Malaria, siamo più vicini alla fine di questa malattia

In Africa muoiono 260mila bambini sotto i 5 anni ogni anno a causa della malaria, sempre più resistente ai farmaci di cura. Il vaccino è una nuova speranza

La pandemia ci ha fatto forse un po’ dimenticare che esistono malattie gravissime e mortali non più pandemiche, ma solo ‘endemiche’, ovvero sono localizzate in alcuni Paesi del mondo, tipicamente nei Paesi in via di sviluppo. Dove peraltro a farne le spese sono certamente le popolazioni più povere e i più fragili, tra cui i bambini.

Ma una nuova speranza arriva da un vaccino che viene considerato una svolta epocale nella prevenzione e nella lotta a questa malattia tremenda, particolarmente importante perché i sistemi utilizati fino a oggi e che sono state delle soluzioni per debellare la malattia nei Paesi occidentali sono sempremeno efficaci.

Anche l’Italia fu flaggellata dalla malaria

Sono passati solo 50 anni in fondo da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò l’Italia ufficialmente libera dalla malaria, malattia che aveva colpito duramente le isole, il Veneto, le regioni centrali, quelle in cui c’erano molte paludi, stagni e zanzare naturalmente, l’animale che trasmette l’infezione. Sembra che agli inizi del 1900, quando fu intrapresa la prima campagna nazionale per l’eliminazione della malattia, erano riportati in Italia più di 2 milioni di casi e circa 10 mila morti l’anno.

Come oggi parliamo di lotta al Covid-19, allora si intraprese la lotta alla malaria, che comprendeva diverse strategie che, prima della seconda Guerra Mondiale, fu soprattutto diretta alle bonifiche dei territori, all’informazione alle persone, alla distribuzione di quello che allora era la cura: il chinino.

Ma è stato dopo la seconda Guerra Mondiale che grazie a un piano di 5 anni, sostenuto dagli alleati americani (United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA) e Rockefeller Foundation) venne utilizzato l’impiego dei nuovi insetticidi, il micidiale DDT, che determinò una svolta.

Debellare la malaria, per diverse regioni d’Italia come la Sardegna, fu un evento storico.

La malaria oggi

La stessa malaria di allora, ancora oggi rappresenta una sfida per la salute globale e causa circa 228 milioni di casi di infezione e 400.000 decessi ogni anno.

Laddove è ancora endemico (in Africasubsahariana, dove si verificano il maggior numero di casi e di decessi, ma anche nel Sud-est asiatico, in Medio Oriente e in Asia Centrale, nel Pacifico occidentale e nell’America centrale e meridionale), è sempre più difficile da curare e da debellare, per due motivi: la resistenza ai farmaci e la resistenza agli insetticidi.

Come sappiamo, è scientifico che virus e batteri si comportino come qualsiasi altro essere vivente: si adattano per sopravvivere. Ciò significa, che sviluppano resistenza ai prodotti che noi esseri umani inventiamo per ucciderli, è una reazione del tutto naturale. Ma purtroppo, quando si parla di malattie molto brutte come la malaria, è devastante per la nostra società.

La rivoluzione del vaccino

Per questo motivo, l’arrivo di questo vaccino, in cui ci sono 30 anni di ricerca medico-scientifica, è considerato un asso nella manica nella lotta alla malaria.

Si chiama con un nome impronunciabile, RTS,S/AS01, è prodotto dalla multinazionale farmaceutica britannica GlaxoSmithKline, e dovrebbe essere distribuito in tutta l’Africa sub-sahariana, dopo il successo dei programmi pilota di immunizzazione in Ghana, Kenya e Malawi.

Si è dimostrato parzialmente efficacie contro la malaria da P. falciparum nei bambini. Negli studi clinici effettuati su larga scala tra i bambini di 5-17 mesi che hanno ricevuto 4 dosi, il vaccino è riuscito a prevenire circa 4 casi su 10 di malaria per un periodo di 4 anni. La protezione dunque è solo parziale attualmente, ma già così porterà dei grandissimi giovamenti nel ridurre le morti infantili e potrà affiancare altri metodi di lotta contro la malaria. Ogni anno in Africa muoiono di malaria 260 mila bambini di età inferiore ai 5 anni (fonte OMS). Con il vaccino, almeno 104 mila di questi potrebbero essere salvati.

“E’ un momento storico. Il vaccino antimalarico tanto atteso per i bambini è un progresso per la scienza, la salute infantile e la lotta contro la malaria”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ne ha raccomandato l’adozione.

Fino a oggi, più di 2,3 milioni di dosi del vaccino sono state somministrate in 3 paesi africani – Ghana, Kenya and Malawi – dimostrandosi del tutto sicuro.

“Per secoli, la malaria ha perseguitato l’Africa sub-sahariana, causando immense sofferenze personali”, ha detto il dottor Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’OMS per l’Africa. “Abbiamo sperato a lungo in un vaccino efficace contro la malaria e ora, per la prima volta, abbiamo un tale vaccino raccomandato per un uso diffuso. La raccomandazione di oggi offre un barlume di speranza per il continente che sopporta il peso più pesante della malattia e ci aspettiamo che molti più bambini africani siano protetti dalla malaria e diventino adulti sani”.

Il costo della malattia a livello economico

I prossimi passi riguardano il finanziamento da parte della comunità sanitaria globale a un’ampia diffusione del vaccino, i Paesi africani sono troppo poveri per farcela da soli, l’OMS è già al lavoro su questo e c’è già una grande collaborazione tra tre enti chiave per il finanziamento della salute globale come Gavi, l’Alleanza per i vaccini; il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria; e Unitaid.

I Paesi in cui la malaria è endemica hanno un reddito pro capite inferiore del 70% rispetto agli altri e i Governi devono devolvere almeno il 40% dei loro fondi per la salute esclusivamente a questo problema. Questo significa che oltre alle perdite di vite umane c’è un danno economico e la malattia ‘soffoca’ le aspirazioni allo sviluppo di questi Stati e dei suoi abitanti. Un circolo vizioso che ha un costo anche globale: 12 miliardi di dollari annui solamente in perdita di produttività.

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