Greta è tornata

E non è sola, Malala Yousafzai e Leonardo DiCaprio sono tra i firmatari del nuovo appello

Dopo un 2019 nel quale ha guadagnato la copertina di moltissimi giornali, una lista di riconoscimenti con pochi precedenti e l’attenzione di giovani, attivisti, leader di tutto il mondo, creando scompiglio tra chi la ama e chi la odia, Greta Thunberg è stata nel 2020 offuscata dal coronavirus. Anche lei in lockdown, anche se piuttosto attiva sui social.

Ma adesso è tornata, con un nuovo appello: #FaceTheClimateEmergency​.

Già sottoscritto da molti attivisti, tra cui diverse celebrità e scienziati, la dichiarazione vuole riportare l’attenzione sul tema del cambiamento climatico e chiede ai leader mondiali e dell’Unione europea di prendere immediate misure per combattere in modo efficace la crisi climatica.

“Dovete smettere di fingere che possiamo risolvere la crisi climatica ed ecologica senza trattarla come una crisi. – esordisce il documento. “Ecco le nostre richieste per questa lettera aperta, alcuni primi passi, essenziali per la nostra possibilità di evitare un disastro climatico ed ecologico”.

Le richieste sono molto precise, ad esempio si chiede di sospendere immediatamente tutti gli investimenti nell’esplorazione e nell’estrazione di combustibili fossili, porre immediatamente fine a tutti i sussidi per i combustibili fossili e dismettere immediatamente e completamente i combustibili fossili; si chiede di includere le emissioni totali in tutte le cifre e gli obiettivi, compreso l’indice di consumo, l’aviazione internazionale e il trasporto marittimo; di sostenere la necessità di rendere l’ecocidio un crimine internazionale alla Corte penale internazionale.

La lista completa delle richieste è consultabile qui.

La lettera nel suo complesso spinge sulla necessità che il problema climatico sia trattato come una vera e propria crisi mondiale, come si è saputo fare per la pandemia.

Negli ultimi mesi il mondo ha visto con orrore come la pandemia COVID-19 ha colpito la gente in tutto il mondo. Durante questa tragedia, stiamo vedendo quanti – non tutti – leader mondiali e persone in tutto il mondo si sono fatti avanti e hanno agito per il bene della società.

Ora è più chiaro che mai che la crisi climatica non è mai stata trattata come una crisi, né dai politici, né dai media, né dalle imprese, né dalla finanza. E più a lungo continuiamo a fingere di essere su un percorso affidabile per abbassare le emissioni e che le azioni necessarie per evitare un disastro climatico sono disponibili all’interno del sistema attuale – o che possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale – più tempo prezioso perderemo”.

Un altro richiamo appare molto importante nella lettera aperta di appello, quello alla giustizia sociale che va di pari passo con la responsabilità ambientale.

C’è un’altra cosa che è diventata più chiara che mai: la giustizia climatica e ambientale non può essere raggiunta finché continuiamo a ignorare e a distogliere lo sguardo dalle ingiustizie sociali e razziali e dall’oppressione che hanno gettato le basi del nostro mondo moderno. La lotta per la giustizia e l’equità è universale. Che si tratti della lotta per la giustizia sociale, razziale, climatica o ambientale, l’uguaglianza di genere, la democrazia, i diritti umani, i diritti delle popolazioni indigene, LGBTQ e degli animali, la libertà di parola e di stampa, o la lotta per un sistema equilibrato, di benessere e di supporto alla vita che funzioni. Se non abbiamo l’uguaglianza, non abbiamo nulla. Non dobbiamo scegliere, e dividerci su quale crisi o problema dobbiamo dare priorità, perché è tutto interconnesso“.

La lettera ricorda anche ai leader europei gli impegni e le responsabilità assunte con l’Accordo sul clima di Parigi , l’insufficienza delle azioni messe in pista e progettate fino a questo momento per limitare il surriscaldamento all’1,5 gradi (come stabilito a Parigi), l’approccio del tutto sbagliato con cui si affronta il problema.

Parlare di un programma di investimenti “Next Generation EU” continuando a ignorare la crisi climatica e il quadro scientifico completo è un tradimento per tutte le “prossime generazioni”. La scienza non ci dice esattamente cosa fare. Ma ci fornisce informazioni da studiare e valutare. Sta a noi collegare i punti. Bene, abbiamo fatto il nostro dovere e non accetteremo la vostra scommessa estremamente irresponsabile. Il budget insufficiente del 50% significa rinunciare. E questa non è semplicemente un’opzione per noi“.

L’appello è stato promosso da Greta insieme ad altre tre attiviste europee: Luisa Neubauer, Anuna de Wever van der Heyden, Adélaïde Charlier e chiede a tutti di firmare il documento per dargli più forza.

Fra i firmatari ci sono già tantissimi scienziati e anche tanti artisti e personaggi famosi come Malala Yousafzai, Leonardo DiCaprio, Billie Eilish, Priyanka Chopra, Opal Tometi, Jane Fonda, Coldplay, Mark Ruffalo, Ludovico Einaudi, Stella McCartney e molti altri.

Firma anche tu.

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