Inquinamento urbano, la soluzione dei CityTree

Innovazione tecnologica e il potere del muschio: un CityTree assorbe l'inquinamento come 275 alberi


Coltiviamo aria fresca”. Questo è il motto, il cuore del lavoro che la start-up tedesca “Green City Solutions” di Bestensee (un piccolo comune del Brandeburgo, in Germania, pochi km a sud di Berlino) ha intrapreso da alcuni anni, con l’obiettivo, appunto di “migliorare la qualità dell’aria delle nostre città”.

Il problema: il degrado di qualità dell’aria e clima in città

L’inquinamento dell’aria e l’aumento continuo delle temperature sono tra i principali problemi ambientali delle aree urbane e generano un grave impatto sulla salute umana: l‘aria inquinata e gli alti livelli di particolato (PM 2.5 e PM 10, meglio note come “POLVERI SOTTILI”) e dei biossidi di azoto (NO2), provenienti dal traffico, così come le isole di calore (causate dalla combinazione di forte irraggiamento solare e carenza di ombra), provocano gravi effetti sulla salute: problemi cardiocircolatori e polmonari, tumori e malattie della pelle, fino alla demenza. E queste alterazioni ambientali dell’aria, colpiscono maggiormente e più duramente le categorie più fragili: bambini, anziani e persone con malattie pregresse. Ogni anno muoiono 7 milioni di persone per questo problema.

A questo quadro già preoccupante di per sè, si è aggiunta la crisi pandemica da Covid-19, che ha colpito duramente quasi ogni area del Pianeta: sono ormai diversi gli studi scientifici, di team di ricerca di tutto il mondo, che indicano una chiara correlazione, tra l’inquinamento da polveri sottili e l’aumento dei tassi di mortalità da Covid-19, proprio perchè una cattiva, spesso, pessima, qualità dell’aria predispone le persone più fragili a questo terribile virus.

La soluzione dei CityTree è stata pensata alcuni anni fa, prima della pandemia, ma è innegabile che in un contesto di ‘nuova normalità’ possa essere protagonista della sostenibilità in città.

Nel 2016, abbiamo iniziato a studiare le tecnologie per ridurre l’inquinamento atmosferico. Portare il CityTree a Londra è stato un viaggio di due anni e siamo molto entusiasti del futuro per l’aria pulita nelle nostre città.”

Peter Sänger, 29 anni, ex orticoltore, fondatore e COO di Green City Solutions

CityTree nasce quindi come azione mirata contro i problemi ambientali e climatici all’interno delle città: attraverso lo sviluppo il primo filtro biotecnologico intelligente antinquinamento (per le polveri sottili), permette di migliorare, in modo misurabile e quantificabile, la qualità dell’aria degli ambiti urbani.

La soluzione? Una biotecnologia ‘filtrante’ che arriva dalla natura

La biotecnologia dei CityTree (traducibile in albero da città) è ispirata e sfrutta direttamente la natura, utilizza infatti le elevate capacità naturali di legare le polveri sottili e metabolizzarle che posseggono i muschi.
Secondo la stessa Green City Solutions, questa tipologia di pianta urbana è in grado di ridurre il particolato fino al 30% e di abbattere 240 tonnellate di CO2 all’anno (ossia, come eliminare in emissioni, l’inquinamento prodotto da 417 automobili) arrivando anche fino a 50 metri di distanza. Questa bio-tecnologia risulta particolarmente efficace nei punti caldi dell’inquinamento e nelle aree con un’elevata permanenza e ristagno di inquinanti atmosferici. Il muro di muschi irrigati, produce anche un effetto di raffreddamento sull’area circostante, aiutando a combattere l’effetto isola di calore urbano.

Ma come sono davvero fatti e come funzionano, questi alberi artificiali?
Si tratta di strutture modulari, lunghe 3 metri, alte 4 e profonde 60 centimetri, che rappresentano un perfetto connubio tra biologia e tecnologia: supportano specifiche colture di muschio (e piante vascolari accessorie) insieme a sensoristica e sistemi evoluti di internet of things. Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta.

La componente biologica del CityTree

Ciò che rende CityTree unico, è la sua combinazione di piante briofite, comunemente note come muschi, che sono generalmente caratterizzate da tessuti vascolari non lignificati e che “lavorano” insieme, in modo da legare le “tossine ambientali” (particolato, CO2, ossidi di azoto, ecc.), producendo ossigeno, grazie alle loro naturali spiccate capacità di assorbimento. Altrettanto essenziale, è la presenza di altre specie vegetali, aventi la funzione di fornire l’ombra, di cui i muschi hanno bisogno, per prosperare in un ambiente urbano. Inoltre, i muschi generano anche un c.d. effetto di raffreddamento dell’aria circostante, grazie alla loro enorme capacità di immagazzinare acqua (fino a 20 volte il loro peso!!) che poi viene evaporata, grazie alla loro enorme superficie fogliare, producendo una capacità di raffreddamento fino a 5500 watt, in conseguenza della dimunizioone della temperatura ambiente fino 2,5° C, grazie anche alla presenza della ventilazione attiva del sistema. Infine, alcune specie di muschi, possiedono proprietà antisettiche, antivirali e fungicide: veri e propri tuttofare per il controllo dell’inquinamento atmosferico, la salute ed il benssere psico-fisico.

