Parco del Pollino, nuova meta del turismo sostenibile

Con lo slogan “la montagna è solo l’inizio”, la regione Calabria promuove un turismo lento e gli itinenari culturali, turistici, ricreativi offerti dal parco nazionale più grande d'Italia.

Il turismo ha sempre rappresentato una voce importante per la regione Calabria, anche se forse la maggior parte degli utenti si è prevalentemente limitata alle bellissime coste dei due mari Tirreno e Ionio. Ma, è il caso di dirlo, queste sono solo delle gocce in un mare di bellezza e di luoghi ricchissimi di interesse: il progetto Pollino 2022 va proprio nell’ottica di valorizzare e tutelare le località del parco, promuovendo un turismo sostenibile. Dal 7 al 10 ottobre ha offerto la possibilità a diversi operatori del turismo e giornalisti di sperimentare direttamente quello che la Calabria può offrire. C’eravamo anche noi.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Calabria, in collaborazione con Modena Fiere, l’Ente Parco Nazionale del Pollino e il Comune di Morano, è iniziata ufficialmente con un brindisi di benvenuto presso il Castello Normanno-Svevo, oggetto di un recente restauro conservativo: la rocca si trova proprio sulla sommità dello splendido comune di Morano Calabro (CS) e l’accoglienza ci è stata data da alcuni abitanti del luogo vestiti con i costumi tradizionali, in un’atmosfera d’epoca di grande suggestione.

Ma già il pomeriggio aveva permesso agli ospiti di familiarizzare fra di loro e con il territorio, partendo per un breve giro in e-bike dallo storico agriturismo “La Locanda del Parco”, che alla sera ci avrebbe deliziato con un’ottima cena con prodotti tipici del territorio: la pista ciclabile che arriva fino a Castrovillari è stata realizzata sull’antica ferrovia che collegava Lagonegro con Spezzano Albanese e offre scorci naturalistici spettacolari, in un percorso adatto a tutti.

L’Albania ha avuto un ruolo significativo in queste zone, come si può sentire a Civita, una delle più antiche comunità albanesi del nostro paese, insediatasi verso la fine del XV secolo: oggi la popolazione parla un dialetto che si riferisce alla lingua albanese di 500 anni fa e che si può leggere in tutte le scritte di cartelli e insegne, insieme all’italiano. Il paese, considerato fra i borghi più belli d’Italia, è noto sia per il Ponte del Diavolo, antico ponte medievale in pietra, sia per la meravigliosa chiesa cattolica di Santa Maria Assunta, in cui le celebrazioni seguono il rito greco ortodosso; un altro esempio di come siano vissute e mantenute le tradizioni storiche e culturali dagli abitanti di queste zone.

Gustare e vivere la natura del Pollino

Uno dei numerosi punti di forza dell’area del Pollino è la sua montagna, che consente molteplici attività a contatto con la natura: grazie alle guide di River Tribe alcuni partecipanti hanno vissuto un’esperienza di rafting indimenticabile sul fiume Lao, fra le pareti del canyon, in piena armonia con la natura circostante. Questa giovane realtà guidata da Antonio Trani, estremamente attenta alla salvaguardia dell’ambiente attraverso un turismo sostenibile, ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il premio di 1° Centro Outdoor d’Europa da parte di National Geographic.

La varietà dei paesaggi presenti in questa zona offre numerosissime possibilità per vivere al meglio la natura, nel pieno rispetto del territorio: fra le attività escursionistiche, il trekking verso il Giardino degli Dei è una tappa imperdibile. Guidati da un’altra ottima guida di River Tribe, Mario Miraglia, i partecipanti hanno raggiunto gli oltre 2000 metri della vetta camminando in piena armonia con l’ambiente circostante, caratterizzato dagli straordinari colori dei faggeti e dai caratteristici pini loricati, presenti solo qui e nei Balcani.

parco del pollino
Veduta di Morano Calabro dalla pista ciclabile

Archeologia, scienza e gastronomia

Nei pressi del fiume Lao si trova la Grotta del Romito, un sito archeologico di grande valore scientifico per gli studiosi del Paleolitico Superiore, visitabile grazie a una serie di interventi che consentono ai visitatori di addentrarsi in profondità. A poca distanza si trova nel Museo Naturalistico “Il Nibbio” di Morano Calabro, che ha riservato un’ulteriore, inaspettata sorpresa. Il Nibbio è prima di tutto un’associazione non profit, animata dal vulcanico Nicola Blaise, che ha l’obiettivo di contrastare il degrado e lo spopolamento del centro storico del paese. Il suo è un incredibile esempio di economia circolare, dove tutto è stato recuperato e restaurato, a partire dalle antiche case abbandonate da cui è nato l’albergo diffuso: il semplice arredamento di ogni abitazione è fatto da pezzi di storia di questo borgo, richiamando gli antichi mestieri locali. Nella stessa maniera è poi sorto il Museo Naturalistico diffuso, allestito all’interno delle antiche case che sorgono in prossimità del Castello: gli immobili restaurati sono stati poi predisposti per accogliere le sezioni museali, che raccontano la storia del Pollino e dei suoi abitanti nel corso dei secoli. Sono stati infine predisposti spazi per la formazione e vari eventi culturali, oltre a un paio di strutture dedicate alle attività ricreative e di aggregazione.

Un’ulteriore eccellenza riservata agli ospiti ha naturalmente riguardato l’aspetto culinario, che ha nuovamente valorizzato i prodotti del territorio, quasi sempre a chilometro zero e da coltivazione biologica: a conferma di una proposta gastronomica varia e completa, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Il Pollino si è rivelato per gli operatori turistici un contesto eccezionale in cui vivere un turismo sostenibile, attraverso un’esperienza diretta e attiva: la passione, l’ospitalità, l’amore e la cura per la natura, uniti alla memoria storica, sono i valori che hanno accumunato le persone incontrate. Tutti si sono prodigati per far vivere agli ospiti la dimensione più dilatata possibile del tempo a disposizione, che non è mai stato “tiranno”, ma piuttosto quel compagno che ha consentito di gustare ogni esperienza in profondità.

Lasciando un profondo desiderio di ritornare in questi luoghi, dove la dimensione umana torna ad essere al centro e si vive il piacere autentico dell’incontro.

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