Black or Blue Friday?

IOC-UNESCO propone l’alternativa al Black Friday, per trasformare lo storico banchetto del consumismo in un momento di sensibilizzazione per la salvaguardia del Mare Nostrum e degli Oceani

“Blue is the new Black” è il motto con cui la Commissione Oceanografica Intergovernativa (IOC) dell’UNESCO lancia il Blue Friday, volto a creare consapevolezza sull’impatto ambientale del Black Friday, il venerdì dedicato allo shopping, e promuovere la salvaguardia e la rigenerazione del Mar Mediterraneo e di tutto l’Oceano.

Quando è iniziato il Black Friday

Il Black Friday è la campagna marketing nata negli anni ‘50 negli Stati Uniti per proporre forti sconti per inaugurare la stagione delle compere natalizie, dopo le giornate del Thanksgiving.

Una data che porta solo con sé non solo sconti e occasioni, ma anche un picco del nostro impatto ambientale sul Pianeta. Basti solo pensare che lo stesso nome “Black Friday” è stato coniato qualche anno più tardi dai commercianti di Filadelfia per il traffico intenso di automobili che bloccava le strade della metropoli. È impresa ardua trovare dati globali sull’impronta ecologica di questa giornata. Nel 2020 la società di consulenza britannica Money ha provato a calcolare le emissioni di carbonio generate nel solo Regno Unito, per il traffico e-commerce. Risultato: 429mila tonnellate di emissioni, l’equivalente di 435 voli andata e ritorno Londra – New York. In Italia, dove il 50% degli acquisti avviene online, durante il Black Friday l’inquinamento dei centri urbani aumenta mediamente del 34% a causa della congestione del traffico; e, se in Italia l’e-commerce consuma mediamente il 35% di tutta la plastica prodotta nel nostro Paese, possiamo immaginare quale sia il contributo di questa sola giornata. Oltre alle emissioni legate ai trasporti, ovviamente, dobbiamo poi considerare l’intero ciclo di vita dei prodotti acquistati e del loro packaging, che siano o meno spediti: tonnellate di carta, cartone, plastica che solo in minima parte verranno riciclate.

Blue Friday: il futuro

L’iniziativa Blue Friday è un invito a riflettere sugli effetti che le scelte di ogni giorno possono avere sull’ambiente e in particolar modo sull’oceano. Riflessioni che il popolo dei consumatori sta già dimostrando di fare da alcuni anni, segnando le prime inversioni di rotta a livello globale. Non parliamo solo delle nuove e crescenti tendenze di consumo consapevole, ma nello specifico, proprio in vista del Black Friday 2022, il 76% dei consumatori sembra intenzionato ad acquistare prodotti di alta qualità perché durino nel tempo e il 40% afferma di essere disposto a pagare di più per prodotti attenti al clima. Il 43% degli intervistati si dice più propenso ad acquistare da marchi con pratiche di sostenibilità, come la spedizione a emissioni zero (dati IOC-UNESCO).

“Il Blue Friday è una vera e propria chiamata all’azione rivolta a cittadini, istituzioni, aziende e centri di ricerca per trasformare il venerdì più nero dell’anno in un momento per salvaguardare e rigenerare il nostro Mar Mediterraneo. Vogliamo dimostrare che si può cambiare rotta, mettendo al centro l’ambiente e non i consumi, promuovendo maggiore consapevolezza riguardo all’importanza dell’oceano e uno stile di vita più responsabile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Un obiettivo che stiamo cercando di raggiungere anche grazie a programmi di Educazione all’Oceano per tutte le generazioni e i settori della società, e promuovendo la richiesta che l’UNESCO ha rivolto ai 193 Stati Membri di rendere l’Educazione all’Oceano parte del curriculum scolastico entro il 2025.” Le parole di Francesca Santoro, Senior Programme Officer per IOC-UNESCO e responsabile a livello mondiale dell’Ocean Literacy per il Decennio del Mare.

