In questi giorni il dibattito pubblico ĆØ tornato a concentrarsi sul costo dellāenergia, con il nuovo decreto bollette al centro della discussione. Ć un confronto che riguarda famiglie, imprese e finanza pubblica. Ma dietro il tema del prezzo cāĆØ una questione più strutturale: quanto comprendiamo davvero il funzionamento dellāenergia che consumiamo?
Basti pensare che la semplice lettura della bolletta è considerata da molti utenti una missione impossibile: secondo le indagini di Arera, solo un italiano du due comprende pienamente le voci di spesa e la struttura della bolletta. Se ci addentriamo in temi ancora più complessi,
La transizione energetica non ĆØ solo un processo industriale o regolatorio. Ć una trasformazione culturale che richiede competenze diffuse. Per questo alcune esperienze didattiche stanno spostando lāattenzione dove forse ha più senso iniziare: nelle scuole primarie.
Energy for Kids
Capire che cosa succede quando si preme un interruttore non ĆØ un dettaglio tecnico. Ć il primo passo per comprendere che lāenergia non āesisteā per magia: viene prodotta, trasformata, trasportata, pagata, regolata. Dietro un gesto quotidiano ci sono infrastrutture, impatti ambientali, modelli economici, scelte. Senza una minima alfabetizzazione, il tema energia, cosƬ fondamentale nella societĆ e nella vita odierna, cosƬ come nella discussione pubblica sulla transizione, rischia di essere compresa da pochi.
In Italia lāeducazione scientifica laboratoriale nella scuola primaria ĆØ ancora minoritaria, per quanto si sappia che ĆØ negli ultimi anni della primaria che si consolidano le prime rappresentazioni scientifiche stabili e si costruisce il lessico che accompagnerĆ gli studenti negli anni successivi.
Ć in questo contesto che si inserisce Energy for Kids, progetto promosso dal Gruppo Enercom, fornitore di energia, e realizzato con Pleiadi Benefit Corporation. E’ arrivato alla seconda edizione nellāanno scolastico 2025/2026: 2.725 studenti di quarta e quinta primaria coinvolti in 44 plessi scolastici tra le province di Cremona, Varese e Verona, attraverso 109 laboratori pratici e con 135 insegnanti. Il riscontro dei docenti ĆØ stato molto alto ā un segnale non banale, in un sistema scolastico che spesso fatica a trovare tempo e strumenti per attivitĆ sperimentali integrate con il curriculum.
Primi passi di educazione energetica
Il presupposto del progetto ĆØ semplice: sviluppare un rapporto maggiormente consapevole con lāenergia grazie anche alla comprensione dei meccanismi di base. Nei laboratori gli studenti costruiscono circuiti elettrici, osservano il funzionamento di una mini-centrale idroelettrica e sperimentano la trasformazione della luce in elettricitĆ con un piccolo pannello fotovoltaico. Lāobiettivo non ĆØ trasmettere slogan āgreenā, ma rendere visibili passaggi e trasformazioni: che cosa significa produrre energia, quali risorse entrano in gioco, perchĆ© alcune scelte tecnologiche hanno vincoli e conseguenze.
La dimensione sperimentale conta anche per un altro motivo: abitua a pensare per ipotesi, prove ed errori, cioĆØ a usare strumenti di ragionamento che servono quando i temi energetici diventano oggetto di semplificazioni o polarizzazioni. Questāanno il programma ha incluso anche un modulo sullo spreco alimentare, allargando la prospettiva: energia e cibo sono parti di uno stesso sistema di risorse.
Ā«La transizione energetica non ĆØ solo una sfida tecnologica o industriale, ma innanzitutto un percorso educativo. Comprendere come funziona un interruttore, quali competenze e infrastrutture rendono possibile lāenergia che utilizziamo ogni giorno, significa contribuire alla formazione di cittadini più consapevoli. Ć attraverso questa consapevolezza che si costruisce una responsabilitĆ autentica verso il futuro e verso le comunitĆ di cui facciamo parte.Ā» ha dichiarato Cristina Crotti, Presidente del Gruppo Enercom. Difficile non concordare.
In questi ultimi anni il tema energetico ĆØ ritornato al centro dellāagenda politica, come dimostra anche il dibattito sul decreto bollette. Investire su alfabetizzazione scientifica e energetica precoce non cambia forse nulla nell’immediato, ma significa investire sui cittadini di domani e fare in modo che cresca la consapevolezza non solo sui consumi individuali, ma sulla qualitĆ del dibattito pubblico futuro.








