Tokyo, giochi olimpici molto green, ma poco sostenibili?

Oltre l'80% dei giapponesi contraria alle Olimpiadi, pesa sul giudizio la gestione della pandemia

Sono iniziate, con un anno di ritardo, i Giochi olimpici di Tokyo 2020 e purtroppo si svolgeranno senza spettatori a causa della pandemia da Covid-19.

Un vero peccato, visto il grande sforzo che la realizzazione di una preparazione delle Olimpiadi richiede, sia per il Paese ospitante che per tutti gli atleti, che vivranno le proprie sfide senza il sostegno del pubblico. Peccato anche per un altro aspetto, i giochi sono stati organizzazti all’insegna della sostenibilità: dalla torcia, simbolo dei Giochi, realizzata con scarti di alluminio, ai podi fatti con materiali ricicabili, dalle medaglie, realizzate con oro e metalli preziosi estratti da pc e smartphone usati, ai letti di cartone che stanno spopolando su TikTok, fino a eccellenze del design ecosostenibile come il tecnologico campo di hockey ricavato dalla canna da zucchero.

Tokyo del resto, si è caratterizzata come prima edizione olimpica ecostenibile dal giorno uno, come testimonia una intera sezione del sito ufficiale.

Dal sito ufficiale dei Giochi Olimpici – https://olympics.com/tokyo-2020/en/games/sustainability/. In questa infografica dei criteri di sostenbilità seguiti per l’organizzazione dei giochi, si è tenuto conto di aspetti ambientali, sociali e dei diritti.

Ma per quanti sforzi il Comitato olimpico giapponese abbia fatto in questi anni per entrare nella storia olimpica con la sostenibilità, rischia che tutto sia vanificato dalle proteste in corso da parte di una parte della popolazione (giovani ma non solo) contro lo svolgimento dei Giochi.

Quello che si contesta è che la manifestazione si stia svolgendo ‘alla faccia della pandemia’: il Paese ha effettivamente gestito male la diffusione del coronavirus e ha vaccinato una minima parte della popolazione, pertanto i contagi salgono e i ricoveri pure, ponendo in situazione difficile gli ospedali, dove tra l’altro tanto personale è stato dirottato sulle esigenze delle Olimpiadi.

Le proteste degli attivisti hanno accompagnato anche le tappe della fiamma olimpica e sebbene tutti i contestaroi non siano scesi in piazza, un sondaggio di maggio del principale quotidiano Asahi Shimbun ha rilevato che l’83% dei cittadini giapponesi non vuole le Olimpiadi, a causa della pandemia; un altro sondaggio a giugno del quotidiano Yomiuri ha rilevato che il 48% pensava che i Giochi sarebbero stati cancellati.

Insomma, una celebrazione dei migliori valori umani come le Olimpiadi, che dovrebbe svolgersi in un clima di festa, si sta rivelando per il popolo giapponese una grandissima frustrazione.

Il giornale Asahi Shimbun, facendosi portavoce dei cittadini, ha ripetutamente invitato il governo e gli organizzatori olimpici a dare una buona motivazione per andare avanti con le Olimpiadi nonostante la crisi sanitaria, ma – dice – non ha ricevuto risposte soddisfacenti, solo vuota retorica. Non sorprende quindi che la gente non stia mostrando un forte sostegno o aspettative per i Giochi olimpici.

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