#blacklivesmatter, IBM contro l’odio razziale

La lettera originale del capo di IBM al Congresso degli Stati Uniti. #blacklivesmatter diventa un hashtag contro la sorveglianza di massa e la tecnologia non etica

Le proteste contro l’odio razziale infiammano gli Stati Uniti e l’hashtag #blacklivesmatter unisce oramai milioni di persone nel mondo che chiedono con forza, come mai visto prima, il superamento della cultura e delle pratiche di discriminazione degli afro-amercicani e più in generale di tutte le razze, i colori, i gender.

Il tema razziale, di cui l’uccisione di George Floyd rappresenta solo l’ultimo drammatico caso di cronaca, è molto vivo negli Stati Uniti, dove dietro l’apparente modernità, le istituzioni democratiche, la supremazia economica, la potenza tecnologica, si cela una devastazione sociale sempre più ampia.

Rimane un grande Paese, in cui è anche molto viva la pratica di ‘prendere posizione’ apertamente rispetto alle cause, lo fanno spesso personaggi pubblici (molto più che in Europa) e lo fanno le grandi aziende.

Ed è proprio una grande storica azienda tecnologica, IBM, che ha fatto in questi giorni una mossa eccezionale per dimostrare con i fatti la volonta di dissociarsi da una determinata cultura discriminatoria. Una presa di posizione importante, e non banale considerato che IBM è unoa delle principali aziende impegnate nello sviluppo di intelligenza artificiale, e che segna una linea di demarcazione nel mondo delle tech company che devono capire da che parte stare nello sviluppo di tecnologie non etiche volte al controllo della poolazione, la compressione dei diritti civili e dell’uguaglianza.

L’amministratore delegato di IBM Arvind Krishna ha inviato al Congresso degli Stati Uniti una lettera, delineando proposte politiche dettagliate per promuovere l’uguaglianza razziale nella nazione.

Il manager comincia ricordando nel settembre 1953, più di un decennio prima dell’approvazione della legge sui diritti civili, IBM prese una posizione coraggiosa a favore delle pari opportunità. Thomas J. Watson, Jr., allora presidente dell’IBM, scrisse a tutti i dipendenti:

” . . .Ognuno dei cittadini di questo paese ha pari diritto di vivere e lavorare in America. La politica di questa organizzazione è quella di assumere persone che abbiano la personalità, il talento e il background necessari per svolgere un determinato lavoro, indipendentemente dalla razza, dal colore o dal credo”.

“Eppure – dice il top manager – quasi settant’anni dopo, le orribili e tragiche morti di George Floyd, Ahmaud Arbery, Breonna Taylor e troppi altri ci ricordano che la lotta contro il razzismo è più urgente che mai.”

Tra i suggerimenti proposti da IBM, che si candida a lavorare con il Congresso su questi temi, ci sono una riforma della polizia che preveda un atteggiamento più severo per le cattive condotte, politiche tecnologiche responsabili per aumentare la trasparenza e aiutare la polizia ad aiutare la comunità.

Tra le cose più importanti sottolineate, c’è la rinuncia di IBM allo sviluppo di tecnologie per il riconoscimento facciale e l’analisi del viso a scopo generale.

IBM non produrrà più software per il riconoscimento facciale o l’analisi del viso di uso generale. IBM si oppone fermamente e non tollera l’uso di qualsiasi tecnologia, inclusa la tecnologia di riconoscimento facciale offerta da altri fornitori, per la sorveglianza di massa, la profilazione razziale, le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali o qualsiasi scopo che non sia coerente con i nostri valori e principi di fiducia e trasparenza. Crediamo che sia giunto il momento di avviare un dialogo nazionale sull’opportunità e sulle modalità di utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale da parte delle forze dell’ordine nazionali.

L’intelligenza artificiale è uno strumento potente che può aiutare le forze dell’ordine a mantenere i cittadini al sicuro. Ma i fornitori e gli utenti dei sistemi di Al hanno la responsabilità condivisa di garantire che Al sia testato per il bias, in particolare se usato nelle forze dell’ordine, e che tale test di bias sia verificato e segnalato.

Infine, la politica nazionale dovrebbe anche incoraggiare e far progredire gli usi della tecnologia che portano maggiore trasparenza e responsabilità alle forze dell’ordine, come le body camera e le moderne tecniche di analisi dei dati.

Qui di seguito la lettera integrale di IBM Arvind Krishna, 62 anni, origini indiane e naturalizzato americano. Questo è forse il suo primo atto ‘politico’ da quando ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato di IBM lo scorso gennaio 2020, un atto che da’ un’impronta precisa (che ci piace) alla sua leadership.

