Chi è Felix Finkbeiner: a 10 anni ha fondato “Plant for the Planet”

Oggi di anni ne ha 22 di anni e sta ancora piantando alberi. Con la sua organizzazione è arrivato ovunque nel mondo e realizzato oltre 1.200 accademie per ragazzi fra i 10 e i 14 anni, un esercito contro il riscaldamento globale

Felix Finkbeiner (Monaco, 19197) è un bambino prodigio e un ambientalista bavarese fondatore dell’organizzazione internazionale per la piantagione di alberi e la difesa ambientale Plant-for-the-Planet.

La sua carriera da ambientalista è iniziata quando aveva circa 9 anni.

Felix Finkbeiner all’età di 10 anni

Per la maggior parte dei bambini di nove anni studiare a scuola (elementare) la fotosintesi clorofilliana è gran rottura di scatole. Ma non per lui. Felix Finkbeiner, dice la leggenda, che dopo la lezione della sua maestra delle elementari sulla fotosintesi clorofilliana, appunto, decise di piantare il suo primo alberello sul davanzale della finestra di scuola, e disse: “Pianterò un milione di alberi in Germania”.
In realtà non è andata proprio così, ciò che accadde è che fece e presentò in classe una ricerca sul riscaldamento globale in cui propose ai compagni di classe di piantare un milione di alberi in ogni paese del mondo. Ciò che sembrava l’utopia di un bambino, non lo fu affatto per questo tenace e attivissimo ragazzino, che insieme a molti dei suoi compagni di classe ha piantato un albero il 28 marzo 2007 e lanciato Plant-for-the-Planet. Dopo tre anni, l’iniziativa ha piantato il suo milionesimo albero. All’età di 10 anni ha parlato al Parlamento europeo e a 13 anni all’Assemblea generale dell’ONU.
Prima di Greta, incitava al cambiamento con slogan come “Stop talking, start planting”.

Oggi, a 22 anni, dirige un’organizzazione con 130 dipendenti a livello internazionale e 70.000 membri in 67 Paesi. Plant-for-the-Planet ha realizzato oltre 1.200 accademie durante le quali i partecipanti tra i 10 e i 14 anni imparano a conoscere il riscaldamento globale e l’importanza degli alberi, si esercitano a parlare in pubblico e fanno progetti su come vogliono contribuire ad affrontare il riscaldamento globale.
Fino a oggi, ha piantato quasi 15 milioni di alberi in tutto il Pianeta.

In questa intervista a Wise Society, spiega di essere stato ispirato da Wangari Maathai, la scienziata premio Nobel per l’ambiente che, insieme ad altre donne, fece piantare 30 milioni di alberi in diversi paesi africani nell’arco di 30 anni. ‘Scoprì che gli alberi non solo permettono alle persone di guadagnarsi da vivere, ma aiutano a proteggere il suolo dalle erosioni e che ognuno di loro sottrae CO2 all’atmosfera. E così alla fine ho avuto come una visione: piantiamo un milione di alberi in ogni paese del mondo. E’ nato così il progetto Plant for the Planet’.

La sua strada è ancora lunga: secondo gli scienziati del Crowther Lab del Politecnico di Zurigo servirebbe riforestare un’area grande quanto gli USA (983 milioni di ettari), ossia circa 1,2 trilioni di alberi, per catturare due terzi delle emissioni di anidride carbonica prodotte dall’uomo.

Leggi di più in questa intervista al National Geographic

Cover Photo by Jeremy Bishop on Unsplash

PIù POPOLARI

neom

NEOM, il folle progetto di una megalopoli sostenibile nel deserto

Nel 2017, il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman ha annunciato NEOM, un progetto utopistico e apparentemente folle di una megalopoli nel deserto...
scarti ciliegie

Barbara Vecchi, con ciliegie e data science rivoluziono la cosmesi

L'imprenditrice di Vignola mette al centro della sua idea di cosmesi green la valorizzazione del territorio, sfruttando gli scarti delle ciliegie.
lifestyle sostenibile

Lifestyle sostenibile, il nuovo, virtuoso centro PUF

PUF è il centro dell’abitare sostenibile realizzato grazie a Punto UniAbita e Fondazione Auprema. Questa Fondazione è nata nel 2006 e realizza progetti rivolti...
forest bathing

Forest bathing e forest therapy, cosa sono e perché sono differenti

Cos’è il forest bathing? Forest bathing è la traduzione inglese del termine giapponese 'shinrin-yoku'. In italiano il termine inglese è molto utilizzato, ma a volte...
Settimana STEM 2024

Settimana STEM 2024, lauree, lavoro e gender gap

I percorsi di studio e i lavori 'STEM' sono ancora a prevalenza maschile. Un mix di retaggi culturali e condizionamenti sociali ed economici che lentamente si stanno evolvendo