La fattoria del muschio
Dopo numerosi anni di ricerca e sviluppo, il team di Green City Solutions, è arrivato ad identificare le specie di muschio più adatte come biofiltri, su ben 16.000 specie selezionate, che vengono coltivate direttamente nella loro “fattoria del muschio”, mediante un metodo di coltivazione verticale, che permette di risparmiare un’enorme quantità di spazio: la superficie complessiva della “fattoria del muschio” ha una superficie contenuta di 300 m², ma garantiscelo spazio necessario per oltre 1.200 m² di coltivazione verticale.

La componente tecnologica dei CityTree

La struttura biotech dei CityTrees, risulta costituita da diversi elementi che, in sintesi, aspirano l’aria esterna, la fanno passare attraverso le pareti di muschio verticale che la purifica le reimmette nell’ambiente. In tutte queste fasi è fondamentale il ruolo della tecnologia digitale costituita da un sistema di internet of things (IOT) che consiste di sensori e intelligenza artificiale che controllano l’alimentazione e lo stato di salute del muschio e delle sue esigenze; misurano le prestazioni e i dati ambientali in tempo reale.

I CityTree, in definitiva, grazie alla tecnologia possono autogestirsi (c’è un sistema di irrigazione integrata da acqua piovana e uno di ventilazione, alimentato da pannelli solari, che mantiene e misura le prestazioni della struttura vivente), possono fornire informazioni ed essere gestiti da remoto. La raccolta dei dati ambientali è una funzione importantissima di questi alberi artificiali che assumono così anche un ruolo di ‘sentinelle’, oltre a dimostrare i suoi effetti di purificazione dell’aria.

I primi CityTrees sono stati installati, nel 2008, a Leytonstone, nell’area nord-orientale di Londra, ma poco dopo tante altre città d’Europa hanno deciso di “piantare” i City Trees: Oslo, Amburgo, Parigi e Dresda.
Anche in Italia si muovono i primi passi con i CityTree, pioniera è Modena, la prima cittadina ad aver collocato i pannelli nel proprio territorio, nell’ambito del progetto europeo “City Tree Scaler”, con un duplice obiettivo: migliorare la qualità dell’aria, abbattendo i gas climalteranti più legati all’inquinamento atmosferico urbano; sensibilizzare i cittadini e le cittadine a riflettere sulla velocità con cui stiamo distruggendo il pianeta.

Quanto costa un CityTree?

I piani per il futuro di questa giovane società sono ambiziosi e vedono il coinvolgimento da un lato dei Governi, dall’altro delle aziende private, che in ottica di responsabilità sociale potrebbero adottare le loro socluzioni.

Peter Sänger, fondatore e Ceo, in un’intervista con Business Insider ha detto che l’obiettivo di Green City Solution è quello di installare fino a 1.000.000 di metri quadrati di muschi attivi entro il 2030, che pulirebbero l’aria per 500 milioni di persone e rimuoverebbero fino a 80.000 tonnellate di anidride carbonica.

È un piano che richiede l’adesione dei governi delle città di tutto il mondo, ma l’imprenditore è ottimista perché vede che l’attenzione alle soluzioni verdi sta rapidamente crescendo.

“Per fortuna, sembra che il pubblico e anche i governi stiano davvero iniziando a capire l’importanza di investire in cambiamenti ambientali”, dice. “Quindi direi che ora, più che mai, sono convinto dell’importanza della nostra missione”.

Ogni CityTree costa 22.000 euro (17.600 sterline), una cifra tutto sommato contenuta se si pensa ai benefici che è in grado di portare. Inoltre gli acquirenti (aziende private e pubbliche amministrazioni) potrebbero essere in grado di recuperare il costo attraverso la pubblicità, in quanto le unità includono la tecnologia NFC e iBeacon, che potrebbero far arrivare messaggi promozionali o di altro genere direttamente nel cellulare delle persone che passano vicino.

CityTree factory: la fabbrica del muschio

Le strategie di una green city

Ovviamente soluzioni come CityTree, non possono, da sole, risolvere l’enorme problema di clima e inquinamento, ma sono un esempio di biotecnologie da approfondire e affiancare a strategie green più ampie.

Parchi, giardini, viali alberati e molte altre tipologie di aree permeabili e vegetate situate nelle zone più o meno urbanizzate dei territori comunali, infatti, forniscono numerosi servizi ambientali (ecosystem services): regolano il microclima migliorando il confort urbano, offrono spazi aperti per lo svago e il benessere psico-fisico delle persone, costituiscono oasi di naturalità diffusa e habitat per specie vegetali e animali, garantiscono il regolare deflusso idrico riducendo il rischio di dissesti, riqualificano il paesaggio urbano e rappresentano luoghi privilegiati per l’educazione ambientale delle future generazioni.
La strada maestra da seguire per rendere le nostre città sempre meno inquinate e sempre più “respirabili” sia rappresentata da due elementi, fra loro assolutamente complementari: da un lato, cercare di applicare, prima di tutto ed a tutti i livelli, nuovi stili di produzione, di consumo e di vita e, contemporaneamente, cercare anche soluzioni tecnologiche, certo innovative, come quella descritta. Infatti, anche se ormai ci sembra quasi scontato, non è più sufficiente prendere misure preventive ma è sempre più urgente e necessario agire e intervenire contro i danni che già esistono e cercare i in tutti i modi di mitigarli, fino ad eliminarli del tutto.
In secondo luogo, ri-naturalizzare il più possibile le aree abbandonate e marginali delle città, ampliare il numero e le estensioni delle aree verdi, lasciandone alcune molto poco antropizzate e de-cementificare e de-asfaltare nuove aree e restituendole al loro aspetto originario.

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