripensare gli spazi delle strutture di accoglienza che agiscono in ambito sociale. Alla base di ogni intervento c’è proprio la convinzione che un ambiente bello, confortevole, non degradato e, naturalmente, colorato aiuti il benessere complessivo delle persone che lo vivono: offrendo stimoli positivi e rassicuranti che sono di grande aiuto dal punto di vista psicologico ed esistenziale.

Dietro a questa iniziativa ci sono Radio Colore, una web radio, e Colore & Hobby, il mensile di riferimento per i professionisti delle vernici e delle pitture edili: attorno a loro si riuniscono le aziende del colore particolarmente sensibili alle tematiche sociali. Esse contribuiscono nella riqualificazione e riprogettazione cromatica degli spazi di realtà del terzo settore che si occupano di accoglienza: oltre a fornire la materia prima per potere poi effettuare gli interventi.

La settima edizione di ColorAid, che ogni anni realizza appunto un progetto, si è rivolta al Centro Diurno Integrato (CDI) di via Giolli, a Milano, che si prende cura di un buon numero di anziani, avendone a cuore la fragilità e garantendo la protezione di cui hanno bisogno. Presso il Centro lavorano diversi operatori specializzati e molto attenti ai bisogni della propria utenza, che forniscono una serie di servizi indispensabili: sia di tipo sanitario che sociale, in particolare alle persone non autosufficienti o con problematiche di tipo psicologico.

Il successo di un lavoro di squadra

Da sempre ColorAid si è adoperata affinché la bellezza dei luoghi diventasse il motore di cambiamenti positivi: una motivazione condivisa dalle aziende che ogni anno sostengono l’iniziativa. Abbellire i luoghi di servizio pubblico significa portare un sostegno e un incoraggiamento a persone con situazioni delicate, come pure a coloro che vivono in uno stato visibile di precarietà sociale: gli effetti positivi fanno sentire le loro ricadute sia nella comunità che nelle famiglie più direttamente coinvolte.

Nel caso specifico del CDI Giolli, fin dalla fase di pianificazione ci si è concentrati sull’importanza che avrebbero avuto il colore, l’armonia, la bellezza degli spazi su cui sarebbero stati fatti gli interventi: un luogo di servizi forniti dal Comune doveva trasformarsi prima di tutto in un ambiente in cui percepire subito quell’intensità e quel calore così fondamentali per le persone anziane.

L’importanza del risultato va vista anche dal punto di vista psicofisico e neurologico di un centro come questo, in quanto la nuova riqualificazione cromatica donata rappresenta uno stimolo visivo costante: con il potenziale di aiutare a contrastare depressione, deperimento e sintomi cognitivi, rendendo l’ambiente salutare da ogni punto di vista. Ancora una volta la direzione tecnica del progetto è stata affidata a Giovanni Napolitano, decoratore professionista presente anche nelle edizioni passate: la responsabilità del cantiere non ha però riguardato solo la sua squadra di artigiani specializzati. Nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), è stato di nuovo coinvolto il Liceo Scientifico A. Volta di Milano: nelle due settimane richieste per completare il tutto, i ragazzi e le ragazze hanno partecipato nei primi tre giorni e negli ultimi tre, così da avere la soddisfazione di consegnare il lavoro finito.

La bellezza dei colori: emozione e gratitudine

Lunedì 20 marzo è avvenuta l’inaugurazione del nuovo CDI, con tanto di taglio del nastro, che ha visto la presenza di Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute di Milano, di Vieri Barsotti, Direttore Responsabile di Colore & Hobby e Radio Colore, e di tutto il personale che lavora nella struttura. L’emozione di tutti gli anziani che frequentano il Centro era evidente, come pure il senso di gratitudine che tutti hanno manifestato verso coloro che si sono impegnati a vario titolo per ottenere l’eccellente risultato finale.

“Abbiamo fatto più di 150 tinte diverse”, racconta Giovanni, “ci sono davvero molti ambienti ricchi di colore”. Una sottolineatura particolare merita il contributo dato dai ragazzi della classe 4a I del Liceo Volta: gli oltre venti studenti (di cui una rappresentanza era presente all’inaugurazione) hanno lavorato con grande serietà, condividendo la gioia di adoperarsi per un progetto di importante valenza sociale e conoscendo un’utenza delicata di cui prendersi cura.
Una partecipazione che ha avuto un’ulteriore valenza educativa, come confermatoci da Giovanni Napolitano: ogni giorno i ragazzi scrivevano su dei pannelli una loro frase, che riassumeva l’esperienza vissuta.

Ma soprattutto in un corridoio compare un’immagine che hanno realizzato e che è un po’ la loro firma: i due omini stilizzati più grandi che sostengono sulle proprie spalle degli omini più piccoli fanno riferimento alla celebre frase di Bernardo di Chartres, “Siamo come nani sulle spalle dei giganti”. Il filosofo dell’undicesimo secolo utilizzava queste parole per spiegare come i progressi filosofici, politici e scientifici dell’epoca fossero dovuti in gran parte all’appoggio che i sapienti avevano da parte dei grandi della classicità, come Cicerone e Aristotele.

Il disegno realizzato dagli studenti del liceo scientifico Volta in segno di gratitudine agli ospiti del Centro

Agli studenti è sembrata particolarmente calzante nel contesto in cui si sono ritrovati. “L’abbiamo scelta come modo per dimostrare la nostra gratitudine e il nostro rispetto verso tutti i residenti del centro diurno Giolli”, ci ha spiegato Marco a nome di tutta la classe, “per mostrargli che restano a noi fondamentali per ciò che hanno fatto in passato”.

Colore & Hobby

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