Enea Roveda (LifeGate), la sostenibilità è una rivoluzione

Ti piacerebbe essere socio di LifeGate? Puoi farlo, come e perché ce lo spiega uno dei fondatori

Se chiedete a Enea Roveda cos’è la sostenibilità, vi risponderà che è una rivoluzione.

Lui, oggi trentottenne, il concetto di ‘sostenibilità’ lo ha respirato e metabolizzato fin da quando è nato, e in particolare fin da quando, appena maggiorenne, è stato coinvolto (dai suoi genitori Marco e Simona Roveda) come socio fondatore in un’avventura chiamata LifeGate. Un’impresa lo è sempre un’avventura, ma questa un po’ di più, partiva con delle premesse complicate, era un’impresa innovativa che voleva fare della sostenibilità la sua missione e il suo business, in un momento in cui le startup erano in Italia un’entità misteriosa e la sostenibilità era triste e incompresa, relegata al non profit, le onlus, il terzo settore. La sostenibilità era ambiente e qualche volta diritti umani, mai profitto, una vera eresia. Ma la famiglia Roveda, che anni prima aveva fondato le Fattoria Scaldasole, prima linea di biologico a entrare nei supermercati in Italia, aveva già dimostrato che era possibile un modello economico e aziendale in grado di fare business nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

“Lo ricordo ancora quel giorno dal notaio di Cantù, era il 28 aprile del 2000 – racconta Enea – lì è nata LifeGate e io ero completamente affascinato da questa idea, questa visione dell’integrazione della sostenibilità nel modello di business, ma anche nel lifestyle delle persone. Per questo abbiamo costruito prima di tutto un network di comunicazione dedicato agli argomenti della sostenibilità, con l’idea di aggregare persone interessate da questi argomenti, cioè una community. Oggi questa community raccoglie 5 milioni di persone”.

Enea è cresciuto professionalmente dentro la società, occupandosi prima della LifeGate Radio, poi dal 2010 come direttore marketing e comunicazione ha lavorato proprio sulla community LifeGate, seguendone lo sviluppo digitale e dal 2014 è amministratore delegato del gruppo LifeGate.

Enea Roveda è appassionato di viaggi e maratone, qui si trova in Algeria

“LifeGate è molto conosciuta al pubblico per la radio, il magazine, gli eventi e tante nostre iniziative, come Impatto Zero, primo progetto al mondo a concretizzare gli intenti del Protocollo di Kyoto. Ma il nostro lavoro è soprattutto l’attività consulenziale che facciamo alle aziende, che prendiamo per mano per aiutarle a diventare più sostenibili, a integrare i concetti di sostenibilità nel loro modello di business e nel brand. Una cosa che detta così sembra facile, ma non lo è per niente. – continua Enea – Il momento storico che stiamo vivendo è straordinario, c’è un mondo che sta cambiando radicalmente, per me questa è la vera quarta rivoluzione industriale: ormai tutte le aziende, i brand, devono essere sostenibili in quello che fanno e come lo fanno, hanno una grande responsabilità. Per LifeGate è un bel momento, in cui possiamo crescere come azienda, ed è per questo che abbiamo appena lanciato una campagna di crowdfunding, con l’idea di coinvolgere tante persone della nostra community”.

Il crowdfunding è spesso associato alle iniziative benefiche o ai progetti innovativi e alle startup, per lo meno in Italia, meno comune è che sia un’azienda solida e che fattura 15 milioni di euro a cercare risorse finanziarie con questa modalità.

Ma LifeGate, che ha appena lanciato una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, ha un piano: aprire a nuovi soci la compagine societaria e avviare un percorso per diventare ‘public company’, una società ad azionariato diffuso e magari quotarsi in Borsa.

Cos’è l’equity crowdfunding? Per chi non fosse esperto del tema, il crowdfunding è un’operazione di raccolta di danaro (fundraising) per un progetto o per un’azienda (in genere startup) realizzata tramite una piattaforma online (in questo caso Mamacrowd). Tutti possono partecipare a queste campagne, che nel caso di ‘equity crowdfunding’ permettono a chi decide di ‘dare soldi’, cioè di investire, di diventare un vero e proprio socio dell’azienda.

“E’ il nostro ventennale, il 28 aprile del 2020 abbiamo compiuto 20 anni – dice Enea – . E’ il momento giusto per fare questa operazione, per il contesto e perché è un’idea che c’è sempre stata, LifeGate è nata con l’intenzione di diventare un giorno una public company, perchè vuole essere la prima azienda quotata in Italia che si occupa di sviluppo sostenibile, a supporto di altre aziende e delle persone per far crescere la sostenibilità sempre di più”.

La società ha anche piani di sviluppo che comprendono la creazione del LifeGate Lab, una nuova unità dedicata alla ricerca, collaborazione e finanziamento delle startup.

“Abbiamo iniziato in modo embrionale nell’ultimo anno e mezzo a gettare le basi di un acceleratore, LifeGate Lab, selezionando delle startup, ne abbiamo selezionato 4, abbiamo cominciato a supportarle sotto due aspetti, la comunicazione e l’incontro con potenziali clienti. Abbiamo stretto accordi con le prime 4 e attraverso la campagna di crowdfunding avremo altre risorse per fare anche di più, possiamo investire in queste giovani aziende e aiutarele aa avere successo”.

Con la campagna di equity crowdfunding LifeGate punta a raccogliere almeno 1 milione di euro e prevede due possibilità di partecipazione societaria in funzione dell’investimento, con una quota di minima di 200 euro. Fino alla fine dell’anno, tutti hanno la possibilità di diventare soci di LifeGate, una società che ha un fatturato di oltre 15 milioni (e punta ai 30 nei prossimi 4 anni), che ha sempre creduto nell’azionariato diffuso (ha già 88 soci) e un team di oltre 50 persone, per la maggior parte under 40, con una percentuale di donne che supera il 70%.

Enea Roveda racconta con passione di LifeGate e di questa campagna di crowdfunding che è perfettamente coerente con tutta la storia di questa bellissima azienda. Enea è anche un esempio di come l’uomo e il manager oggi debbano convivere, non ci sono valori personali che non possano essere portati nel mondo del lavoro, anzi il lavoro è una sfera bellissima della nostra vita se in esso possiamo esprimere quello che siamo.

Io e la mia famiglia stiamo dedicando la nostra vita a promuovere la sostenibilità e la viviamo quotidianamente. Io personalmente mangio biologico, italiano e il meno possibile animali. Amo moltissimo viaggiare zaino in spalla e correre, ovunque mi trovo, ho partecipato a diverse maratone. La sostenibilità non è una vita di rinunce, ma di scelte più attente“.

La sua citazione preferita (di Mahatma Gandhi) è “Cambia, e il mondo cambierà in armonia con te“.

Ti rispondiamo, Enea (e un augurio ai ventanni di LifeGate), con Aristotele “Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine“.

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