Come la greca Tilos è diventata la prima isola zero-waste

L'isola dell'Egeo, meta paradisiaca di vacanze al mare, oggi è anche un modello di buone pratiche che altre località possono prendere a esempio

Situata nel Mar Egeo meridionale, la piccola isola di Tilos – in Italia nota anche come Piscopi – con i suoi poco più di 500 abitanti, in pesante calo demografico dal Secondo conflitto mondiale in poi, è solo un piccolo centro di vacanze se confrontato con altre isole greche, come le vicine mete turistiche di Rodi e Kos. Questo discreto paradiso per turisti, infatti, si distingue ora per essere la prima isola al mondo ad aver abbracciato un modello socio-economico zero-waste e a perseguirlo con decisione. Una lotta contro le discarica, un’attenzione particolare al riciclo e, in definitiva, all’economia circolare, con l’obiettivo di massimizzare il recupero e il riutilizzo, sono tra gli ingredienti che rendono Tilos, appartenente all’Unità periferica di Rodi, un’isola unica e un esempio per altre città e, specialmente, località marittime che hanno tanto da imparare.

La raccolta differenziata all’avanguardia come punto di partenza

Tutto è iniziato quando l’amministrazione di Tilos ha avviato una collaborazione con Just Go Zero, il primo movimento “zero waste” di promozione dell’economia circolare in Grecia, lanciato e sostenuto dall’azienda di servizi ambientali Polygreen. Il punto di partenza della campagna è stata la corretta separazione dei rifiuti alla fonte, motivo per cui ogni abitazione e ogni azienda di Tilos sono state dotata di attrezzature speciali per la raccolta differenziata, seguita da un programma giornaliero di raccolta porta a porta stabilito dal Comune; le operazioni di raccolta dei rifiuti, come richiede la natura stessa di una località turistica, durante il periodo estivo si intensificano per gestire l’aumento dei visitatori. I rifiuti così raccolti sono trasportati al Centro di Innovazione Circolare 3K, dove macchinari all’avanguardia e soluzioni tecnologiche permettono una selezione molto accurata, per inviare i diversi materiali verso il riciclaggio o il compostaggio, mentre una piccola parte viene impiegata nella produzione di combustibile alternativo per l’industria del cemento.

Tutto questo è affiancato da una piattaforma digitale innovativa che monitora in tempo reale il volume dei principali tipi di rifiuti prodotti da ciascuna famiglia, fornendo così informazioni e dati importanti non solo per monitorare l’andamento della raccolta, e dunque per intervenire per migliorarlo, ma anche per dare ai residenti una concreta misura del loro contributo, motivandoli ulteriormente. Lo stesso vale anche per i rifiuti speciali, come quelli elettronici o i complementi d’arredo, che sono indirizzati a un centro di upcycling, dove, attraverso un processo creativo, materiali e prodotti esistenti sono recuperati per essere trasformati e, quindi, riutilizzati; senza, cioè, produrre scarti, ma mettendo in circolo ulteriore valore.

Ridurre l’impatto, in tutti i comparti

Infatti, se è vero che una raccolta differenziata corretta, diffusa e puntigliosa è fondamentale, questa è anche purtroppo insufficiente in un’ottica di riduzione e azzeramento dei rifiuti, obiettivo che si può raggiungere solo intervenendo alla fonte. E in questa direzione vanno, non a caso, anche gli altri interventi che rendono Tilos un esempio così interessante. L’isola, infatti, soddisfa gran parte del suo fabbisogno energetico attraverso sistemi di energia rinnovabile, come la stazione ibrida eolica e fotovoltaica da 1 MW finanziata dai fondi europei Horizon 2020 e dal gruppo Eunice Energy, che hanno permesso a Tilos di essere la prima isola dell’Europa meridionale a dotarsi di una centrale ibrida con accumulo di batterie, e che inseguono insieme l’obiettivo dell’autosufficienza energetica. Infine, i trasporti locali, che in gran parte si svolgono in automobile e in bicicletta, sono supportati da frequenti collegamenti in autobus tra i villaggi principali di Livadia e Megalo Chorio. Tra i più recenti tasselli dell’intenso percorso verso la sostenibilità, in particolare, si attesta la mobilità elettrica: sempre di più i punti di ricarica per veicoli elettrici stanno sostituendo i veicoli convenzionali. 

Partecipazione, la parola d’ordine

Quello che Tilos sta realizzando, frutto della collaborazione tra amministrazione pubblica e aziende private, sta avendo successo grazie anche – e, forse, soprattutto – al coinvolgimento della popolazione. Gli abitanti, infatti, hanno abbracciato con entusiasmo le nuove pratiche di riciclo, compostaggio ed energia rinnovabile, creando un forte legame comunitario che ha radicato una cultura di sostenibilità nell’isola. Si tratta di una nuova sensibilità, tanto più preziosa in quanto le isole sono ecosistemi particolarmente fragili dal punto di vista ambientale. Specialmente se piccole, devono affrontare problemi complessi con ricadute ambientali importanti, dalla gestione dei rifiuti, appunto, ma anche l’approvvigionamento di beni ed energia, per i quali devono spesso rivolgersi alla terraferma; inoltre, oggi fronteggiano le conseguenze della crisi climatica che minaccia i loro tesori più preziosi: dall’erosione delle coste all’acidificazione dei mari.

Un esempio virtuoso

Invece, Tilos dimostra che non solo si possono alleviare le criticità ambientali, ma che da questo impegno si ricava benessere e persino ricchezza, come dimostrano i posti di lavoro creati dal comparto delle energie rinnovabili e dall’ecoturismo, che oggi richiama una fetta sempre più consistente dei 13mila visitatori che ogni anno approdano complessivamente sull’isola, un piccolo paradiso grazie non solo al suo paesaggio spettacolare, ma anche alle sue oltre 650 varietà di piante e 150 specie di uccelli, che dal 1993 vivono indisturbate sull’isola, quando il sindaco ambientalista dell’epoca vietò la caccia.  

Da allora, il rispetto per la biodiversità, qui, va di pari passo con il valore dell’inclusione: è l’attuale sindaca, Maria Kamma-Aliferi, a supportare i progetti di integrazione – a partire dai corsi di lingua – rivolti ai rifugiati, che prendono parte all’integrazione nelle attività di agricoltura biologica e nelle strutture di eco-turismo. L’obiettivo “rifiuti zero” è raggiungibile grazie all’innovazione tecnologica e al coinvolgimento della comunità, possibile, a sua volta, grazie a informazione e sostegno costante nelle pratiche sostenibili. Tutto questo rende Tilos un modello per altre comunità che desiderano proseguire sullo stesso cammino e diventare molto più che semplici mete di vacanza.

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