Bioedilizia, Ricehouse ci fa sognare le case di riso

Questa società benefit fondata dall'architetta Tiziana Monterisi è un perfetto esempio di come si ragiona quando si parla di circular economy

Il settore della bioedilizia nel nostro Paese sta conoscendo una vera e propria età dell’oro. Progettare, costruire e gestire un edificio in modo da garantire sostenibilità ambientale; al contempo inserirsi in una filiera di produzione e garantire il riuso intelligente degli scarti. Pare una modalità vincente sotto ogni punto di vista e destinata a consolidare il suo trend di crescita più che positivo. Non stupisce quindi che Ricehouse, startup innovativa e società benefit che si occupa proprio di questo, abbia recentemente ottenuto un finanziamento di 600 mila euro da parte di un gruppo di investitori che ora sono nuovi soci nell’azienda, tra i quali figura anche lo storico marchio ‘Riso Gallo’. “Per Riso Gallo lavorare sulla sostenibilità significa anche intraprendere azioni mirate alla gestione sostenibile degli scarti organici di produzione, restituendo così nuova vita a materiali altrimenti inutilizzabili. – ha detto Emanuele Preve, Consigliere Delegato Riso Gallo -. Insieme a Ricehouse, coltiviamo il sogno di poter dare vita, in un non lontano futuro, alla “casa di riso”, realizzata con gli scarti del riso, 100% made in Italy e sostenibile”.

Bioedilizia, la ricetta di Ricehouse

Ricehouse trasforma infatti gli scarti derivanti dalla lavorazione del riso in materiali naturali per la bioedilizia. Scarti di una filiera produttiva che, lungi dall’essere privi di valore, tornano a nuova vita e regalano possibilità inattese, se riutilizzati con consapevolezza e intelligenza. In questo caso, generando prodotti innovativi capaci di trasformare e migliorare un settore consolidato come quello dell’edilizia.

Casa di riso fatta da Ricehouse
Una casa di riso realizzata con i materiali Ricehouse

Ricehouse offre ad altre aziende che lavorano nella filiera del riso un servizio integrato e completo, che spazia dalla progettazione allo sviluppo di nuovi materiali edili 100% naturali (idonei per il superbonus 110%), fino alla consulenza per le aziende che vogliono impiegare prodotti naturali nei loro cicli produttivi.

Scopo della società, anche in virtù del nuovo finanziamento ottenuto che permette di investire in ricerca e sviluppo, è proporre nuovi prodotti leggeri, durevoli, atossici e completamente naturali. “Non vediamo l’ora di affrontare con entusiasmo le sfide che ci attendono nei prossimi anni: vogliamo diventare un punto di riferimento internazionale per il mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile- ha detto la fondatrice, l’architetta Tiziana Monterisi.

Un tema che interessa i consumatori quanto alle aziende, quello della bioedilizia. Ed è ancor più vero se si pensa al Green Deal Europeo: lo sviluppo di progetti legati a tematiche ambientali, quali l’efficienza energetica e l’economia circolare, saranno determinanti nei prossimi anni.

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