Il microcredito funziona meglio quando chi lo eroga sa davvero come farlo. È da questo presupposto che nasce una campagna di raccolta fondi lanciata da Mani Tese insieme a MAIN – Microfinance African Institutions Network: l’obiettivo è finanziare sei borse di studio per operatori di istituti di microcredito africani che frequenteranno un Master biennale in Educazione Finanziaria presso l’INES-Ruhengeri in Rwanda. La campagna è attiva su Produzioni dal Basso fino a metà luglio e punta a raccogliere 15.000 euro. A sostenerla anche il Fondo per la Microfinanza e il Crowdfunding di Etica Sgr, braccio di investimento del Gruppo Banca Etica.
Il ragionamento alla base è preciso: in molti contesti africani il microcredito è spesso l’unica leva per avviare un’attività economica, ma senza competenze nella gestione del denaro e nella pianificazione finanziaria le microattività restano fragili. MAIN, che dal 1995 riunisce 149 organizzazioni di microfinanza in 27 paesi africani, ha già formato oltre 4.000 operatori del settore con questo approccio: prima formi chi lavora negli istituti, poi loro trasferiscono le competenze ai microimprenditori. Ogni borsa vale 2.500 dollari, con avvio dei percorsi nell’estate 2026.

Il contesto è rilevante. A livello globale, l’accesso ai servizi finanziari di base resta negato a circa 1,4 miliardi di adulti, concentrati in larga misura nell’Africa subsahariana e nel Sud-est asiatico. Il microcredito ha dimostrato nei decenni di poter ridurre questa distanza, ma le istituzioni che lo erogano — spesso piccole e con risorse limitate — necessitano di personale qualificato per non scivolare in pratiche che generano sovraindebitamento anziché opportunità. La formazione degli operatori è quindi un nodo strutturale, non un accessorio.
Mani Tese lavora su questi temi dal 1964, con progetti che combinano strumenti finanziari innovativi, micro-grants per l’imprenditoria e formazione in business skills. Banca Etica fa parte del network MAIN dal 2019. La campagna non è dunque un gesto isolato, ma si inserisce in una rete di relazioni e competenze già operative. Chi vuole contribuire può farlo con donazioni di vario importo; tra le ricompense previste figurano contenuti video dedicati dai partner africani coinvolti.








