Davide Giansoldati, da nerd a maestro di Yoga della Risata

Davide Giansoldati, fondatore della Web Software Agency DGLine, docente a contratto per Università Cattolica e IULM, insegnante di Yoga della Risata ci racconta come “contamina” digitale e benessere

Davide Giansoldati conosce tante curiosità sulla risata. Ad esempio, che un adulto ride meno di 20 volte al giorno e un bambino 300 volte. Come ci riesce?
Semplice, Davide è un noto insegnante di Yoga della Risata (YDR) e facilitatore del pensiero creativo, autore del libro “Ho ho ha ha ha vivere meglio con lo Yoga della Risata”.
La sua storia è un esempio di come la ricerca, la sperimentazione e la curiosità portino a percorsi di sviluppo personale e professionale imprevedibili.
Davide nasce nerd: professionista del web, esperto di e-commerce, marketing e social media, ha una sua agenzia a metà strada tra la comunicazione e lo sviluppo software. Ma, quando alcuni anni fa Davide partecipa a “Crea Conference”, l’evento annuale europeo dedicato all’innovazione e alla creatività, succede qualcosa: scoppia l’amore per lo Yoga della Risata, presentato in quella occasione da Lara Toffolo, 1° Master Trainer e Ambassador italiana della Laughter Yoga University.
Rimane conquistato dalla semplicità, dalla replicabilità e dall’immediato effetto benefico di questa pratica inventata da un medico indiano, Madan Kataria, che oggi conta oltre 3 milioni di seguaci in tutto il mondo. Così Davide comincia a praticare e non ha più smesso, oggi aiuta le persone a scoprire e sviluppare il proprio vero potenziale anche attraverso lo Yoga della Risata.

Organizza workshop ed eventi su Yoga della Risata, creatività e scrittura, sia a Milano, dove abita e lavora, che in contesti nazionali e internazionali

Che cos’è lo yoga della risata?

Lo yoga della risata è un insieme di esercizi che ti insegna a ridere per almeno 15 minuti di fila, il tempo necessario per aumentare la pressione sanguigna, rilasciare le endorfine e ridurre ansia, stress e tensioni.

Madan Kataria

Davide racconta che tutto comincia quando Madan Kataria, un medico indiano che ha condotto delle ricerche sugli effetti positivi della risata nel processo di guarigione dalla malattia, decide di verificare se le sue ricerche hanno un fondamento reale. Il 13 marzo del 1995, una domenica, esce di casa e va al parco di Mumbai invitando le persone ad unirsi a lui e ridere raccontandosi delle barzellette.
Si divertono così tanto che l’appuntamento al parco diventa fisso e nelle settimane successive il gruppo di persone aumenta. Ad un certo punto però, nemmeno le barzellette più belle, scatenano le risate. Così il medico indiano, promette al suo pubblico di cercare una soluzione che possa far tornare tutti a ridere. La risposta la trova proprio nei suoi libri, dove un trafiletto riporta che è dimostrato scientificamente che la nostra mente non è in grado di distinguere se noi stiamo ridendo per qualcosa oppure no!
Anche quando fingiamo si attivano gli stessi effetti benefici come la produzione delle endorfine.
Il giorno successivo torna al parco e dice a tutti: “è facile, dobbiamo solo far finta di ridere!”.

Sviluppa il suo metodo, che insegna a ridere per ridere, senza motivo, per il solo beneficio che apporta.


Durante la recente emergenza sanitaria, in cui molti hanno perso sorriso e serenità, lo Yoga della Risata era di aiuto?

“Ho notato che l’emergenza ha messo in luce due diversi modi di affrontare la situazione; alcune persone hanno aspettato che l’emergenza finisse, erano come sospese nell’attesa, come “addormentate”; altre invece hanno approfittano di questo momento per dedicarsi a cose che prima, nella corsa quotidiana, non riuscivano a fare. Spesso purtroppo ci concentriamo molto sul fare e sull’azione, senza occuparci abbastanza di noi stessi. Lo Yoga della Risata può essere praticato da tutti, senza controindicazioni e a questo proposito parafrasando Ippocrate cerco sempre di ricordare: “Il mio corpo è il mio tempio”.


Il 3 maggio è stata la Giornata Mondiale della risata. Pensi che sia cambiato il modo di percepire questa pratica e i suoi benefici?

Sì, qualche tempo fa in occasione della Pasqua, mi ha contattato il Sole 24 Ore per un podcast da regalare ai suoi lettori sul connubio vincente tra yoga e risate. È bello poter divulgare i benefici che si possono avere, perché a volte quando conosciamo qualcosa di nuovo, ci dimentichiamo di raccontarlo. Uno dei miei slogan preferiti è “Saper fare, fare, far sapere”: se creiamo una matrice ad albero, le persone che conosceranno YDR saranno sempre di più. E ora siamo così tanti che mi è capitato di partecipare per caso ad un evento dedicato allo YDR senza conoscere nessuno degli insegnanti presenti. Quando alla fine, sono andato a presentarmi, abbiamo chiaccherato come se ci conoscessimo da anni e come fossimo grandi amici. Sono questi i benefici che tutti possono sperimentare sulla loro pelle, ci si sente bene e si sta bene anche con gli altri.

In che modo la tua formazione e il tuo background nell’innovazione e nel digitale ti hanno influenzata nell’insegnamento della pratica?

Voglio utilizzare una parola che ora è percepita solo nella sua accezione negativa: contaminazione. Per me è anche positiva, è stata quella che mi ha portato a sperimentare e conoscere nuovi percorsi di sviluppo personale e che ancora oggi rende le mie lezioni diverse. La mia formazione informatica mi ha dato un’impostazione precisa ma anche flessibile e aperta alla sperimentazione, così come gli anni da imprenditore. Dopo aver superato i corsi di formazione di base che insegnano la tecnica, ogni yoga teacher abilitato rende le sue lezioni uniche, “contaminando positivamente” con altre discipline e conoscenze che fanno parte del suo background personale. C’è chi lo fa con la mindfullness, chi con il pensiero creativo e altro. Penso che la tecnologia aiuti molto la divulgazione dello YDR. Ci sono moltissimi video sui social, su Youtube, corsi ed eventi virtuali. Se dovessi scegliere tra tecnologie audio o video, sicuramente opterei per le videoconference. Il contatto visivo e l’interazione sono molto importanti per trasmettere e percepire i benefici di una sessione di gruppo.


Che evoluzioni ti immagini per il futuro dello Yoga della risata?

Madan Kataria, l’inventore del metodo era un medico indiano, lui ha utilizzato un approccio scientifico, ha raccolto le evidenze della ricerca sugli effetti benefici della risata e li ha divulgati. Mi piacerebbe che questa ricerca riprendesse, che si sperimentasse e si approfondisse, per avere ancora più elementi per convincere le persone a provare. Perché l’unico modo per capire realmente quanto è efficace, è provarlo personalmente. Il benessere immediato che provi è più difficile da raccontare che vivere; io stesso nel mio libro Ho ho ha ha ha, ho cercato di raccontare le sensazioni. Ma avere ulteriori dati sarebbe ancora meglio. Sarà la mia formazione “binaria” da informatico che mi spinge a pensarlo?

Quali canali suggerisci ai neofiti dello YDR?

Suggerisco il sito ufficiale, li ci sono tutti gli eventi e i percorsi suggeriti per chi vuole cominciare e conoscere tutte le iniziative organizzate.

Photo by Matheus Ferrero on Unsplash

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