Metti una notte in libreria…

Al Villaggio Barona di Milano l’housing sociale incontra la cultura e il cuore del quartiere batte nella libreria Occasioni d'Inchiostro

Ci sono luoghi che talvolta hanno il potere di presentare una città in un modo diverso o insolito: a Milano, lontano dai suoi grattacieli o dalle vie più note del centro, si trova il Villaggio Barona che, sorto nell’omonimo quartiere periferico, da oltre vent’anni rappresenta una risposta concreta e in parte visionaria alla frammentazione sociale.
L’idea del progetto prende forma nel 1999, dalla lungimiranza della Fondazione Attilio e Teresa Cassoni, in una zona un tempo dismessa di 43.000 metri quadri: grazie alla collaborazione con l’Associazione Sviluppo e Promozione e la parrocchia locale dei S.S. Nazaro e Celso, si è dato vita a un laboratorio di inclusione permanente.

La stessa comunità locale è stata coinvolta nella trasformazione di un’area che era chiusa da anni: gli abitanti hanno infatti partecipato alla pianificazione del futuro di quella zona, con incontri, manifestazioni pubbliche e momenti di festa.
Il Villaggio è stato uno dei primissimi progetti di housing sociale promossi da privati in Italia: ma chiamarlo “progetto edilizio” sarebbe riduttivo. La vera forza del Villaggio Barona risiede nella sua capacità di mescolare mondi diversi.

Dal punto di vista urbanistico, l’area è stata restituita alla città attraverso una formula innovativa di asservimento perpetuo all’uso pubblico: uno spazio privato che diventa bene comune.

Un modello urbanistico che mette la persona al centro e genera benessere

In questo distretto, la marginalità sociale non viene nascosta o contenuta, ma è parte integrante della vita quotidiana: forse il segreto di questo equilibrio sta nella creazione di un “mix abitativo” sapientemente bilanciato. Ci sono 82 alloggi a canone agevolato destinati a famiglie in difficoltà, ma anche a “nuclei ordinari” che scelgono di vivere qui per sostenere, con il proprio vicinato solidale, la filosofia del progetto.
Accanto a loro, un pensionato sociale integrato ospita studenti e soggetti fragili, mentre una decina di realtà del terzo settore offrono servizi ad anziani, disabili e bambini.

È un modello che incentiva lo scambio solidale, dove il contratto di locazione non è solo un impegno economico, ma un patto di mutuo-aiuto e sostegno volontario verso i vicini più deboli. Qui non ci sono barriere: la marginalità, spesso nascosta o allontanata, viene posta al centro, diventando parte integrante e vitale della quotidianità.
In questo borgo contemporaneo, i servizi alla persona, le attività commerciali e gli spazi associativi circondano tutti il grande parco pubblico di 27.000 mq, un polmone verde che unisce il Villaggio con il resto del quartiere.

Nel cuore di questo sistema di relazioni c’è un luogo che probabilmente più di ogni altro incarna lo spirito del quartiere: si tratta di Occasioni d’Inchiostro – Mondadori Bookstore, la libreria-caffetteria che esprime perfettamente l’anima aperta e inclusiva del Villaggio.

fotografia di Valerio Macchia davanti aalla libreria Occasioni d'Inchiostro
Valerio Macchia davanti aalla libreria Occasioni d’Inchiostro

Il bancario che scelse i libri e il quartiere

La storia della libreria è indissolubilmente legata a quella di Valerio Macchia, il suo titolare: “la libreria è nata nel 2004, durante la prima fase di costruzione del Villaggio”, racconta Valerio. Che ricorda come, in quel periodo, i grandi nomi dell’editoria fossero scettici: avviare quel tipo di attività in periferia sembrava un azzardo. Ma la Fondazione Cassoni insistette, convinta che un presidio culturale fosse necessario per “aprire” il Villaggio alla città. Valerio arriva nel 2006, compiendo una scelta di vita radicale: “lavoravo in banca, e mia moglie era già impegnata in uno dei progetti socio-assistenziali del Villaggio”, continua il titolare. “Ho così deciso di cambiare e di scommettere su questo progetto”. Oggi, mentre si prepara a festeggiare i 20 anni di attività, quella scommessa può dirsi vinta, nonostante le sfide di un mercato editoriale trasformato da colossi come Amazon.

Il vero punto di svolta arriva nel 2018, con l’apertura della caffetteria. Non si è trattato solo di aggiungere tavolini e caffè, ma di cambiare la natura stessa dello spazio. “Il mondo del libro stava vivendo una fase difficile tra e-book e acquisti online”, spiega Valerio: “inserire la caffetteria ci ha permesso di creare un ambiente accogliente, un luogo dove le persone hanno voglia di stare”.
I risultati parlano chiaro: dal 2015 a oggi, il numero di persone che frequentano la libreria è quintuplicato. Occasioni d’Inchiostro è diventata una piazza nella piazza, dove si intrecciano colazioni lente, aperitivi musicali con artisti emergenti e momenti di studio. Questa mescolanza di funzioni non serve solo a far quadrare i conti, ma a generare quel benessere di quartiere che passa attraverso l’incontro quotidiano.

“Notti in libreria”: seminare cultura tra i più piccoli

Il nome Mondadori garantisce la qualità dei libri e la possibilità di un’ampia scelta, fra cui naturalmente le ultime pubblicazioni degli autori più importanti. Ma sicuramente uno degli aspetti più entusiasmanti del lavoro di Valerio e del suo team è l’attenzione verso le nuove generazioni.
La libreria è un punto di riferimento per le scuole (più di 30) e le famiglie, con una selezione di titoli per bambini e ragazzi molto più ampia rispetto alle medie di settore. Insieme a un progetto che da alcuni anni caratterizza questo luogo speciale.

fotografia dei bambini durante Una notte in libreria

L’iniziativa simbolo è senza dubbio Notti in libreria: un paio di volte ogni mese arrivano venti bambini delle elementari che, dopo aver salutato i genitori, passano l’intera notte tra gli scaffali che, essendo fissati su ruote, vengono facilmente spostati. “Arrivano dopo cena, assistono a letture o spettacoli teatrali realizzati con gli attori della Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi, e poi dormono qui nei sacchi a pelo. Al mattino poi, si fa colazione tutti insieme”.
Per Valerio si tratta di un’esperienza magica, che trasforma il libro da oggetto polveroso a compagno di avventure, creando un legame affettivo con la cultura che questi bambini porteranno con sé per sempre.

Il lavoro come strumento di inclusione

Fedele alla missione del Villaggio Barona, Occasioni d’Inchiostro va oltre all’essere un luogo di svago: al suo interno vengono attivati costantemente tirocini socializzanti per persone in situazione di disagio, offrendo loro un contesto lavorativo protetto ma stimolante. Anche lo staff è cresciuto: oggi la libreria dà lavoro a diversi giovani universitari, creando occupazione in un settore e in un quartiere dove le opportunità spesso mancano.
Valerio non smette di guardare al futuro, la cultura può essere davvero un elemento aggregante in ogni contesto: tra i progetti futuri c’è una “Escape Library”, un modo ludico per coinvolgere anche gli adolescenti, la fascia d’età più difficile da intercettare.

Il Villaggio Barona e la sua libreria dimostrano che la riqualificazione urbana è un’azione di attenzione verso le persone: non basta edificare case, ma bisogna costruire luoghi dove valga la pena vivere, incontrarsi e sognare. E a volte, per cambiare un quartiere, basta aprire un libro, ordinare un caffè e sedersi ad ascoltare la storia di chi sta accanto.

Occasioni d’Inchiostro

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