il 27° articolo della Costituzione italiana sottolinea come la pena carceraria debba tendere alla rieducazione del condannato: purtroppo i freddi numeri del nostro sistema penitenziario forniscono una fotografia molto critica: su 200 istituti soltanto il 10% riesce a offrire percorsi di reinserimento lavorativo stabili e strutturati.
I dati più recenti, risalenti all’inizio del 2025, raccontano che su una popolazione detenuta di oltre 61.000 persone, sono poco più di 18.000 quelli che lavorano: un numero che potrebbe sembrare incoraggiante, se non fosse che la stragrande maggioranza di questi impieghi è alle dipendenze dirette dell’amministrazione penitenziaria per servizi interni, e non in veri percorsi professionalizzanti proiettati verso l’esterno.
Oltre ad alcune eccezioni di istituti che operano concretamente nella formazione professionale, emergono alcune storie di innovazione sociale e di speranza: è il caso di Dolci Evasioni e Banda Biscotti.
Nel primo caso il progetto prende vita dalla Casa Circondariale di Siracusa, mentre risalendo la penisola fino al Piemonte si arriva all’interno della Casa Circondariale di Verbania, per una altra dolce esperienza.
L’occasione per conoscere queste due realtà è nata entrando un negozio di Milano, situato nel quartiere di Precotto: si tratta di ZERO by La Frutteria, che propone non solo frutta e verdura, ma una logica di intera spesa di tipo artigianale, guidata dalla ricerca continua e dalla passione che Valentina e Stefano Arbore si impegnano a comunicare a chi varca la loro porta.
Negozio di quartiere solidale e sostenibile

Il loro è ancora uno di quei negozi di quartiere che nelle grandi città è sempre più difficile trovare: “la nostra famiglia è della Puglia e fin da bambini abbiamo vissuto l’attenzione per la qualità del cibo”, racconta Valentina, “per cui quando con mio fratello abbiamo aperto questa Frutteria abbiamo voluto proporre non solo sapori genuini ma anche la cultura che sta alla base.
Pertanto, quello che undici anni fa era un negozio di ortofrutta locale, è diventato nel tempo un luogo di consumo consapevole. Con la loro filosofia “zerosprechi, zerostress” e la formula della spesa artigianale in cassetta, i due fratelli non solo propongono cibo sano, ma anche storie e relazioni. Su quest’ultimo aspetto Valentina offre quasi una sorta di consulenza: spiega ai clienti come conservare al meglio la verdura per non farla appassire, suggerisce come stoccare la frutta per evitare sprechi, trasformando l’acquisto in un atto di cura verso il cibo.
Inoltre, Valentina e Stefano hanno costruito un modello di logistica e mobilità sostenibile, riuscendo a garantire la consegna gratuita grazie a un’organizzazione meticolosa e rispettosa dell’ambiente. Hanno raggruppato i clienti per zone e servono ogni quartiere in un giorno fisso della settimana: gli itinerari sono stati studiati e ottimizzati per ridurre l’impatto ambientale e mantenere il servizio accessibile a tutti.
Con la stessa cura sono scelti i vari fornitori e, fra le cassette di frutta e verdura, spiccano appunto i prodotti di Dolci Evasioni e Banda Biscotti, due progetti che hanno un impatto significativo nel contesto del carcerario italiano.
La fragranza di una banda molto particolare
Il primo viaggio ci porta in Sicilia, all’interno della Casa Circondariale di Siracusa dove, grazie alla Cooperativa Sociale L’Arcolaio è sorto il progetto Dolci Evasioni. La forza di questa esperienza risiede nelle sue radici: la cooperativa nasce da un terreno fertile coltivato per anni dal volontariato e dall’esperienza degli scout dell’AGESCI.
Non è un dettaglio da poco: significa che alla base c’è una comunità che ha scelto di farsi carico del prossimo, portando dentro le mura lo spirito di servizio. Al panificio avviato proprio nel 2003 nel carcere di Siracusa sono seguiti numerosi progetti e oggi, dopo oltre vent’anni, i loro prodotti dolci e salati raggiungono tutta Europa, così come la loro oasi didattica accoglie visitatori da tutto il mondo.


Il logo del marchio Dolci Evasioni raffigura un gabbiano in volo, simbolo di libertà e soprattutto di riscatto. Il laboratorio del carcere vede lavorare fianco a fianco detenuti, persone che hanno terminato la pena e volontari: insieme, producono paste di mandorla e dolci della tradizione siciliana, utilizzando ingredienti biologici e locali. Qui, il lavoro diventa uno spazio di cura, dove si impara un mestiere ma soprattutto si recuperano i ritmi della vita civile e la fiducia nelle proprie capacità.
È un modello di integrazione circolare: chi ha sbagliato trova una mano tesa non tanto per ricevere assistenza, ma per diventare protagonista del proprio riscatto professionale.
La fragranza di una banda molto particolare
Anche presso la Casa Circondariale di Verbania, la missione è rompere l’isolamento delle mura carcerarie attraverso il gusto. Il tempo in questo ambiente gioca un ruolo determinante: se utilizzato male, contribuisce a cristallizzare identità criminali, ma se usato bene, può creare le premesse per un cambiamento.
La filosofia della Banda Biscotti è chiara e si può sintetizzare con il proposito di fare cose buone, in tutti i sensi: buone perché realizzate con materie prime d’eccellenza, spesso provenienti dal commercio equo o da filiere corte, e buone perché “giuste”.
Ecco dunque che il lavoro, fatto di impegno, fatica, dedizione, può giocare un ruolo determinante per far sì che il tempo trascorso in carcere possa addirittura diventare utile: non si tratta di occupare le mani per qualche ora, ma di essere parte di un progetto ambizioso, trasformando il tempo della pena in tempo di investimento su sé stessi.
Il laboratorio di Verbania è una vera e propria scuola di mestiere, dove ogni frollino prodotto è un passo verso il reinserimento sociale. I detenuti assunti regolarmente imparano l’arte della pasticceria, acquisendo competenze spendibili una volta fuori. Dando un’ulteriore risposta concreta a quel vuoto formativo che affligge gran parte degli istituti italiani.

Il valore di un acquisto consapevole che va oltre le sbarre
I prodotti dei laboratori di entrambi gli istituti di pena vengono venduti sia online che dalle botteghe del commercio equo-solidale, i Gruppi di Acquisto Solidale, i negozi specializzati in alimentazione biologica. La proposta quindi di una realtà come ZERO by La Frutteria fa una sorta di chiusura del cerchio: il lavoro in carcere ha senso solo se il “fuori” è disposto ad accoglierne i frutti. Quando si acquista un pacchetto di Dolci Evasioni o della Banda Biscotti, non si sta solo comprando una colazione di qualità, ma si avvalora un faticoso percorso di riabilitazione.
È un significato fondamentale per quanti stanno scontando una pena e vogliono afferrare una seconda possibilità che viene loro offerta: in un paese che fatica a garantire il diritto costituzionale alla rieducazione per tutti, sostenere questi progetti e quei negozi che li propongono al pubblico è un atto di cittadinanza attiva. Ed è un modo particolarmente dolce e saporito per abbattere i pregiudizi e costruire una società più inclusiva e solidale.








