I record (e i freni) della mobilità elettrica in Italia

ABB produce una colonnina di ricarica ogni 20 minuti. Abbiamo parlato con Antonio De Bellis, E-mobility Lead Manager ABB, per capire come si evolve il mercato dell'auto elettrica in Italia

193.619: le auto elettriche pure circolanti in Italia al 31 maggio 2023. Nei primi 5 mesi del 2023 le immatricolazioni full electric hanno segnato un incremento del +41,10% rispetto allo stesso periodo del 2022 (dati Motus-E).
Ma: i numeri del nostro Paese restano ancora comunque più bassi della media europea.

41.173 punti di ricarica per auto elettriche, 22.107 colonnine e 15.262 location (dati trimestrali, marzo 2023). In due anni, i punti di ricarica sono più che raddoppiati: nel 2021 erano 20.757.
Ma: il 23% delle infrastrutture installate risulta attualmente non utilizzabile perché non allacciate alla rete o per altri motivi autorizzativi; il 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 22% nel Centro e solo il 21% nel Sud e nelle Isole.

Motus-E è la prima associazione italiana costituita da un gruppo di operatori industriali, della filiera automotive, del mondo accademico e dei movimenti di opinione per promuovere e accelerare la transizione del settore dei trasporti verso l’adozione di mezzi sostenibili, in particolare la mobilità elettrica. L’obiettivo principale dell’associazione è quello di divulgare i benefici ambientali connessi all’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili e di favorire la diffusione della mobilità elettrica in Italia.

ABB E-Mobility: i record

Con oltre 680.000 stazioni di ricarica per veicoli elettrici venduti in più di 85 mercati, nel 2022 ABB E-mobility ha inaugurato un nuovo stabilimento in Valdarno per raddoppiare la propria capacità produttiva.

Il nuovo insediamento produttivo è un centro di eccellenza a livello mondiale nell’ambito della mobilità sostenibile, grazie all’implementazione di soluzioni innovative, nuovi software e strumenti di gestione del ciclo di vita del prodotto per integrare in modo completo le attività di R&D con la produzione. 
Sette linee di produzione che realizzano una stazione di ricarica in corrente continua ogni 20 minuti; 15 aree di test in grado di simulare oltre 400 sessioni di ricarica al giorno.
Nel frattempo, soluzioni di automazione integrate collegano la produzione a un innovativo magazzino automatico, garantendo un controllo ottimizzato delle scorte, una tracciabilità completa e operazioni efficienti, supportate da AGV (Automated Guided Vehicle) e veicoli di movimentazione.

ABB E-mobility: i record della mobilità elettrica
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Criticità e opportunità della mobilità elettrica.

Abbiamo chiesto un confronto con Antonio De Bellis, E-mobility Lead Manager ABB, per comprendere meglio opportunità e criticità del modello nazionale di mobilità elettrica.

Parlando di Italia e Europa, quale potrebbe essere una reale tempistica di istruzione di un sistema di ricarica efficiente e ben distribuito?

Proporrei di procedere per tappe e guardare al traguardo 2030; non per “prendere tempo”, ma per tenere conto delle dinamiche produttive automotive che dovranno alimentare la penetrazione di veicoli BEV (Battery Electric Vehicle), nonché disporre dei corretti strumenti incentivanti e disincentivanti per gestire la transizione in modo rigoroso e opportunistico.

Alla fine, il bilancio della sostenibilità dovrà essere positivo considerando non solo la quantità di veicoli e punti di ricarica, ma anche altri fattori, tra cui anche la capacità di avere trasformato il cambiamento in una opportunità di crescita economica e sociale.
Non dobbiamo spaventarci delle sfide dettate dai numeri che emergono dagli obiettivi prefissati: quello che deve preoccuparci è l’immobilismo guidato dal timore di non farcela o cullando l’idea che saremo capaci di arrestare il cambiamento avviato.

Antonio De Bellis, E-mobility Lead Manager ABB

Una stima realistica deve considerare che la realizzazione di una rete di ricarica capillare e di adeguata potenza (veloce e di grande potenza per le soste rapide e lenta per le soste lunghe) dipende da molti fattori.
Soggetti privati e pubblici, propensi agli investimenti richiesti ci sono: si tratta di normalizzare e semplificare quanto necessario ed accessorio, affinché l’ecosistema possa procedere speditamente con la realizzazione delle infrastrutture di ricarica. Più chiarezza e certezze normative e regolatorie, nonché meno burocrazia e confusione mediatica dovuta a contenuti che in alcuni casi sfiorano la disinformazione, possono fare la differenza, aiutando a procedere raggiungendo i traguardi.
La buona notizia è che l’Italia dispone di tutte le competenze e capacità per essere protagonista e realizzare quanto richiesto.