Arvind Krishna

June 8, 2020

The Honorable Karen Bass
United States House of Representatives
Washington, DC 20515

The Honorable Cory Booker
United States Senate
Washington, DC 20510

The Honorable Kamala Harris
United States Senate
Washington, DC 20510

The Honorable Hakeem Jeffries
United States House of Representatives
Washington, DC 20515

The Honorable Jerrold Nadler
United States House of Representatives
Washington, DC 20515

Dear Senators Booker and Harris, and Representatives Bass, Jeffries, and Nadler:

In September 1953, more than a decade before the passage Of the Civil Rights Act, IBM took a bold stand in favor of equal opportunity. Thomas J. Watson, Jr., then president of IBM, wrote to all employees:

” . . .Each Of the citizens of this country has an equal right to live and work in America. It is the policy of this organization to hire people who have the personality, talent and background necessary to fill a given job, regardless of race, color or creed.”

Watson backed up this statement with action, refusing to enforce Jim Crow laws at IBM facilities. Yet nearly seven decades later, the horrible and tragic deaths of George Floyd, Ahmaud Arbery, Breonna Taylor and too many others remind us that the fight against racism is as urgent as ever.

To that end, IBM would like to work with Congress in pursuit of justice and racial equity, focused initially in three key policy areas: police reform, responsible use of technology, and broadening skills and educational opportunities. Our suggestions include:

Police reform – new federal rules should hold police more accountable for misconduct.

Congress should bring more police misconduct cases under federal court purview and should make modifications to the qualified immunity doctrine that prevents individuals from seeking damages when police violate their constitutional rights. Congress should also establish a federal registry of police misconduct and adopt measures to encourage or compel states and localities to review and update use-of-force policies. We also urge Congress to consider legislation such as the Walter Scott Notification Act, sponsored by Sen. Tim Scott of South Carolina, which would require that states receiving federal funding report more details on the use of deadly force by law enforcement officers to the Department of Justice so that an accurate picture of such incidents is available for public scrutiny and analysis.

Several of these suggestions are included in the Justice in Policing Act of 2020 that you recently introduced. IBM welcomes your early leadership in announcing these proposals and stands ready to work with you and other Members of Congress, from both sides of the aisle, toward broad bipartisan legislation that can be enacted into law.

Responsible technology policies – technology can increase transparency and help police protect communities but must not promote discrimination or racial injustice.

IBM no longer offers general purpose IBM facial recognition or analysis software. IBM firmly opposes and will not condone uses of any technology, including facial recognition technology offered by other vendors, for mass surveillance, racial profiling, violations of basic human rights and freedoms, or any purpose which is not consistent with our values and Principles of Trust and Transparency. We believe now is the time to begin a national dialogue on whether and how facial recognition technology should be employed by domestic law enforcement agencies.

Artificial Intelligence is a powerful tool that can help law enforcement keep citizens safe. But vendors and users of Al systems have a shared responsibility to ensure that Al is tested for bias, particularity when used in law enforcement, and that such bias testing is audited and reported.

Finally, national policy also should encourage and advance uses of technology that bring greater transparency and accountability to policing, such as body cameras and modern data analytics techniques.

Expanding opportunity – training and education for in-demand skills is key to expanding economic opportunity for communities of color.

We need to create more open and equitable pathways for all Americans to acquire marketable skills and training, and the need is particularly acute in communities of color. At IBM, we see an urgent demand for what we call “new collar” jobs, which require specialized skills but not necessarily a traditional 4-year college degree. Such jobs can still be found today in fast-growing fields from cybersecurity to cloud computing. We urge Congress to consider national policies to expand the number and reach of programs such as:

P-TECH – Developed by IBM earlier this decade, P-TECH is a grade 9-14 school model where students earn both their high school diploma and a no-cost associates degree in a STEM field without incurring student debt. Today, 220 P- TECH schools are serving 150,000 students worldwide, with a heavy focus on students of color in educationally underserved areas in the United States. From Brooklyn to Chicago, from Dallas to Baltimore, these schools are creating real opportunities and real jobs for young people today. We should scale them nationally.

Pell Grants – Today Pell Grants are an important pathway for students of color
to go to college. But there are virtually no Federal funds available for non-college skills training or job certification programs for in-demand New Collar jobs. Eligibility for Pell Grants should be expanded – including for incarcerated persons – beyond traditional four-year degree programs so that students with real economic need can build relevant skills through other education and training pathways that fit their life circumstances.

We offer these suggestions in the constructive spirit of problem-solving that has always defined our company and its people. We realize these measures are only a beginning, but IBM wants to help advance this nation’s pursuit of equity and justice and we stand ready to work with you to advance policies that will help unify our country and advance our national purpose.

Sincerely,
Arvind Krishna

Cover Photo by Clay Banks on Unsplash

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