I 6 consorzi italiani per l’EPR tessile

Dal 2022 in Italia è in vigore l'obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, che rappresentano lo 0,8% della differenziata nazionale. I consorzi promuovono economia circolare e sostenibilità della filiera.

L’Italia si è distinta anticipando al 1° gennaio 2022 l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, previsto dalla Direttiva europea per il 2025.
Una mossa che ha portato alla creazione di consorzi per l’EPR tessile, evidenziando l’azione proattiva delle imprese italiane nel settore.

EPR sta per Extended Producer Responsibility ed è un principio che ha guidato molta legislazione europea sin dai primi anni duemila, grazie ai primi provvedimenti normativi sullo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Direttiva RAEE). Da allora il principio si è cercato di estenderlo a tutti i settori produttivi.

Il riutilizzo è sempre la cosa migliore

Per valutare gli impatti ambientali dei sistemi di gestione dei rifiuti tessili, è essenziale rifarsi all’analisi del ciclo di vita (LCA). Gli studi LCA indicano che il riutilizzo dei tessuti è generalmente considerato l’opzione più sostenibile. Riduce infatti significativamente l’impatto ambientale rispetto alle altre forme di gestione del rifiuto. Le variabili cruciali sono molteplici.
Tra queste, il rendimento dei processi di riciclo, la frequenza di lavaggi e riutilizzi durante la fase d’uso, la composizione iniziale tessuti e quella finale del rifiuto, e il coefficiente di sostituzione tra fibre riciclate e vergini, o tra indumenti usati e nuovi, sono determinanti.
Le principali sfide includono la gestione di materiali compositi e il mantenimento della qualità delle fibre riciclate.

Per una stima accurata degli impatti ambientali, è fondamentale un’approfondita raccolta dati, soprattutto riguardo la fase d’uso. Fase che include la valutazione del rilascio di microplastiche e altre sostanze durante i lavaggi. Non da ultimo è ormai necessario considerare l’impatto crescente delle piattaforme di scambio di abbigliamento usato, un fenomeno in rapida espansione.

microplastiche
DALL-E TGT

Upcycling e downcycling: ciò che conta è la separazione preliminare

Nella gestione dei rifiuti tessili, la selezione è cruciale per separare i capi riutilizzabili e rimuovere componenti in materiali non tessili, come zip e bottoni.
I tessuti vengono inoltre classificati per colore e tipo di fibra.
Sebbene la maggior parte della selezione sia manuale, l’innovazione sta portando alla selezione automatica tramite tecnologie come la spettrometria e l’IA. Per quanto riguarda il processo di riciclo vero e proprio, le tecniche più diffuse sono il riciclo meccanico e quello termo-meccanico. Il riciclo chimico è ancora in fase di sviluppo. Il riciclo biologico, che utilizza enzimi per decomporre i tessuti, è attualmente oggetto di ricerca.

I consorzi italiani per i rifiuti tessili

A oggi sono 6 i principali consorzi attivi nel settore tessile. La loro missione principale è promuovere una gestione efficiente dei rifiuti del mondo moda. Contirbuire inoltre a creare un sistema EPR che integri efficienza e tracciabilità e che promuova la sostenibilità ambientale e sociale lungo tutta la filiera. Ogni consorzio supporta i membri nella gestione delle pratiche amministrative e degli adempimenti normativi, migliorando la raccolta differenziata e promuovendo le pratiche di economia circolare e di prevenzione dei rifiuti.

logo cobat tessile
1) COBAT TESSILE

Cobat Tessile è il consorzio italiano, parte di Cobat sotto Innovatec, che si dedica alla raccolta, al trattamento e al recupero di prodotti tessili. Il consorzio dispone di una rete capillare che copre tutto il territorio nazionale, permettendo una raccolta efficace e un avvio al riciclo dei materiali tessili. Utilizza inoltre un sistema informatico all’avanguardia per tracciare i rifiuti tessili dalla raccolta fino al trattamento finale, garantendo trasparenza e affidabilità dei dati.
È stata inoltre attivata una Cobat Accademy, una piattaforma di formazione e consulenza che promuove la conoscenza e l’applicazione di principi di economia circolare, sostenibilità ambientale, salute e sicurezza.

