Sedili degli aerei e accessori: non buttare via niente è una figata

L’ex numero uno dell’Adidas Scott Hamlin, convertito all’economia circolare, crea un business in cui si riciclano tessuti usati per creare nuovi oggetti ancora più belli. E’ l’upcycling, ecco come ce lo racconta la BBC.

“Quando ho iniziato a parlare di upcycling (in italiano: riutilizzare, ricondizionare), la gente pensava che stessi parlando di uphill, la disciplina ciclistica”, sorride Scott Hamlin mentre parla della sua iniziativa, giocando sull’assonanza dei due termini in lingua inglese.
Scott Hamlin, ex numero uno di Adidas, ha inventato un modello di business semplice, ma geniale. Acquistava dai team sportivi le magliette non utilizzate, le ricondizionava trasformandole in merchandising e, infine, gliele rivendeva.

La sua esperienza è iniziata con il Portland Trail Blazers, nota squadra di basket americano.

“La squadra si è rivolta a noi per riconvertire le maglie di quattro giocatori ceduti ad altri team chiedendoci di creare qualcosa per uno dei loro “green games”. I “green games” sono un’iniziativa ambientale della National Basketball Association (NBA) e sono parte del programma NBA Green che ha l’obiettivo di creare awarness e raccogliere fondi per proteggere l’ambiente.

Looptworks, l’azienda fondata da Hamlin, ha usato il materiale delle magliette e ha creato una sciarpa, una borsa a tracolla e un beauty case. La società ha quindi rivenduto i prodotti ai Trail Blazers, che hanno distribuito gli articoli ai loro negozi e online.
Da subito Looptworks ha ricevuto molti ordini da parte delle altre squadre dell’NBA.

L’NBA, infatti, ha regole rigide e le maglie sportive ufficiali non possono essere vendute come merchandising se i giocatori vengono ceduti, se si ritirano o se cambia lo sponsor del team.
Ciò significa che un club può avere centina, a volte migliaia, di merchandising non commercializzabile.

Hamlin, manager con una significativa esperienza nel campo dello sportswear, ha stimato che una percentuale variabile tra il 15% e il 30% di tutti i materiali del processo di sviluppo e produzione dell’industria dell’abbigliamento rimangono inutilizzati, andando spesso al macero.
“Il nostro obbiettivo – dichiara Hamlin – è semplicemente quello di non creare nuovi materiali fino a quando non avremo utilizzato quelli già esistenti”.

Da qui nasce l’idea di fondare Looptworks, con la mission di “chiudere il cerchio” trasformando i tessuti in eccesso in beni di consumo come borse, accessori e abbigliamento.

Lo sport non è tuttavia l’unico settore del business di Hamlin. Loopworks lavora anche con le compagnie aeree trasformando i coprisedili in pelle dei loro veicoli in borse e bagagli. Uno dei suoi maggiori clienti è infatti la Southwest Airlines, oltre che Patagonia, Wells Fargo Bank e la Subway.  E si pone un traguardo su tutti “Mi piacerebbe lavorare anche con le squadre di calcio europee. Barcellona, Manchester United, Ajax, Paris St Germain, Manchester City e Real Madrid sono in cima alla mia lista”.

Hamlin ritiene che “ricondizionare oggetti” – definito come il processo di riutilizzo dei materiali di scarto per creare un prodotto di maggior valore o qualità – sia una soluzione migliore del “riciclare”.

”Riciclare materiali comporta la loro distruzione e un conseguente impiego di consumi di energia – che è un processo decisamente migliorativo rispetto a gettarli in discarica o bruciarli – ma non è efficiente come il processo di riutilizzo”.

La Textile Recycling Association, con sede nel Regno Unito, afferma che sia il ricondizionamento che il riciclaggio degli indumenti svolgono un ruolo importante in materia di sostenibilità.

“Con l’avvento della cosidetta fast fashion – dichiara Alan Wheeler, portavoce dell’Associazione –  e con i tassi di consumo in rapido aumento, centinaia di migliaia di tonnellate di abiti usati vengono scartati ogni anno a livello mondiale. Penso che l’upcycling sarà in grado di far fronte a una quantità limitata di questi materiali.


L’upcycling sta inoltre diventando popolare per prolungare il ciclo di vita di mobili e articoli per la casa. L’azienda canadese Upcycle That riutilizza in modo creativo skateboards, tazze da tè e bottiglie di plastica fornendo un servizio dedicato sia alle aziende che ai privati. Judy Rom – co-founder di Upcycle That – afferma “Quando le persone ricondizionano i loro oggetti, sperimentano in prima persona come ciò che prima era considerato da buttare può diventare un oggetto funzionale e bello”.


“Questo porta a un cambiamento di mentalità rispetto allo spreco che obbliga a pensare più volte prima di cestinare una qualsiasi cosa”.

Testo originale https://www.bbc.com/news/business-51484893

Traduzione a cura di Alessia Valsecchi

PIù POPOLARI

Matteo Trapasso proprietario del micropanificio TraMa

Piccolo è bello: ecco il più sostenibile micropanificio d’Europa

Pensare di avviare un’attività commerciale in un locale che non raggiunge i 9 metri quadrati sembrava una vera e propria utopia: a maggior ragione...
cop27 decisioni

Le decisioni finali della COP27

Come succede quasi ogni anno, si è conclusa in ritardo anche questa edizione numero ventisette della Conferenza delle Parti. Come sempre, se ne parla...
disinformazione climatica

Disinformazione climatica, cosa significa e come evitarla

La disinformazione climatica è l'informazione o la comunicazione che nega o sminuisce l'esistenza e l'impatto del cambiamento climatico, l'inequivocabile influenza umana sul cambiamento climatico...
tessile sostenibile

La strada dell’Europa verso una moda sostenibile

Recentemente è nato in Italia il consorzio Re.Crea, fondato da aziende del calibro di Dolce&Gabbana, MaxMara Fashion Group, Gruppo Moncler, Gruppo OTB, Gruppo Prada,...
società benefit moda

Indossare la sostenibilità: cinque Società Benefit italiane

Il periodo di sconti del Black Friday si è da poco concluso, incentivando come ogni anno non solo acquisti necessari, ma anche shopping ai...