Autismo, dal nuoto un aiuto fondamentale

La TMA è una terapia che stimola i soggetti con disturbi della comunicazione ad acquisire un’importante integrazione sociale. La si può conoscere meglio con la prossima Abbracciata Collettiva (2-3 aprile)

Nel 2007 l’ONU ha fissato il 2 aprile come Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, con l’obiettivo di promuovere tutte le forme di ricerca su questa disabilità, migliorare i servizi a supporto e contrastare discriminazione e isolamento, che ancora affliggono le persone autistiche e i loro familiari.
Le conoscenze su questa patologia sono purtroppo ancora limitate e gli studi scientifici confermano che si tratta di un fenomeno più diffuso di quanto si immagini: viene definito come un complesso disordine dello sviluppo neurologico a insorgenza precoce. Le analisi statistiche dicono che colpisce circa 1 persona su 100, è quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine, e non conosce barriere razziali, etniche o sociali; chi è affetto da tale disarmonia ha difficoltà di comunicazione, di interazione sociale, fa fatica a svolgere le attività legate al tempo libero e al gioco. In tutto questo le istituzioni sono spesso impreparate o hanno risorse limitate per gestire le varie problematiche legate all’autismo.

I risultati della TMA

C’è chi però da molto tempo si occupa di questi temi e ha ottenuto risultati decisamente lusinghieri, con miglioramenti che confermano la validità dell’approccio proposto.
È il caso della TMA, la Terapia Multisistemica in Acqua, ideata nel 1995 da due psicologi, i dottori Giovanni Caputo e Giovanni Ippolito: si tratta di un metodo, applicato in piscina, che utilizza l’acqua per attivare e gestire le emozioni, per migliorare gli aspetti motori e relazionali in tutti quei soggetti, prevalentemente minori, che soffrono di disturbi generalizzati nella comunicazione e nello sviluppo. Si tratta di un intervento globale sul bambino, nei suoi aspetti relazionali, cognitivi, comportamentali, emotivi, senso-motori, motivazionali: per tale ragione la terapia è definita multisistemica. Essa si inserisce poi in un progetto riabilitativo globale che, in ultima analisi, mira a una sempre più efficace integrazione sociale.
Allo scopo di avvicinare più persone possibili alle problematiche dell’autismo, ritorna il 2 e 3 aprile, in 5 piscine italiane, l’evento “Abbracciata collettiva”, sospeso nei due anni scorsi, a causa del Covid: si tratta di una maratona natatoria di 30 ore, dove ogni partecipante potrà contribuire nuotando o stando in corsia almeno 15 minuti con i ragazzi che svolgono durante l’anno la TMA.

L’efficacia del metodo è stata avvalorata della ricerca pubblicata sul Journal of Autism and Developmental Disorders, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali per l’autismo. È stato inoltre evidenziato che anche coloro che soffrono di altri tipi di disturbi, di fobie, di ritardi mentali e psicomotori, possono trarre beneficio da questo trattamento; pur nella consapevolezza che ogni situazione rappresenta un caso a sé.
L’incontro con i due psicologi e psicoterapeuti ci ha delineato la modalità del trattamento, che si applica attraverso un intervento personalizzato, fondato prima di tutto sul rapporto umano. Si agisce sull’attenuazione dei sintomi, per poi migliorare la comunicazione e relazione interpersonale, inducendo nel soggetto importanti cambiamenti interni che portano a risultati decisamente significativi: il primo segnale è di solito lo sguardo, che si fa diretto e non più abbassato o rivolto altrove. Si verifica poi un aumento dell’attenzione, della comunicazione (sia verbale che non), dell’autostima, della condivisione del gioco, dei contatti corporei e della ricerca dell’altro: quasi sempre accompagnati dalla diminuzione di comportamenti problematici e aggressivi.

I centri italiani di TMA

In Italia ci sono oltre 230 centri dove si pratica questo approccio terapeutico, nell’ambito di un progetto personalizzato, coordinato da uno psicologo, adeguatamente formato con la funzione di Supervisore, che monitora l’aderenza tra gli obiettivi prefissati e i risultati ottenuti. La validità del percorso terapeutico è assicurata dagli operatori specializzati in TMA, che sono iscritti a un elenco nazionale e sono tenuti a svolgere corsi di aggiornamento.
Le tecniche natatorie e le capacità acquisite durante l’intervento, diventano quindi funzionali a raggiungere gli obiettivi terapeutici. La realizzazione in un ambiente come quello delle piscine pubbliche offre un’opportunità unica di interazione e partecipazione sociale: infatti, il passo successivo è il fondamentale processo di socializzazione e di integrazione con gli altri.

Il programma complessivo della TMA si occupa altresì di supportare il contesto familiare: si tratta di un altro aspetto fondamentale, poiché le famiglie che hanno un bambino autistico si trovano spesso isolate, se non emarginate. Alcuni anni fa ne ha dato un’intensa testimonianza su RAI1, a “La vita in diretta”, Barbara Racca, mamma di due ragazzi autistici, diventata operatrice TMA e coordinatrice di zona.
Perciò non sono rare le occasioni in cui viene favorito il contatto tra più famiglie, organizzando week end, attività ricreative, gite sulla neve e altri momenti di aggregazione, fino al progetto E…state Sereni: si tratta di una vacanza estiva che coinvolge sia ragazzi che genitori, organizzata in un efficace equilibrio “costruttivo”, dove i bambini continuano i loro percorsi riabilitativi e il resto della famiglia vive una reale opportunità di relax.
Qualche anno fa è stata poi realizzata l’App AutiSmile, pensata per i genitori che possono così conoscere diversi servizi, fra cui i medici della zona, le piscine che praticano la TMA e le attività dell’associazione. Ma anche gli operatori la utilizzano per tenere traccia dei progressi dei bambini, amministrare i gruppi in piscina e utilizzare vari strumenti educativi.

Non va infine dimenticato che l’attività terapeutica talvolta si trasforma in agonistica, che nel corso degli anni ha permesso di raccogliere grandissime soddisfazioni: la squadra della TMA Group Italia ha più volte partecipato ai campionati italiani assoluti di nuoto, organizzati dalla Federazione Fisdir, raccogliendo numerose medaglie di ogni genere, sia nelle gare singole che nelle staffette. Esperienza che ha portato alcuni ragazzi a gareggiare anche a livello internazionale, come ai Global Games di Brisbane; senza dimenticare la straordinaria impresa della maratona Capri – Napoli, 36 chilometri percorsi da una staffetta di 5 atleti autistici, i primi al mondo a riuscirci.

“Sia questi successi, sia ogni altro miglioramento che i bambini raggiungono, è frutto della passione e dell’impegno quotidiano di tutti gli operatori TMA”, ribadisce Giovanni Caputo: “i cambiamenti positivi e gli sviluppi che verifichiamo, ci spingono a continuare il nostro lavoro affinché ogni ragazzo acquisisca la maggiore autonomia personale possibile, superando le difficoltà che la vita riserva; mirando sempre ad andare oltre i limiti, come lo sport aiuta a fare”.

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