A Pavia nasce una nuova Oasi della biodiversità

Con 4.063 piante autoctone, sensori per monitorare impollinatori e avifauna e fototrappole per osservare la fauna selvatica, il progetto di 3Bee e Fondazione LGH punta a trasformare un’area del pavese in un laboratorio vivo di rigenerazione ambientale. Le iscrizioni per la visita pubblica aprono il 22 maggio 2026, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità.

La biodiversità non è un concetto astratto: è il ronzio degli impollinatori tra i fiori, il ritorno degli uccelli in un habitat che si ricompone, la traccia notturna di una volpe o di un capriolo catturata da una fototrappola. A Pavia questa rete di vita diventa oggi il centro di un nuovo progetto concreto di rigenerazione del territorio: l’Oasi della biodiversità di Pavia, promossa da 3Bee, nature tech company attiva nella tutela della biodiversità, insieme a XNatura, la sua divisione di AI & IoT Nature Intelligence, e realizzata con il supporto di Fondazione LGH.

L’iniziativa sarà presentata il 21 maggio 2026 alla quarta edizione del Nature & Biodiversity Business Summit, a Milano, e verrà aperta al pubblico con una giornata dedicata a settembre. Le iscrizioni per partecipare alla visita saranno disponibili dal 22 maggio 2026, data simbolica della Giornata mondiale della biodiversità.

Un progetto locale dentro una crisi globale

La nuova Oasi nasce in un momento in cui la perdita di biodiversità continua a essere una delle grandi emergenze ambientali. Secondo il Living Planet Report 2024 del WWF, le popolazioni di vertebrati monitorate sono diminuite in media del 73% tra il 1970 e il 2020. In Europa, l’European Environment Agency segnala che l’81% degli habitat protetti e il 39% degli uccelli protetti si trovano in uno stato di conservazione scarso o cattivo. Anche in Italia il quadro resta critico: ISPRA registra una crescita del 96% delle specie aliene negli ultimi trent’anni, un fenomeno che può alterare gli equilibri degli ecosistemi locali.

A pesare è anche la direzione dei flussi economici. Il rapporto State of Finance for Nature 2026 dell’UNEP stima che, per ogni dollaro investito nella protezione della natura, trenta vengano ancora destinati ad attività che la danneggiano. Un dato che rafforza l’urgenza di spostare risorse verso conservazione, ripristino e soluzioni basate sulla natura.

L’Oasi di Pavia: piante, impollinatori e dati

Nel nuovo intervento sono state messe a dimora 4.063 piante di 17 specie autoctone nettarifere, tra cui ciliegio, nocciolo, salice bianco e acero campestre. La scelta delle specie punta a garantire fioriture distribuite durante l’anno, offrendo nutrimento a impollinatori come api selvatiche, bombi, farfalle e sirfidi.

Il progetto non si limita però alla piantumazione. L’Oasi è monitorata attraverso la piattaforma ambientale di XNatura, con 10 sensori Spectrum per gli impollinatori, 10 sensori Birdy per l’avifauna e 14 fototrappole distribuite nell’area. L’indice MSA – Mean Species Abundance, usato per valutare lo stato di salute della biodiversità, ha già mostrato in una delle aree monitorate un miglioramento da 39,7 a 64,6.

I primi dati raccontano un ecosistema in trasformazione: i sensori Birdy hanno rilevato oltre 130 specie di uccelli, tra cui gruccione, pendolino, poiana, capinera, tottavilla, cinciallegra, pettirosso, codirosso, zigolo giallo, codibugnolo e merlo. I sensori Spectrum hanno clusterizzato 18 tipologie di impollinatori, mentre le fototrappole hanno documentato la presenza di caprioli, cinghiali, tassi, volpi, istrici e lupi.

Tecnologia e rigenerazione, oltre il greenwashing

Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di misurare nel tempo gli effetti della rigenerazione. Un aspetto decisivo, perché la tutela della biodiversità rischia spesso di restare confinata a dichiarazioni di principio se non viene accompagnata da dati, monitoraggio e interventi verificabili.

