Aiutiamole, il crowdfunding per le spese legali delle donne vittime di violenza

Online la campagna per sostenere Valentina Pitzalis, due volte vittima

“Sono Valentina Pitzalis e sono miracolosamente sopravvissuta a un tentativo di femminicidio da parte di colui che diceva di amarmi di più al mondo, mio marito”.

Inizia così il racconto di Valentina Pitzalis, ma può iniziare così il racconto delle moltissime donne vittime di violenza, spesso perpetrata ai loro danni proprio ‘in famiglia’. Oggi è il giorno in cui si ricorda questo orribile volto della nostra società e si richiama l’importanza della lotta contro la violenza sulle donne, lotta che può essere portata anche supportando finanziariamente chi, oltre al terribile danno fisico e mentale deve difendersi in tribunale. Come Valentina, che oggi si ritrova a dover pagare spese legali per quasi 100mila euro. Vogliamo raccontare questa storia, perché oggi c’è un modo per aiutare Valentina attraverso una campagna di crowdfunding. Ma andiamo con ordine e ricordiamo prima i fatti perché è importante capire che spesso non si tratta solo della follia del singolo carnefice, ma di un insieme di circostanze che coinvolgono più persone.

La storia di Valentina Pitzalis

“Era il 2011, avevo 27 anni – racconta Valentina – Eravamo separati, e lui mi attirò con una scusa a casa sua dove, con un gesto premeditato, mi gettò addosso della benzina e mi diede fuoco. Il dolore che provai è qualcosa di indescrivibile: bruciai senza perdere mai i sensi prima che arrivassero i soccorsi e quei 20 lunghissimi minuti in cui sentivo l’odore della mia pelle ardere impotente, saranno stampati nella mia mente per sempre. Lui restò vittima della sua stessa trappola e morì per asfissia, io sopravvissi, anche se il fuoco mi provocò danni terribili con ustioni di terzo grado (le più profonde) sul trenta percento del corpo: nemmeno un centimetro del mio volto fu risparmiato e per salvarmi la vita, i medici furono costretti ad amputare la mano sinistra e dopo molti tentativi, riuscirono a salvare la mano destra irrimediabilmente danneggiata. Ma la cosa più difficile da accettare fu che divenni disabile, perdendo per sempre la mia autosufficienza.”

A seguito di questi eventi Valentina Pitzalis ha dovuto affrontare un lungo percorso di cure dolorose; è una donna forte, e piano piano ha risalito la china laddove altri si sarebbero arresi. Oltre al dramma, ha dovuto affrontare una lunga campagna d’odio e di diffamazione a mezzo stampa e online orchestrata dai genitori del marito e dai loro sostenitori, nel tentativo di farla apparire come la carnefice del figlio, invece che vittima dello stesso.
Dopo due archiviazioni precedenti, infatti, nel 2017 i genitori del marito sono riusciti a far aprire nei suoi confronti un’indagine per omicidio volontario, incendio doloso e istigazione al suicidio.
Tre lunghi anni nei quali Valentina ha dovuto subire insulti, minacce di morte, diffamazioni, body shaming, restando in silenzio e confidando nella giustizia.

Nel frattempo Valentina ha vinto due cause contro la madre di suo marito: la prima perché quest’ultima aveva illegittimamente pubblicato le pagine di un suo diario separandole arbitrariamente dal contesto nel tentativo di farla apparire un’assassina; la seconda per ottenere, così come ha ottenuto, la condanna della stessa per diffamazione a mezzo stampa e sui social della madre del marito. In entrambi i processi la madre del marito è stata condannata, oltre che al pagamento delle spese legali, anche al risarcimento dei danni in suo favore, danni e spese legali che però non potrà mai pagare poiché si è sempre dichiarata nullatenente. Di conseguenza tutte le spese degli Avvocati e dei numerosi consulenti incaricati per la sua difesa (medici legali, anatomopatologi, esperti in incendi ecc.) dovranno essere sostenute da Valentina per un ammontare complessivo di 98mila euro.

Finalmente il 1 ottobre scorso, dopo l’ennesima opposizione all’archiviazione richiesta dagli ex suoceri, è arrivata anche l’archiviazione definitiva del Giudice delle Indagini Preliminari, il quale ha riconosciuto definitivamente Valentina come la vera e unica vittima della dolorosissima vicenda.

Rimane il fatto che lei purtroppo è stata vittima due volte: non solo non avrà alcun risarcimento ma, anzi, deve anche pagare la pesante parcella dei legali che l’hanno tutelata e difesa nelle aule del palazzo di giustizia.

Ora, la prima domanda che sorge spontanea è: perché non esiste ancora un fondo speciale nazionale per sostenere le donne in queste circostanze. La politica è molto sensibile al tema, ma non basta servono i fatti. Sarebbe importante attivare fondi per sostenere le spese legali e non solo, che ricadono su donne vittime di violenza che non possono permettersi di pagare.

Come aiutare Valentina

Per fortuna Valentina ha trovato anche degli amici nel suo percorso di rinascita, come la onlus FARE X BENE, che non l’ha mai lasciata sola in questi anni e che ha lanciato il progetto Aiutiamole (www.aiutiamole.it). Quest’anno l’iniziativa ha lanciato la campagna di crowdfunding “Regala un Sorriso per Vale”, per aiutare Valentina a “chiudere i conti con il passato” e coprire tutti i 98.000 euro di costi dovuti ad avvocati, periti, consulenti per difendersi dalle accuse infondate e le campagne di odio online che ha subito negli ultimi 9 anni. “Da sempre al fianco di Valentina, vogliamo oggi aiutarla a chiudere definitivamente questa lunga e dolorosa fase della sua vita in modo che possa ritrovare il sorriso e pensare solo al futuro” commenta Giusy Laganà, Direttore Generale di FARE X BENE.

A supporto di FARE X BENE si è attivata per questa campagna anche COP – CHI ODIA PAGA, la piattaforma legaltech che combatte l’odio online tramite servizi informatici e legali, mettendo a disposizione della Onlus la sua piattaforma di crowdfunding lanciata quest’anno e dedicata proprio al finanziamento di progetti delle associazioni che promuovono iniziative di sensibilizzazione, educazione e prevenzione di odio e discriminazione.
“Valentina è il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e abbiamo deciso dare il nostro supporto a FARE X BENE per aiutarla a raccogliere i fondi necessari a chiudere i conti con il passato e a vivere un presente sereno, difesa da ogni ulteriore forma d’odio” sottolinea Francesco Inguscio, CEO e fondatore di COP.

Aiutiamole: un aiuto permanente per le donne vittime di odio

La ONLUS Fare X Bene ha deciso di creare l’iniziativa “Aiutiamole” con il supporto di Chi Odia Paga, per promuovere una campagna periodica di crowdfunding a supporto di donne vittime di violenza e odio da destinare ad iniziative specifiche definite di volta in volta ogni anno. La raccolta fondi sarà aperta per 1 mese ogni anno, dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fino al 25 dicembre, giorno di Natale. Quest’anno “Aiutiamole” supporterà Valentina Pitzalis con la campagna di raccolta “Regala un Sorriso per Vale” per la copertura delle spese legali sostenute per difendersi da accuse infondate e campagne di odio online che ha subito nel corso degli ultimi anni e che ammontano a 98.000 Euro. Eventuali ulteriori fondi raccolti saranno destinati a difendere legalmente Valentina dalle campagne di odio online ancora attive nei suoi confronti e a sostenere altre donne vittime di simili campagne di odio ingiustificato.

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