I paradigmi della mobilità sostenibile

Mobility as a Service, Transit-Oriented Development, Zona 30, Avoid-Shift-Improve: i nuovi paradigmi della mobilità sostenibile volti alla riduzione dell’impatto ambientale del settore.

I trasporti collegano persone, luoghi, culture ed economie, ma esercitano anche pressioni importanti sull’ambiente e sul clima. Servono nuovi modelli e paradigmi per una mobilità più sostenibile per accelerare la transizione ecologica e raggiungere gli obiettivi fissati dall’Onu e dalla Comunità Europea.

I trasporti pesano infatti per un quarto nelle emissioni di gas serra nazionali, con il trasporto su gomma che rappresenta più del 92% e i prodotti petroliferi che assorbono il 68% della domanda nazionale.
Sappiamo che il Green Deal stabilisce l’azzeramento delle emissioni nette di CO2 al 2050, con un significativo risultato intermedio del -55% nel 2030.
Ma il rapporto 2023 di Legambiente “Mal’Aria di città. Cambio di passo cercasi” denuncia una decrescita troppo lenta dell’inquinamento atmosferico delle città italiane, con livelli ancora lontani dai limiti 2030.

Per raggiungere questo obiettivo è dunque necessario un cambio di passo verso un modello di mobilità sostenibile ed intelligente. Un modello che passa attraverso soluzioni di progressiva ibridizzazione sino alla completa elettrificazione.
La costruzione di una mobilità equa, inclusiva e sostenibile richiede normative nazionali e politiche urbane, investimenti in R&S, diffusione di una cultura della mobilità green, implementazione della mobilità pubblica e di quella condivisa. Digitalizzazione, analisi dei big data e diffusione di un nuovo modo di pensare e vivere la mobilità, sono le chiavi per attivare questo complesso sistema di transizione.

Affrontiamo qui tre paradigmi della mobilità sostenibile in parte già operativi che puntano alla transizione e provano a semplificare la complessità.

disegno di città digitale

Mobility as a Service – MaaS

La Mobilità come Servizio è una soluzione integrata che punta a organizzare il trasporto attorno al servizio di mobilità, piuttosto che al mezzo, stravolgendo il concetto tradizionale di mobilità. 

In pratica, MaaS è un’applicazione all-in-one che integra molteplici servizi di trasporto pubblico e privato accessibili grazie ad un unico canale digitale.
Gli utenti possono accedere a servizi di auto condivisa o di taxi, alla bicicletta elettrica e ai mezzi pubblici, pianificando, prenotando e pagando in un unico canale digitale.
Un concetto che mira a fornire un’esperienza di trasporto completa e senza soluzione di continuità agli utenti, rendendolo più efficiente ed economico. Contribuisce inoltre a ridurre la congestione e le emissioni incoraggiando l’uso dei trasporti pubblici e di altre soluzioni di trasporto sostenibili.

Le principali linee guida di questo paradigma sono integrazione, condivisione, flessibilità e ottimizzazione. Sono sostenute da un uso intensivo di piattaforme, app, aggregatori e altri strumenti di infomobilità, da una rivoluzione dei prodotti/servizi offerti e da un salto di paradigma tecnologico nella movimentazione dei veicoli (trazione elettrica, guida autonoma, ecc.).
Gli investimenti significativi nel settore, compresi quelli previsti dal PNRR per il progetto sperimentale “Mobility as a Service for Italy“, ne dimostrano la lungimiranza e la fiducia riposta. Milano, Napoli e Roma: le prime tre città pilota per la sperimentazione 2023.

auto green

Transit-Oriented Development – TOD

Lo Sviluppo Orientato al Trasporto Pubblico è una strategia di pianificazione urbana che punta sulla creazione di comunità che insistono su hub di trasporto pubblico.
L’idea è quella di concentrare gli insediamenti urbani, come ad esempio abitazioni, servizi e attività commerciali, in prossimità delle stazioni di trasporto pubblico, come ad esempio le stazioni ferroviarie o le fermate degli autobus, in modo da favorire l’uso del trasporto pubblico e ridurre l’utilizzo dei mezzi privati.
In questo modo si cerca di creare un ambiente urbano sostenibile, dove la mobilità è integrata con lo sviluppo urbano e dove gli spostamenti sono facilitati e sicuri.
Le aree di TOD sono caratterizzate da una densità abitativa elevata e da una forte presenza di servizi e attività commerciali, in modo da favorire la vivibilità e la qualità della vita dei cittadini.

