Elisabetta Roncati, l’arte come bene comune

Genovese di nascita, milanese di adozione, l'influencer si è data l'obiettivo di far comprendere e amare l'arte a un pubblico più vasto, sfruttando i canali digitali

Nonostante abbia solamente 33 anni, Elisabetta si può definire una veterana nel mondo dell’arte. Una veterana innovativa e con un obiettivo: avvicinare le persone comuni, i non esperti, al mercato dell’arte in maniera comprensibile e coinvolgente.

Il mercato dell’arte, tipicamente accessibile a facoltosi estimatori o agli investitori professionali, può essere più inclusivo. E l’inclusività parte proprio dalla comprensione, attraverso la divulgazione e la comunicazione. Per arrivare a tutti, in particolare i giovani, Elisabetta sfrutta i canali digitali e ha ideato diversi format, tra cui Art Nomade Milan, un blog avviato nel 2018, mentre lavorava in una galleria d’arte. “Quasi subito a questa tipologia comunicativa ho affiancato i relativi profili social. Art Nomade Milan è un marchio registrato attualmente presente su tutti i maggiori social network” dice Elisabetta, spiegandoci come sia arrivata a questo progetto non per caso, ma a seguito di un percorso di studi molto intenso che l’ha vista conseguire una laurea triennale in “Comunicazione e gestione nei mercati dell’arte e della cultura”, una laurea magistrale in “Marketing, Consumi e Comunicazione”, poi un Master in Diritto e Fiscalità dell’Arte presso la Sole24Ore Business School, vari corsi di Storia dell’Arte Contemporanea alla NABA e un perfezionamento in beni demoetnoantropologici all’Università degli Studi di Milano Bicocca e per finire un altro Master alla University of Oxford, in “Islamic Art & Architecture”.

Oggi Art Nomade Milan è un magazine online con una redazione di 18 under 35 che diffonde con un linguaggio fresco e accattivante notizie su arte e cultura.

Ma Elisabetta è anche un’influencer su Instagram, dove ai suoi 39mila follower in continua crescita propone appuntamenti settimanali con l’arte, interviste con i direttori dei musei, con gli artisti e i personaggi della cultura. E’ presente su ogni canale, anche con podacast, su Clubhouse e Twitch. Inoltre, organizza anche eventi fisici ed è una consulente. Difficile inquadrarla in una professione ‘tradizionale’.

Oggi ti senti di più una critica d’arte, una comunicatrice, un social media specialist, un’imprenditrice o…cosa?

“Una divulgatrice e creatrice di contenuti per il web”.

Elisabetta, perché è importante arrivare con l’arte a tutti e ai più giovani?

“Le nuove generazioni sono il futuro: saranno loro i collezionisti di domani. Se gli operatori di settore continuano a trincerarsi all’interno di una sorta di “turris eburnea”, di un circolo per pochi eletti, la distanza tra il grande pubblico e alcune attività culturali aumenterà sempre più. L’arte è fondamentale per il progredire sociale dell’umanità e proprio per questo è importante che venga divulgata ad ampio spettro. Sarà poi il singolo individuo, con i suoi gusti personali, a scegliere di approfondire o meno un determinato argomento una volta che ne sia venuto a conoscenza. È dunque essenziale che a tutti sia data questa possibilità”.

L’arte ha un ruolo anche nello sviluppo sostenibile?

“L’arte e la cultura sono da sempre protagoniste di progetti e campagne aziendale di CSR (corporate social responsability, ndr.) e la crescente attenzione che negli ultimi tempi si sta dedicando al tema della sostenibilità ha fatto sì che la creatività primeggiasse anche in questo campo per la sua capacità di risvegliare le conoscenze e di arrivare dritta al punto con facilità e immediatezza, soprattutto se si pensa a campagne visual”.

Oggi per il mercato dell’arte si parla molto della tecnologia NFT, basata su blockchain, cosa ne pensi?

“È un panorama ancora in fase di studio per quanto riguarda le sue applicazioni artistico-culturali. A tal proposito è interessante menzionare l’esposizione in corso al Museo della Permanente a Milano. Certamente l’attenzione che nel corso di quest’anno si è dedicata al tema ha contribuito a sdoganare ampiamente l’utilizzo del digitale in ambito artistico. Il dispiego di risorse energetiche necessario per alcune fasi di creazione di NFT è certamente un aspetto critico, ma sono anche in fase di sviluppo di piattaforme che permettano di renderli più green. Un tema da seguire con attenzione”.

Diventare influencer su Instagram con l’arte è più facile o più difficile rispetto ad altri temi?

“Molto più difficile rispetto ad altri campi maggiormente “mainstream” come la moda o il mondo del make up. Una strada in salita che però concede, nel lungo periodo, molte soddisfazioni. La chiave di volta del sistema sta nel riuscire a divulgare un messaggio di alto valore contenutistico adottando forme coinvolgenti per il grande pubblico”.

Prossimi progetti

“I progetti in cantiere per l’anno a venire sono tantissimi. Al momento posso anticipare che ci sarà l’uscita di un libro e la creazione di nuovi format, oltre alla ripresa rivisitata di alcuni vecchi modelli”.

Foto di copertina: ritratto di Elisabetta Roncati, sullo sfondo il porto di Genova, sua città natale

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