logo eco tessili
2) ECOTESSILI

Ecotessili, è un’iniziativa di Federdistribuzione e rappresenta il primo consorzio dedicato alla gestione della EPR nel settore tessile in Italia. Fondato a Milano il 9 dicembre 2021, fa parte del Sistema Ecolight, un hub nazionale che comprende anche Ecolight, Ecopolietilene, Ecoremat e la società di servizi Ecolight Servizi srl, specializzati nella gestione dei rifiuti.
Nonostante la normativa italiana non sia ancora definitiva, il consorzio ha già delineato un elenco di articoli tessili che potrebbero rientrare nel sistema EPR:

  • Articoli tessili, esclusi quelli di abbigliamento
  • Tappeti, moquette, tulle, pizzi e ricami
  • Indumenti da lavoro
  • Abbigliamento da esterno e in pelle
  • Biancheria intima
  • Altri articoli di abbigliamento e accessori
  • Articoli di maglieria
  • Prodotti in pelle, calzature e simili
logo erion textiles
3) ERION TEXTILES

Erion Textiles è il consorzio no-profit integrato nel Sistema Erion, riconosciuto come la principale rete italiana per la gestione dei rifiuti attraverso la EPR. Fondato specificamente per il settore tessile, include abbigliamento, accessori, pelletteria, tessili per la casa e calzature.
Il consorzio supporta le imprese del tessile fornendo gestione operativa, tracciabilità della filiera e competenze in eco-design, comunicazione e marketing green.
Erion Textiles collabora con oltre 100 università e centri di ricerca in Europa. Partecipa inoltre attivamente a Textiles ETP, la maggiore piattaforma europea per la ricerca e l’innovazione nel settore tessile. La rete di collaborazioni contribuisce a mantenere il consorzio all’avanguardia nelle soluzioni sostenibili e a promuovere un dialogo costruttivo tra le parti interessate, per sviluppare un settore tessile più sostenibile e circolare a livello europeo.

logo re crea
4) RE.CREA

Re.Crea, è guidato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e dalla collaborazione tra alcuni dei più influenti attori del settore moda italiana e sostenuto da un robusto impegno accademico e tecnologico.
Il Consorzio è stato lanciato durante il Venice Sustainable Fashion Forum nel 2022, un evento organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, Confindustria Venezia, Sistema Moda Italia e The European House – Ambrosetti. Si tratta di un’iniziativa fondata volontariamente da alcuni dei principali nomi dell’industria della moda italiana, tra cui il Gruppo Prada, Dolce&Gabbana, MaxMara Fashion Group, Gruppo Moncler, Gruppo OTB e Ermenegildo Zegna Group. Il consorzio mira a gestire i prodotti tessili a fine vita e a promuovere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di riciclo innovative.
Sta valutando partnership con istituzioni accademiche di prestigio e centri di eccellenza sia italiani sia internazionali, per rafforzare la sua ricerca in ambito di sostenibilità e innovazione. Tra le collaborazioni in vista ci sono il Fashion Institute of Technology di New York, il “Silk Lab” della Tufts University di Boston, e il Massachusetts Institute of Technology (MIT). 

logo retex.green
5) RETEXT.GREEN

Lanciato da Sistema Moda Italia e dalla Fondazione del Tessile Italiano, è un consorzio dedicato alla gestione dei rifiuti nel settore della moda. Comprende tessili, abbigliamento, calzature e pelletteria.

Retex.Green è progettato per essere un hub che collega tutti i protagonisti del settore moda coinvolti nelle fasi di raccolta, selezione, riutilizzo e riciclo dei materiali. È un ente no-profit che funge da general contractor per il waste management, garantendo che tutte le operazioni siano eseguite in conformità con etica e legalità. Si propone di promuovere inoltre l’impiego di materiali riciclati, supportando progetti di economia circolare e massimizzando il recupero di risorse di valore. Include attività di comunicazione, educazione ambientale, ricerca e sviluppo, eco-design e varie consulenze varie. Il consorzio punta anche a stabilire relazioni istituzionali e a interagire con vari stakeholder della filiera, compresi ministeri, associazioni di categoria e gestori di rifiuti, promuovendo iniziative che allineino l’industria della moda con le direttive di una vera economia circolare.

LOGO UNIRAU
6) UNIRAU

L’Unione Imprese Raccolta Riuso e Riciclo Abbigliamento Usato è un’associazione di aziende e cooperative che si occupano della raccolta e valorizzazione dei rifiuti tessili urbani.
Nasce dall’evoluzione di CONAU, un consorzio fondato nel 2008, che ha ottenuto importanti risultati per il settore, come l’aggiornamento delle norme sul recupero dei rifiuti di abbigliamento e la differenziazione tra raccolta differenziata e donazioni.