L’evento Blue Friday: Venezia 25 e 26 Novembre 2022

Nei giorni del 25 e del 26 novembre 2022 IOC-UNESCO ha programmato una serie di iniziative per sostenere la difesa del Mediterraneo e degli oceani. Palazzo Zorzi a Venezia, sede dell’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, farà da palcoscenico. Due giornate di panel su imprenditoria, moda e finanza blu, attività culturali, incontri per promuovere un consumo critico e consapevole, iniziative di Educazione all’Oceano (Ocean Literacy) per tutte le generazioni e uno spettacolo teatrale dedicato alla storia del mare.

Blue Friday: Venezia, 25 – 26 novembre 2022

Nell’ambito del Blue Friday, inoltre, sabato 26 novembre si svolgerà a Venezia il secondo appuntamento di Young Blue Minds, il progetto itinerante realizzato da IOC-UNESCO in collaborazione con la biologa marina Marta Musso, Donna di Mare 2022.

Photo by Hiroko Yoshii on Unsplash – Le barriere coralline sono ecosistemi ricchi di biodiversità: ospitano oltre il 25% delle specie marine. Oggi sono in grande pericolo a causa dell’aumento della temperatura e dell’acidità del mare causata dai cambiamenti climatici.

Il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile

L’evento Blue Friday è organizzato nell’ambito del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030) che sostiene il ruolo delle scienze del mare nella promozione dello sviluppo sostenibile e nella implementazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite con particolare attenzione all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14 “Vita sott’acqua”, facilitando un cambio di paradigma nella progettazione e nella divulgazione di conoscenze in ambito marino per fornire soluzioni innovative. L’obiettivo è arrivare a costruire una Generazione Oceano e realizzare un programma comune di ricerca e innovazione tecnologica attorno a cui mobilitare comunità scientifica, governi, settore privato e società civile.

Dieci anni di dati, informazioni e conoscenze necessarie per passare dall’ “oceano che abbiamo” all’ “oceano che vogliamo”, descritto da sette risultati:

  • Pulito: perché le fonti di inquinamento sono identificate, ridotte e/o rimosse;
  • Sano e resiliente: in cui gli ecosistemi marini vengono compresi, protetti, ripristinati e gestiti;
  • Produttivo: perché è supportata la sostenibilità dell’approvvigionamento alimentare e dell’economia del mare;
  • Predicibile: perché la società comprende e può rispondere alle mutevoli condizioni marine;
  • Sicuro: perché la vita e il sostentamento, suo e nostro, sono protetti da qualsivoglia pericolo oceanico;
  • Accessibile: perché l’accesso ai dati, alle informazioni, alla tecnologia e all’innovazione è aperto ed equo;
  • Ispira e coinvolge: perché la società comprende e valorizza le relazioni tra oceano, benessere, sostenibilità e cultura.

E dunque, Black or Blue Friday? Scegliamo noi.

Ma qualunque sarà la nostra condotta, proviamo a non lasciarci sedurre dalla provocante vena consumistica, a volte compulsiva, e guidata dallo spirito diabolico dell’accaparramento.

Soffermiamoci qualche secondo in più sui “desiderata”, poi ripercorriamo attentamente la lista che compare sul carrello prima di passare al “procedi all’acquisto”. Scomponiamo e conferiamo correttamente gli imballi e prendiamoci cura dell’oggetto che non abbiamo acquistato, ma conquistato. Perché sia utile e duraturo, riutilizzabile e infine riciclabile. Assicuriamoci che nessuna delle prossime “Generazione Oceano” possa trovarlo in acqua.

Cos’è la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO

La Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI-UNESCO), istituita nel 1960 come ente dell’UNESCO con autonomia funzionale, è l’unica organizzazione competente per le scienze del mare nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite. Lo scopo principale della Commissione è quello di promuovere la cooperazione internazionale e di coordinare programmi di ricerca, di creazione di servizi oceanografici e di sviluppo di capacità, al fine di comprendere maggiormente la natura e le risorse dell’oceano e delle zone costiere, per applicare questa conoscenza per il miglioramento della gestione, dello sviluppo sostenibile, della tutela dell’ambiente marino e dei processi decisionali dei suoi Stati Membri. Inoltre, la COI-UNESCO è riconosciuta attraverso la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) come l’organizzazione internazionale competente negli ambiti della ricerca scientifica marina (Parte III) e del trasferimento delle tecnologie marine (Parte XIV).

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