Quali gli ostacoli in Italia per accelerare i sistemi di mobilità elettrica? 

L’ostacolo fondamentale è lo scetticismo che si è alimentato nei confronti della necessità di modificare la mobilità per ridurre le emissioni e per andare verso la carbon neutrality.
Serve una presa di coscienza collettiva sul fatto che è necessario ridurre le emissioni partendo da quelle legate alla mobilità che utilizza quasi al 100% i combustibili fossili. Le alternative ventilate sono al momento solo frutto di ipotesi di ricerca, la cui industrializzazione è lontana dall’essere economicamente vantaggiosa, se e quando la sua industrializzazione fosse dimostrata fattibile.
Siamo coscienti degli effetti collaterali del passaggio all’elettrico rispetto all’attuale scenario, ma questo non deve essere motivo di fare resistenza come sistema paese.

Deve essere intrapreso quanto serve per recuperare tutte le competenze e capacità che ruotano intorno al mondo del motore endotermico e nel frattempo far crescere e consolidare le nuove competenze e capacità. Il rischio è che non diventiamo attraenti per chi muove e decide gli investimenti del futuro e veniamo poi tagliati fuori dalle catene di valore della mobilità elettrica, perdendo la gara di competitività a livello europeo, oltre che quella a livello globale.

Perché non sistemare i punti di ricarica sempre e in corrispondenza dei benzinai?

Qualsiasi area dove è possibile effettuare una sosta è un potenziale punto di ricarica, comprese le aree di servizio e rifornimento attualmente in uso per i veicoli.
Dobbiamo rigettare il paradigma per il quale dobbiamo sostituire la pompa di carburante con una pompa di elettroni.

benzinaio a forma di batteria di ricarica elettrica

I veicoli elettrici ci offrono la possibilità di decidere per la soluzione di rifornimento in un’ottica di “dispenser di tempo”: ho poco tempo, opterò per una soluzione di ricarica veloce o ultraveloce; ho più tempo a disposizione, opterò per una ricarica lenta. Lo slot di tempo che deciderò di prendere sarà a mia disposizione per fare altro. L’assillo del dove ricarico e quanto tempo per ricaricare è ormai un’arma spuntata per i detrattori dell’elettrico.

Già oggi, sia a livello di sistemi di ricarica che di mezzi elettrici, sono disponibili soluzioni ad altra potenza che erogano centinaia di chilometri di autonomia ad un veicolo, in pochi minuti. Inoltre, a breve sarà rilasciato lo standard MCS che consente di erogare potenza non più in termini di Kilowatt, ma di Megawatt. Questo è lo standard introdotto per i camion elettrici e i primi prototipi sono in funzione per la messa a punto dello standard ed avviare la produzione industriale sia dei veicoli che delle infrastrutture di ricarica. Questo a dimostrazione che l’elettrico è in continua evoluzione e che continua a creare un divario enorme con le altre sedicenti alternative, che potranno trovare applicazione in specifici settori. Oggi per quanto riguarda le nostre strade e le nostre città, la mobilità elettrica è l’unica che è realmente sostenibile ed industrialmente realizzabile.

ABB pensa anche al problema dello smaltimento delle batterie? ci sono in vista nuove tecnologie e nuovi sistemi di creazione e smaltimento di batterie?

L’economia circolare prevede che tutti i prodotti, inclusi i nostri sistemi di ricarica, siano riconcepiti per essere sostenibili nel loro ciclo di vita. Tornando alla sua domanda, le batterie sono un elemento di attenzione nella mobilità elettrica, sia per quanto riguarda la sua produzione, sia per la sua gestione successivamente all’utilizzo nel veicolo elettrico. Il riuso delle batterie per altre funzioni, specificatamente come per sistemi di accumulo a supporto della rete elettrica, allunga l’operatività della batteria, rendendo il tutto più sostenibile.

Nel momento del fine vita subentra l’industria del riciclo che origina virtuosismi, poiché alimenta una economia industriale che genera valore, rimette sul mercato materie prime, riducendo anche le dipendenze da terzi. Sul tema batterie, recentemente Motus-E, insieme a Strategy& ed al Politecnico di Milano, hanno pubblicato un report che chiarisce come anche in Italia ci sia l’opportunità e la convenienza di sviluppare una filiera per il riciclo delle batterie.

segnaletica su strada per postazione ricarica elettrica.
Foto di Markus Distelrath da Pixabay

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