La trasformazione in associazione è stata motivata dall’accelerazione verso un’economia circolare nel settore tessile, spinta dalle direttive europee e dal nuovo piano d’azione UE. UNIRAU coinvolge operatori della raccolta, commercio, intermediazione e selezione, puntando al riuso degli abiti e accessori e al riciclo delle frazioni non riutilizzabili. Si è dotata di uno statuto, regolamento e codice etico, in linea con gli standard di Fise UNICIRCULAR.

Il Textile Hub di Rho

abiti usati
DALL-E TGT

Il Textile Hub di Rho, inaugurato il 7 marzo 2024, è l’impianto di recupero tessile più grande del Nord Italia.
Creato da Vesti Solidale, rappresenta la prima filiera cooperativa per la selezione, il recupero e il riciclo di tessuti pre e post-consumer. Gestisce ogni anno fino a 20mila tonn. di rifiuti tessili all’anno. L’hub si estende su 12.000 mq e ha visto un investimento di 8mln di euro. Già operativo, prevede di impiegare 40 lavoratori a regime completo.

Vesti Solidale è un attore chiave nel recupero e riciclo dei materiali tessili. Nel 2023 ha recuperato oltre 6.151 tonn. di indumenti, risparmiando così 29mila tonn. di CO2. La cooperativa insiste l’importanza di sostituire le fibre vergini con quelle riciclate per ridurre l’impatto ambientale. L’hub funge da centro per la raccolta di indumenti tramite i cassonetti gialli di Caritas e Rete Riuse, distribuiti nelle Diocesi di Milano, Brescia e Bergamo, gestiti da nove cooperative sociali.
Oltre al recupero di materiali come nylon e cuoio, il hub sostiene la creazione di nuovi prodotti attraverso l’upcycling creativo e la vendita di capi selezionati e igienizzati nelle catene di negozi second-hand Share in Lombardia e Piemonte.

La frazione tessile

Tra i rifiuti differenziati, la frazione più raccolta in Italia è l’organico (38,3%), seguita da carta e cartone (19,3%), vetro (12,3%) e plastica (9%). Il tessile rappresenta lo 0,8%, con 160,3mila tonn anno. Erano 146,2 nel 2018. Nelle regioni del nord si concentra il 50% della raccolta. 
Con un terzo della produzione tessile e abbigliamento dell’Europa e un ruolo ancor più rilevante nel settore delle calzature e della pelletteria, siamo il leader continentale in questi macro comparti. Mantenere la leadership nelle politiche di fine vita e responsabilità è cruciale non solo per salvaguardare l’ambiente, ma anche per proteggere la posizione industriale del paese. 

riuso e riciclo del tessile
DALL-E TGT
Quadro Normativo e decreto EPR

La gestione dei rifiuti tessili in Europa ha visto significativi sviluppi normativi e strategici negli ultimi anni e l’Italia ha spesso giocato un ruolo pionieristico.
Il percorso verso una maggiore sostenibilità nel settore tessile inizia con il Piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione europea nel 2020, concentrato su settori chiave come quello tessile.
Seguendo questo slancio, nel 2022, l’UE ha introdotto la Strategia per prodotti tessili sostenibili e circolari, mirata a promuovere il mercato dei tessili sostenibili nell’UE e a spingere le aziende verso il riciclaggio delle fibre tessili.

Come detto, in Italia, la raccolta separata dei tessuti è stata resa obbligatoria dal 1° gennaio 2022 attraverso il Decreto Legislativo 116/2020, anticipando di tre anni la scadenza prevista dalla normativa UE del 2025.

A dicembre 2022, il MASE ha avviato una consultazione per definire lo Schema di Regolamento sulla cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti tessili (end of waste). Questo processo è regolamentato dal decreto ministeriale n. 342/2022 e prevede norme per vari flussi di rifiuti tessili.

mucchio di jeans

Più recentemente, il 14 febbraio 2024, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una proposta di riforma della direttiva quadro sui rifiuti, la direttiva 2008/98/CE. La riforma impone alla Commissione europea di definire entro il 31 dicembre 2024, le regole specifiche per l’EPR nel settore tessile. Gli emendamenti includono misure contro gli sprechi alimentari e migliorano la governance dei sistemi EPR, imponendo agli Stati membri l’attivazione di tali sistemi entro 18 mesi dall’entrata in vigore della direttiva.

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