Cyberbullismo, per fermarlo serve cultura

#DonateProfitToStopHate la risposta italiana a #StopHateForProfit

New Wild Web – Le armi del cyberbullismo è uno spettacolo teatrale dedicato al tema del cyberbullismo di carattere interattivo e multimediale ideato dalla compagnia Puntozero di Milano composta da giovani detenuti, minori sottoposti a procedimenti penali, ex detenuti, studenti e professionisti del teatro.

Per realizzarlo serve anche il tuo aiuto: puoi infatti diventare produttore dello spettacolo partecipando al suo crowdfunding, tutti i donatori saranno citati nella locandina dello spettacolo come “produttori”. Maggiore è la donazione, più grande è il font!

Inoltre sono previste anche delle ricompense per chi dona, ad esempio:

– Con 20 euro in regalo uno spettacolo della compagnia Puntozero;

– Con 50 euro in regalo una t-shirt Khoros/Puntozero;

– Con 150 euro, tutti i precedenti premi, più una video chiamata con Ismo&Bull di 45 minuti di delirante conversazione. Provare per credere;

– Con 500 euro, tutti i precedenti premi più Ismo&Bull per mezza giornata a fare le pulizie di casa tua;

– Con 1.000 euro, tutti i precedenti premi più un’apericena con la Compagnia e il Regista nel teatro Puntozero-Beccaria;

– Con 1.500 euro una coppia di poltrone di velluto rosso della platea del Teatro alla Scala.

Perché partecipare alla campagna?

Secondo uno studio di Social Warning, no profit italiana che vuole sensibilizzare genitori e adolescenti all’uso consapevole dei media digitali, in Italia quattro ragazzi su dieci, tra i dodici e i sedici anni, sono stati vittime di cyberbullismo. Magari ne se stato vittima anche tu, un tuo caro, un amico o qualcuno che conosci.

Il cyberbullismo è una delle forme che può prendere l’odio online, un fenomeno che purtroppo interessa sempre più da vicino ciascuno di noi e che sta a noi fermare con le maniere che riteniamo più idonee, offrendo un aiuto diretto in episodi di cui siamo al corrente, ma anche semplicemente supportando finanziariamente progetti che vanno in questa direzione.

Uno spettacolo molto speciale

La compagnia Puntozero che ha ideato il progetto è composta da giovani detenuti, minori sottoposti a procedimenti penali, ex detenuti, studenti e professionisti del teatro e già nel 2013 ha prodotto Errare Humanum Est, uno spettacolo rivolto principalmente agli studenti degli Istituti Superiori di Primo e Secondo Grado, che è stato portato con successo per sette anni in oltre 400 scuole italiane e inserito nella Stagione del Piccolo Teatro di Milano.

Con lo spettacolo New Wild West si vuole parlare di cyberbullismo in modo innovativo e coinvolgente, e offrire degli strumenti di lettura nuovi rispetto a un fenomeno dilagante.

Ci siamo immaginati uno spettacolo che fonda insieme due linguaggi espressivi “giovani” e vicini ai giovani: la stand up comedy e il concerto Rap. Quindi, uno spettacolo in forma di concerto rap (con testi appositamente scritti per l’occasione e che hanno al centro i temi del cyberbullismo), intermezzato da momenti di stand up comedy; se si vuole giocare con i sensi, è valido anche il percorso inverso: una stand up comedy intervallata da pezzi rap. La stand up comedy ha un rapporto diretto con il pubblico, lo sollecita e lo chiama continuamente in causa con la chiave di un’ironia tagliente e intelligente, mai gratuita e scontata. Il Rap non ha bisogno di presentazione, è dichiaratamente la voce emozionale di questa generazione. La prova è nei testi che i giovani detenuti del Beccaria scrivono per gli spettacoli, testi che sono veri modelli di peer education.

Per partecipare alla campagna, scopri di più su questa pagina.

#DonateProfitToStopHate

Questo progetto è il primo selezionato per il crowdfunding dall’iniziativa “Una Buona Causa”, un concorso di idee periodico di COP – Chi odia paga, la startup legaltech italiana che si batte per contrastare l’odio online, da un lato offrendo strumenti legali immediati di tutela alle vittime; dall’altro, con iniziative di collaborazione ed education.

Uno degli obiettivi di Chi Odia Paga è infatti quello di creare una “rete del bene”, capace di accogliere tutti gli attori della società civile che possano e vogliano contribuire non solo alla creazione di iniziative specifiche ma, soprattutto, educare gli utenti a un uso consapevole dei social media ricordando, come sottolinea Francesco Inguscio CEO di COP, che “per fermare l’odiatore serve la legge e chi la sa applicare, per fermare l’odio serve l’educazione e chi la sa diffondere”.

Francesco Inguscio ha anche coniato l’hashtag #DonateProfitToStopHate, una risposta italiana alla campagna di boicottaggio a Facebook nata negli Stati Uniti #stophateforprofit . ‘Una risposta propositiva attraverso la quale le aziende possono donare sistematicamente parte dei loro profitti per contrastare l’odio, dimostrando di avere responsabilità sociale e sostenendo iniziative di educazione, prevenzione e contrasto all’odio online e agli haters’.

Cosa possono fare concretamente le aziende che vogliono aderire?

Aziende e Fondazioni che vogliono prendere posizione sui temi dell’odio online aderendo alla campagna #DonateProfitToStopHate e sostenendo altri progetti al momento presenti su “Una Buona Causa” che attendono solo un partner per poter partire: faranno del bene alla società civile e dimostreranno con i fatti di avere una vera corporate social responsability.

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