Ucimu e il futuro sostenibile delle macchine utensili

L'associazione delle aziende del settore ha presentato il primo bilancio di sostenibilità: c'è consapevolezza degli obiettivi ESG, ma serve maggiore coinvolgimento di tutte le aziende, formalizzazione di policy e processi e iniziative di comunicazione mirata

UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilità, in collaborazione con ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un passo importante per un settore forte per l’Italia (fatturato oltre i 6 miliardi di euro) e molto variegato per tipologia di aziende, che possono essere di grandi dimensioni ma per lo più si tratta di PMI e microimprese. Ucimu rappresenta 240 imprese associate che coprono oltre il 70% del Made in Italy settoriale.

Il primo Bilancio di Sostenibilità dimostra la crescente attenzione di questa industria per la sostenibilità in ambito ESG (governance, sociale e ambientale), ma che questa deve ancora essere formalizzata in politiche e strategie di filiera.

Contesto e tendenze del settore macchine utensili

Nel 2021 la produzione nazionale di macchine utensili, robot e automazione ha registrato una forte ripresa del fatturato (+22,2%), grazie alla crescita sia della domanda interna sia di quella estera e si è attestata a 6.330 milioni di euro, registrando un incremento 22.2% rispetto al 2020. L’industria della macchina utensile intesa in senso stretto (esclusa la robotica) ha segnato una crescita del 21,7%. Le caratteristiche strutturali del settore sono le stesse che si riscontrano nel sistema produttivo nazionale: imprese di ridotta dimensione, forte propensione all’export ed elevata qualità dell’offerta.

Il marchio UCIMU Green and Blue Action

Il tema della sostenibilità è divenuto centrale anche per l’industria di macchine utensili, robot e automazione e l’Associazione ha scelto di intraprendere una forte azione di sensibilizzazione delle sue associate in questa direzione.

Le più virtuose in questa direzione potranno ottenere il marchio UCIMU Green and Blue Action, fatto che ovviamente le aiuta a posizionarsi come aziende attente ai temi ESG, con grandi vantaggi in termini di reputazione e competitività. In questi percorsi UCIMU è al fianco delle aziende con diversi strumenti, ad esempio la formazione.

ucimu barbara colombo
La presidente di UCIMU Barbara Colombo parla del tema ESG in ccasione della presentazione del bilancio

Sostenibilità Ambientale, Sociale ed Economica

Cosa sostenibilità per il settore industriale delle macchine utensili? I risultati contenuti nel Report di UCIMU lo spiegano perché vengono presentati secondo tre grandi ambiti in cui si dispiega l’attività di impresa rispetto ai criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

La sostenibilità ambientale del settore si concretizza agendo secondo i principi dell’economia circolare, del risparmio delle risorse (energetiche, materiali) e di minimizzazione dell’impatto ambientale, anche attraverso la realizzazione di macchine, impianti e componenti che abilitino la circolarità della catena del valore dei clienti.

Le imprese del settore hanno implementato buone pratiche in materia di economia circolare (SDG12), con una quasi totalità che esegue la raccolta differenziata dei rifiuti e una buona parte che ha definito obiettivi in materia di riduzione degli scarti e dei rifiuti prodotti. Tuttavia, le imprese devono ancora configurare il loro operato in materia di emissioni di anidride carbonica (SDG13), con una minoranza che ha definito obiettivi legati alla riduzione della CO2 e un’ancora minore percentuale che ha formalizzato questi obiettivi in un documento ufficiale. Solo una piccola parte delle aziende ha preso in considerazione lo sviluppo di azioni di compensazione.

– La sostenibilità sociale del settore trova realizzazione valorizzando le risorse umane, creando un ambiente di lavoro sicuro e salubre, favorendo il welfare e la crescita professionale (attraverso la collaborazione con scuole, università ed enti di formazione professionale); ponendo, inoltre, come massima priorità, la progettazione e la realizzazione di macchinari sicuri e rispettosi dei valori della sostenibilità.