Zona 30

Il concetto di città sempre più human-centred, più inclusive e meno inquinate si esprime anche con la Zona 30: un’area urbana in cui la velocità massima consentita per i veicoli è di 30 km/h. 
L’obiettivo della Zona 30 è quello di migliorare la sicurezza stradale, ridurre il rumore e l’inquinamento atmosferico, promuovere la mobilità sostenibile e creare un ambiente urbano più vivibile e accogliente per i pedoni e i ciclisti. 

cartello di divieto di superare i 30 km/h

La Zona 30 può essere adottata per interi centri urbani o anche in quartieri o zone specifiche delle città, in base alle esigenze locali e alla tipologia di traffico presente.
Molte città europee hanno introdotto limiti di velocità di 30 chilometri orari: da Bruxelles a gennaio 2021, a Parigi ad agosto dello stesso anno.

Altre città come Helsinki, Valencia, Zurigo, Lille, Bilbao, Graz, Grenoble e Londra stanno prendendo esempio da queste due capitali.

Da giugno 2021, Olbia è stata la prima città a introdurre un limite di velocità di 30 km/h. A partire da giugno 2023, Bologna sarà il primo centro urbano italiano ad avere un limite di velocità di 30 chilometri orari. Da gennaio 2024, Parma e Milano diventeranno una Città 30. 

Avoid, Shift, Improve – il modello ASI

Il modello Avoid-Shift-Improve (ASI) è un approccio alla pianificazione della mobilità sostenibile che mira a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita nelle città.
Il modello si basa su tre principi fondamentali:

Avoid

Avoid (Evitare): l’obiettivo è quello ridurre la domanda di trasporto, attraverso la promozione di comportamenti e scelte che evitino gli spostamenti inutili. Ciò significa ridurre il numero di veicoli in circolazione, diminuendo così l’impatto ambientale e migliorando la qualità della vita nelle città.
Per raggiungere questo obiettivo, sono necessarie diverse azioni: promozione dello smartworking, incentivare la scelta di destinazioni vicine a casa attraverso la creazione di quartieri residenziali multifunzionali, promuovere la mobilità attiva, come la camminata e la bicicletta, per gli spostamenti quotidiani. Infine, è importante promuovere la cultura della condivisione, ad esempio attraverso il carpooling o la condivisione di veicoli elettrici. In questo modo, si riduce il numero di veicoli in circolazione e si favorisce l’utilizzo di mezzi di trasporto più sostenibili ed efficienti.

Shift

Shift (Spostare): l’obiettivo è quello di spostare la domanda di trasporto verso modalità più sostenibili, al fine di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita nelle città. 
A tal fine è necessario promuovere l’uso della bicicletta, del trasporto pubblico o della condivisione del veicolo.
per promuovere queste soluzioni, è necessari incentivarle. Ad esempio, attraverso la creazione di piste ciclabili protette e l’implementazione di servizi di bike sharing, migliorare l’efficienza e la copertura del trasporto pubblico, promuovere il carpooling o la condivisione di veicoli elettrici. 
Non meno importante è la promozione di una cultura della mobilità sostenibile, attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione sulla mobilità urbana sostenibile.

Improve

Improve (Migliorare): l’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle modalità di trasporto esistenti, al fine di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita nelle città.
Le azioni a sostegno prevedono:

  • adozione di tecnologie avanzate per migliorare efficienza dei mezzi di trasporto, come veicoli elettrici o ibridi, o sistemi di controllo del traffico intelligente;
  • implementare infrastrutture per la mobilità sostenibile, come le piste ciclabili, le stazioni di ricarica per veicoli elettrici, o i parcheggi per biciclette e mezzi di trasporto condivisi;
  • promuovere la digitalizzazione della mobilità, attraverso l’implementazione di servizi di mobilità integrati e la creazione di piattaforme digitali per la pianificazione e la prenotazione dei viaggi;
  • adottare politiche e misure di incentivo per promuovere l’adozione di modalità di trasporto più sostenibili, come ad esempio agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici o la promozione di programmi di carpooling per i dipendenti delle aziende.
strada del futuro con auto e omini rossi

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