Susan Bijl, la leggerezza di un aquilone

La shopping bag fashion che rispetta la natura

A rischio di risultare monotematica, voglio presentarvi il lavoro di un’altra designer di origine olandese. L’ho scoperta passeggiando per le vie di Rotterdam, attratta dalla coloratissima vetrina del suo negozio.

L’aspetto interessante è che, come già raccontato nell’articolo dedicato a Piet Hein Eek, anche nel caso di Susan Bijl uno dei progetti nati durante gli anni dell’università si è trasformato nel pezzo iconico della sua produzione.

Nel 2000, infatti, quando era studentessa alla Willem de Kooning Academy si mise in testa di creare la borsa che avrebbe eliminato la necessità di tutte le altre borse. Questa spinta verso il minimalismo nasceva da lontano, quando da bambina svuotava regolarmente la sua camera da letto, liberandosi dei giocattoli, perché non le piaceva vedere troppi oggetti in giro. The New Shopping Bag, come descrive il nome, è un contenitore che ripiegato occupa pochissimo spazio, e una volta aperto ne crea a sufficienza per contenere anche la spesa.

Grazie al connubio tra stile e funzionalità, i prodotti disegnati da Susan Bijl hanno trovato un angolo nei concept store di tutto il mondo (incluso un corner nello showroom del citato Piet Hein Eek). E la città che ha dato loro i natali li omaggia non ostentandoli come pezzi firmati ma usandoli ogni giorno. Le strade di Rotterdam pullulano di questi flash colorati appesi alle spalle o alle biciclette dei suoi abitanti, quasi fosse una trovata pubblicitaria. E invece è solo l’effetto del passaparola legato a un oggetto di qualità.

Non sono molti i designer che possono vantare decine di migliaia di endorser affezionati, che diventano inconsapevoli modelli.

Shopping bag di diverse dimensioni.

Il successo di questo accessorio sta nella sua semplicità. Per disegnarlo, Susan ha preso le misure di un normale sacchetto di plastica del supermercato. A questa forma riconoscibilissima ha però aggiunto una striscia diagonale in un colore a contrasto, che è diventato il suo marchio di fabbrica. Le oltre 200 combinazioni in vendita sono croce e delizia della clientela, che rischia di diventare collezionista, remando contro l’idea iniziale della sua creatrice.

La storia del design è legata a doppio filo alla ricerca sui materiali, e l’esperienza di Susan Bijl non fa eccezione. I suoi prodotti infatti sono realizzati in uno speciale nylon chiamato Ripstop, resistente agli strappi. È lo stesso tessuto con cui vengono creati gli aquiloni, e unisce forza e leggerezza.

Dal 2019, Susan si impegna a utilizzare nylon certificato Bluesign® che garantisce l’assenza di sostanze inquinanti nel processo manifatturiero. Inoltre, questo tessuto completamente riciclato nasce dal recupero di oggetti che hanno concluso il proprio ciclo di vita, inclusi vecchi vestiti, reti da pesca e microchip. E le scelte ambientaliste del marchio si allargano fino al packaging, dove la plastica è stata sostituita dalla carta.

Proporre al pubblico a un prezzo contenuto un prodotto destinato a durare potrebbe sembrare controproducente sotto l’aspetto imprenditoriale, ma i designer che sognano di avere un’impronta ecologica leggera si impegnano a creare consapevolezza tra gli acquirenti. Ed ecco che, come già succede con gli accessori Freitag raccontati in un altro post, anche le borse di Susan Bijl si possono riparare. C’è uno strappo? Nessun problema, medaglia d’onore al superavoro. Ma per evitare che lo strappo si allarghi, basta inviare una foto della parte danneggiata per ricevere un kit di riparazione con adesivi dello stesso colore.

Uno dei comandamenti della fashion revolution è prendersi cura del proprio guardaroba, per poter passare più tempo possibile insieme ai capi che amiamo.

E The New Shopping Bag ha tutte le carte in regola per diventare la compagna di viaggio ideale nelle avventure del quotidiano.

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