La qualità è Bella Dentro (e riduce gli sprechi)

Guardare oltre l’aspetto estetico è una regola sempre valida, che una startup milanese ha saputo applicare con successo nella filiera agroalimentare.

È bastato un reportage di National Geographic sugli sprechi in ambito agricolo e alimentare per rivoluzionare la vita, professionale e non solo, di due ragazzi di neanche trent’anni: correva l’anno 2017 quando Camilla Archi e Luca Bolognesi restano folgorati (loro stessi si definiscono una coppia di fulminati) dall’impatto socioeconomico di tale spreco e, con un (bel) po’ di incoscienza giovanile, si licenziano dalle rispettive aziende e si mettono a studiare un possibile rimedio a questa situazione. Situazione che esiste solo per “dover seguire” i canoni estetici imposti a frutta e verdura per essere portati sul mercato, senza però fare alcun riferimento alla loro qualità: così, dopo quasi un anno di ricerca e di studio, nasce Bella Dentro.

La sintesi della loro storia, raccontata nel sito in modo brioso e accattivante, merita però un approfondimento su almeno tre punti chiave del loro progetto: il recupero di quei prodotti che venivano scartati senza un motivo qualitativo; fornire un giusto compenso ai produttori anche per questi prodotti “brutti fuori”; il coinvolgimento di alcune Cooperative Sociali che trasformano i prodotti invenduti in marmellate, conserve, succhi ed essiccati.

I primi passi, in Apecar

Incontrando Camilla, con il suo entusiasmo e il suo sorriso contagioso, si coglie subito che questo progetto, un po’ folle, sta proprio iniziando a portare i suoi frutti. Quando con Luca avevano deciso di dare un cambio radicale alle loro vite, tanti erano i dubbi, lo scetticismo, la paura di non farcela; ma, altrettanto presente, era la determinazione con cui sono andati insieme presso i produttori, direttamente nei campi a raccogliere la frutta e la verdura, a capire e toccare con mano le problematiche degli agricoltori. Entrambi hanno dunque verificato che il problema dello spreco non solo esisteva, ma era addirittura peggio di quello che si erano prefigurati, sia in termini quantitativi che di gestione economica: “A questo punto ci siamo chiesti se c’era qualcuno disposto ad acquistare questi tipi di prodotti”, ricorda Camilla Archi, “e per capirlo abbiamo investito i soldi che avevamo per acquistare un’Apecar e per un anno e mezzo ci siamo messi a fare i venditori ambulanti itineranti per tutta Milano. Ci sembrava l’unico modo per spiegare alla gente la nostra idea, raccontare quello che vendevamo, e capire come reagivano”.

Infografica tratta dal sito di Bella Dentra che spiega il circuito virtuoso contro lo spreco – https://www.belladentro.org/

Nasce Bella Dentro

Tutto ciò ha fornito dei dati molto precisi e concreti, sia nell’ambito dello spreco, ma soprattutto sulla propensione alla spesa del consumatore finale, con un’analisi suddivisa nelle varie zone della città. Andando poi alla ricerca di un finanziamento hanno incontrato la Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore che, dopo un’attenta analisi sulle caratteristiche del business plan e dell’impatto sociale, ha sposato in pieno il progetto. E così è nata Bella Dentro.

Fin da subito i due giovani imprenditori hanno puntato all’apertura di un negozio, ma altresì ad avere un laboratorio di trasformazione, con il quale poter gestire l’invenduto del fresco o le quantità molto elevate che i produttori chiedevano di poter vendere a loro. Tale attività di trasformazione alimentare è stata avviata con la Cooperativa Sociale L’Officina, una realtà di Codogno (MI) che impiega persone affette da autismo o ritardi cognitivi. “Volevamo un partner che condividesse i nostri stessi valori e che si adoperasse per un impatto sociale concreto”, continua Camilla, “peccato che il tempismo non sia stato dei migliori: abbiamo ricevuto il finanziamento per acquistare i macchinari del laboratorio il 18 Febbraio 2020, a cinque giorni esatti dall’inizio della quarantena, che ha reso famoso il comune con il primo contagiato italiano, ovvero Codogno…”

La filosofia del ‘dare valore’

Per fortuna nessuno si è ammalato e L’Officina ha così potuto riaprire presto: la trasformazione del prodotto fresco era una parte fondamentale del progetto, poiché questo fa sì che nulla venga sprecato; anzi ha permesso l’avvio della vendita online dei conservati. “Quello che noi facciamo è dare valore”, sottolinea Camilla: “ai prodotti che sono brutti fuori ma belli dentro, ai produttori che per questi non verrebbero adeguatamente pagati dalle consuete logiche commerciali, alle persone della Cooperativa che svolgono l’importante lavoro di trasformazione”.