Le imprese del settore hanno un alto contenuto di tecnologia e specializzazione e riconoscono l’importanza della formazione dei collaboratori come asset cruciale per la competitività dell’offerta. La maggior parte delle aziende ha definito obiettivi formativi e offre formazione di qualità (SDG4) su competenze trasversali oltre che tecniche. Le aziende settoriali mostrano anche un forte impegno nello sviluppo sostenibile del territorio e della comunità (SDG11). Tuttavia, occorre lavorare sulla diversità e le pari opportunità (SDG5), poiché la forza lavoro è prevalentemente di genere maschile e i giovani rappresentano una parte davvero minimale.

Le aziende stanno adottando buone pratiche in tema di pari opportunità e diversità, come l’implementazione di una policy più inclusiva, la creazione di asili nido aziendali e azioni di accompagnamento alla maternità. Tuttavia, occorre che le imprese investano maggiormente nella governance della sostenibilità (SDG16) e nella formalizzazione delle proprie iniziative. Meno di un terzo comunica i temi ESG attraverso una sezione dedicata nel proprio sito e solo il 4% ha formalizzato questa procedura attraverso la stesura di un documento di rendicontazione, come il Bilancio di Sostenibilità.

– La sostenibilità economica del settore si ottiene realizzando macchine o impianti innovativi, in grado di creare valore aggiunto dalle trasformazioni di materiali dati e informazioni in chiave digitale; agendo in maniera etica e rispettosa delle leggi vigenti, tutelando i principi della libera concorrenza e gestendo le azioni intraprese sui temi della sostenibilità mediante un approccio indirizzato al miglioramento continuo; infine, adeguando la governance dell’azienda ai criteri etici, sociali e ambientali.

Le imprese sono fortemente orientate allo sviluppo di tecnologie innovative ed efficienti (SDG9), per ridurre lo spreco di risorse, favorire modelli di consumo più sostenibili e assicurare maggiore produttività ai clienti. La quasi totalità delle imprese ha definito una strategia o obiettivi futuri in materia di digitalizzazione, automazione e industria 4.0. Le buone pratiche più diffuse sono lo sviluppo di progetti di digitalizzazione e di comunicazione con i prodotti installati per monitorarne l’utilizzo e prevederne le esigenze di manutenzione. Il 72% delle aziende ha definito una strategia o obiettivi futuri orientati alla riduzione degli impatti ambientali dei prodotti. La quasi totalità delle intervistate assicura di servirsi dello strumento dell’etichettatura o di quello della formazione per istruire i clienti sul corretto utilizzo delle macchine e sullo smaltimento delle stesse a fine ciclo vita.

La sfida di UCIMU: vicino alle imprese nella transizione

Le evidenze emerse da questo Bilancio di Sostenibilità delineano sfide importanti. Il comparto possiede una evidente consapevolezza e una molteplicità di buone pratiche già presenti, che attendono di essere trasformate in politiche, strategie e obiettivi futuri.

La sfida del settore e dell’Associazione è dunque quella di sostenere le imprese nel trasformare l’impegno già presente in molti campi, in strategie.

Quasi tutte le imprese mostrano una forte attenzione a molti dei temi contenuti nei criteri ESG. Tuttavia, solo una piccola percentuale ha formalizzato degli obiettivi a riguardo. Per quanto riguarda gli i temi ambientali, la forte attenzione con cui vengono affrontati i temi dei consumi energetici e della gestione dei rifiuti è legata agli obblighi normativi di corretta gestione a cui sono soggette le imprese e alla convenienza economica che ne scaturisce. UCIMU – SISTEMI PER PRODURRE intende proseguire il percorso iniziato, ampliando il campione dei soci con Marchio coinvolti nell’assessment di sostenibilità e nel monitoraggio delle iniziative in ambito di governance, sociale e ambientale, contribuendo ad aumentare la consapevolezza del settore e l’implementazione di iniziative future in ambito ESG.

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