Il Terzo Settore si reinventa alla Fundraising Experience 2026

A Bologna va in scena l’innovazione sociale: la seconda edizione dell’evento ideato da Metadonors mostra come il futuro del non profit passi per l’intelligenza artificiale, la cittadinanza attiva e la cultura dell’impatto

C’è un’Italia che lavora silenziosamente, ma produce valore economico e sociale con numeri impressionanti: il Terzo Settore rappresenta il 4,4% del PIL nazionale, conta oltre un milione di dipendenti e sette milioni di volontari. Eppure, raramente entra nel dibattito pubblico come motore di innovazione. A dare voce e visione a questo universo è stata Fundraising Experience 2026 (FX26), seconda edizione dell’evento ideato da Metadonors, società benefit attiva nello sviluppo di soluzioni digitali per il non profit.

Tenutasi al Centro Congressi di Palazzo di Varignana, vicino Bologna, FX26 ha radunato per tre giorni alcuni dei principali attori del mondo solidale, accademico e imprenditoriale per affrontare le sfide future del settore: hanno partecipato realtà come Medici Senza Frontiere, Save The Children, Emergency, Vidas, Greenpeace, Telethon, WWF, Airc, Aism, Mission bambini, Dynamo camp, Lega del filo d’oro, Fondazione Paoletti, Weworld, Progetto Arca, Fondazione Sodalitas.

L’intelligenza artificiale, i criteri ESG e l’alleanza tra finanza e cittadinanza attiva sono stati i cardini attorno a cui si è articolato il confronto.

Dall’intelligenza artificiale all’appartenenza: Il Terzo Settore sperimenta nuovi linguaggi

Se c’è una cosa che FX26 ha messo in luce è la capacità del Terzo Settore di rinnovarsi, accogliendo strumenti e visioni che fino a pochi anni fa sembravano estranei. I cinque percorsi tematici dell’evento – Belonging, Innovation Hub, ESG, European Telemarketing Forum e Remix – hanno permesso ai partecipanti di esplorare tanto le tecnologie emergenti quanto i nuovi modelli di fundraising, con un approccio che mescola strategia, etica e senso di comunità.

L’appartenenza – intesa come relazione profonda tra cittadini, organizzazioni e obiettivi comuni – è emersa come leva fondamentale per affrontare l’erosione di fiducia che oggi colpisce tanto il mondo profit quanto quello non profit.

Il Social Pitch: le aziende al servizio dell’Innovazione Sociale

Tra le innovazioni più interessanti di questa edizione c’è stato il debutto del Social Pitch, un format che ha visto aziende e ONG collaborare in modo inedito. Manager, CSR officer e professionisti dell’ESG di realtà come lastminute.com, Aon, Lottomatica, CIRFOOD, Poste Italiane hanno valutato in prima persona progetti di innovazione sociale presentati da enti del Terzo Settore. Un’esperienza di skill-based volunteering ad alto impatto, che ha reso le aziende parte attiva nella costruzione di valore condiviso.

Non solo un esercizio di responsabilità sociale d’impresa, ma un esempio concreto di come il linguaggio dell’impatto possa parlare a tutti i settori, contribuendo a superare la logica della donazione occasionale in favore di alleanze strategiche e durature.

Un ecosistema collaborativo in costante crescita

Tra gli speaker: Laura Perrotta di Medici Senza Frontiere, Filippo Giordano dell’Università Bocconi, il sociologo Flaviano Zandonai, solo per citarne alcuni. Presenze che testimoniano l’attenzione crescente verso un settore che, per stare al passo con i cambiamenti della società, ha bisogno di nuove competenze e di nuove narrazioni.

La presenza di partner come CRIBIS, Banca Etica, Unicredit, Sumup, Piemonte Innova, Assif, Produzioni dal Basso e altri ancora, ha contribuito a rafforzare il messaggio di un Terzo Settore sempre più interconnesso e capace di dialogare con mondi diversi: finanza, tecnologia, formazione.

Il Futuro è un sistema, non un episodio

“Fare innovazione non è solo tecnologia o AI, ma la capacità di creare spazi, relazioni, senso di appartenenza; luoghi dove nasce fiducia e si costruiscono alleanze”, ha dichiarato Daniele Cirio, CEO e fondatore di Metadonors. “In questi tre giorni, il networking, i percorsi tematici e il debutto del Social Pitch hanno reso concreto questo approccio … È così che l’impatto smette di essere episodico e diventa sistema che definisce il futuro”.

Le parole di Cirio sintetizzano bene l’obiettivo di FX26: non fermarsi all’evento, ma generare un’onda lunga di cambiamento. In un periodo in cui le organizzazioni non profit sono chiamate a reinventarsi per sopravvivere e crescere, iniziative come questa diventano spazi abilitanti, in cui si formano le competenze del domani e si costruiscono nuove alleanze tra società civile, tecnologia e impresa.

Prospettive future: da Bologna a tutta Italia

Se il Terzo Settore vuole continuare a essere motore di inclusione e innovazione, dovrà rafforzare la propria capacità di ascolto e sperimentazione. L’adozione di strumenti digitali, l’integrazione dei criteri ESG e il dialogo con il mondo aziendale non sono più opzioni, ma necessità.

Eventi come Fundraising Experience non solo offrono contenuti e networking, ma tracciano una direzione: quella di un Terzo Settore protagonista della transizione verso un’economia più equa, sostenibile e partecipata. E da Bologna, questo messaggio sembra pronto a viaggiare lontano.

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