L’attenzione all’impatto etico e sociale è una costante della giovane società, che ha voluto collaborare con altre due Onlus formate da dei “belli dentro”: la stessa sintonia che si è creata con i fondatori de L’Officina si è ritrovata anche nella Cooperativa La Fraternità di Rimini, che ha un’ancor più lunga esperienza alle spalle e che può gestire volumi di prodotti molto più grandi, avendo a sua volta dimensioni maggiori. Idem per quanto riguarda la fornitura del pane, prodotto da Gustolab, panificio artigianale del Gruppo L’Impronta, che da molti anni supporta persone con disabilità fisiche e psichiche.

fondatori di bella dentro
Dalla pagina Facebook di Bella Dentro: i due fondatori amano coltivare il legame con tutti i loro sostenitori e clienti, appuntamento nei negozi!

Il legame con i contadini

Un aspetto interessante riguarda il contatto con i produttori: all’inizio c’era un certo scetticismo da parte degli agricoltori che si chiedevano “dov’è la fregatura” di fronte alla richiesta di questi due ragazzi di città che volevano acquistare la frutta o la verdura che loro scartavano: ma quando l’Apecar è partita e hanno visto che l’idea funzionava, si è passati a un atteggiamento di fiducia. Da qui è sorto poi quel passaparola che in breve tempo ha reso Bella Dentro piuttosto famosa e interessante nel settore agricolo e ortofrutta, con ampi spazi su periodici e siti web specifici.

“In qualche caso siamo passati ad avere il problema opposto a quello di partenza”, riprende Camilla: “ci sono prodotti come le arance che hanno una raccolta continua durante l’anno, pertanto dobbiamo riuscire ad accontentare i diversi produttori di Calabria, Sicilia e Puglia con cui lavoriamo. Questo implica una gestione decisamente più complicata, però per noi questa fatica è ampiamente ricompensata dai risultati e dalla bellezza delle relazioni che si sono create e continuano a rafforzarsi”.

Un ulteriore aspetto che emerge molto chiaro anche dal loro sito web riguarda l’informazione e la divulgazione: per certi versi l’immagine del contadino “per vocazione”, di cui si ha una figura romantica, talora edulcorata dai mezzi di informazione non è propriamente rispondente alla realtà. Bella Dentro si propone di sottolineare l’aspetto imprenditoriale del contadino, parlando di “Azienda Agricola”, dove il lavoro deve essere orientato al guadagno, come avviene in tutti gli altri ambiti, e a ricevere un compenso equo. I due giovani imprenditori sono quindi costantemente disponibili a parlare del loro progetto e a presentare le loro ricerche a scuole, università, istituzioni, come è già successo nel 2019 a Roma presso la FAO; lavorano con enti come l’ENEA, l’ICESP (la Piattaforma Italiana sul tema dell’Economia Circolare), contribuiscono alla redazione di report, non solo nei canali digitali che gestiscono direttamente.

“Uno dei nostri obiettivi è quello di educare le persone e i nostri clienti a una gestione corretta del cibo, finalizzata a ridurre se non a eliminare del tutto lo spreco”, conclude Camilla Archi. “Probabilmente nel nostro più immediato futuro attiveremo un servizio di consegna a domicilio, legato comunque agli acquisti effettuati dai clienti presso i nostri negozi”.

Dai primi chilometri macinati quattro anni fa con l’Apecar, la loro azienda è cresciuta decisamente e ci sembra che ci siano tutti i presupposti perché si sviluppi con lo stile e la determinazione che hanno guidato Luca e Camilla fin dall’inizio. Sempre con quel modo di essere in modalità “Bella Dentro”.

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