“Per proteggere e ripristinare la natura servono dati. Fino a ieri raccoglierli era così costoso che la maggior parte delle risorse finiva in strategie, piani e monitoraggi, e poco restava per gli interventi reali sul territorio”, dichiara Niccolò Calandri, Ceo 3Bee & XNatura. “Oggi la tecnologia ribalta questa equazione: con la piattaforma XNatura possiamo monitorare la biodiversità in modo continuo, oggettivo e a costi molto più bassi. Così le risorse tornano dove servono davvero, nel ripristino e nella conservazione. L’Oasi di Pavia, realizzata con Fondazione LGH, è la prova concreta che questo cambio di paradigma è possibile.”

Per Fondazione LGH, il progetto si inserisce in una visione che lega biodiversità, ricerca e filiera agroalimentare. “Per Fondazione LGH la preservazione della biodiversità e del capitale naturale rappresenta una direttrice strategica, nella quale investiamo perché centrale per il futuro del settore agricolo”, dichiara Martina Monaco, Responsabile Innovazione e Progetti Scientifici Fondazione LGH. “Come ente filantropico impegnato nel sostegno alla ricerca e all’innovazione per la filiera agro-alimentare, crediamo che la tecnologia giochi un ruolo fondamentale per studiare un territorio, comprenderne l’evoluzione e orientare strategie efficaci di gestione dell’ecosistema. Il progetto dell’Oasi 2.0 di Pavia si inserisce pienamente in questa visione, perché coniuga rigenerazione ambientale e strumenti avanzati di monitoraggio, contribuendo in modo concreto e verificabile alla conservazione degli ecosistemi dove insistono attività di produzione primaria.”

Un’oasi aperta alla comunità

La dimensione pubblica sarà parte integrante del progetto. A settembre 2026 l’Oasi verrà aperta ai cittadini con una giornata di iniziative pensate per famiglie, adulti e bambini. È prevista anche la partenza da Milano con mezzi dedicati, per accompagnare i visitatori alla scoperta degli ecosistemi locali e delle tecnologie che permettono di seguirne l’evoluzione.

La Giornata mondiale della biodiversità diventa così non solo un’occasione di sensibilizzazione, ma anche l’avvio di un’esperienza concreta: entrare in un luogo dove la natura viene osservata, protetta e raccontata attraverso dati accessibili. Perché la rigenerazione ambientale, quando è ben progettata, non resta invisibile: cresce, richiama vita e può diventare un modello replicabile per altri territori.

PIù POPOLARI

Outdoor Education, cosa significa e perché oggi è così importante

“Dimmelo e lo dimenticherò, insegnamelo e forse lo ricorderò. Coinvolgimi e lo imparerò “ Benjamin Franklin La chiusura di scuole, biblioteche, giardini e di ogni...
Società Benefit

Società Benefit: cosa sono, vantaggi, come diventarlo

Le Società Benefit (SB) sono una forma giuridica d’impresa che integra nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, anche precise finalità di beneficio comune. Le...
Riccardo Pozzoli

Riccardo Pozzoli, soldi e successo non sono abbastanza

'Onlife Fashion. 10 regole per un mondo senza regole' è il suo ultimo libro, scritto insieme a Giuseppe Stigliani e niente meno che Philip...
bilancio di sostenibilità

Cos’è il Bilancio di sostenibilità, in poche parole

Cos'è il Bilancio di sostenibilità Se ne sente parlare sempre di più: il bilancio di sostenibilità (o bilancio/report non finanziario o DNF) è il documento attraverso...
b corp

B Corp, cosa sono e cosa significa

Cosa sono le B Corp? B Corp indica di fatto una certificazione che viene rilasciata dall’ organizzazione no profit statunitense che l’ha appunto ‘creata’ e si chiama...